Il Mondo in Moto [Giovanni Lamonica]
VERSO IL PAMIR: QUARTA PUNTATA. IL RITORNO.

Una rubrica per scoprire i posti pi¨ belli della Terra con Giovanni Lamonica. Viaggio in Asia, verso il Pamir, nel 2012. Puntata 4 di 4.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledý, 02 Gennaio 2013 - Ore 23:45
VERSO IL PAMIR: PRIMA PUNTATA.
 
VERSO IL PAMIR: SECONDA PUNTATA.
 
VERSO IL PAMIR: TERZA PUNTATA.
 
17 agosto 2012
Pierandrea dice che a Alamty c’è una concessionaria BMW, io penso che i meccanici locali sono decisamente all’altezza di riparare guasti anche piuttosto gravi. Il suo meccanico da Perugia, non facciamo nomi per non fare pubblicità negativa, dice che senza l’estrattore e se non hai mai fatto un lavoro del genere, conviene cambiare tutto il cambio, io penso esattamente il contrario: l’ingegno, l’inventiva, la perizia ed anche le capacità dovute all’esperienza ed alla necessità di doversi arrangiare, in queste situazioni fanno la differenza! Sempre dall’Italia, gli dicono che avendo i giusti attrezzi è possibile fare il lavoro anche da soli, io penso che questa è una stronzata ciclopica e lo dico anche! Pierandrea stranamente non reagisce, ormai i nostri scontri mediati da Ettore e da una frequentazione decennale che spazia ormai nel recinto di una a volte strana ma consolidata amicizia, sono pressoché quotidiani! Con questi presupposti i contatti italiani che abbiamo trovato a Bishkek, ci fanno conoscere uno dei costruttori edili più importanti della capitale che si presenta con il suo factotum, Gina, non so se si scrive così, ma Eugenio in italiano, che una volta visto il mezzo e verificato il problema, dice di conoscere il meccanico giusto. Entriamo così nel mondo di Ali, 2 box in ferro in un parcheggio “abusivo” custodito. Lo vedo, mi è subito simpatico, do un’occhiata alla sua officina e mi rendo conto che siamo capitati nel posto giusto! Deve smontare, il mezzo ma la comunicazione è piuttosto complessa, telefonata ed arriva Serghey: lui parla con i 2, mi traduce in inglese ed io spiego in italiano ai miei compagni: una navigazione dialettica attraverso un mare battute e situazioni simpatiche, spesso esilaranti, attraverso tre lingue.
“Giovà, se tu ti fidi di loro, io mi fido di te, ripariamo qui!”.
Non credo alle mie orecchie, maledetto zuccone marchigiano, probabilmente lo fai per mettermi in difficoltà, rimango spiazzato, pensare che ero già pronto ad una delle nostre interminabili discussioni! Vabbè, stavolta vinci tu, ma non è finita qui!
Lasciamo Gina ed Ali in osservazione mistica del mezzo e torniamo in pensione!
Per le telefonate Ali mette a disposizione un cellulare con scheda locale e per Pierandrea una Africa Twin!
Inizia l’attesa!
 
18 agosto 2012
La giornata inizia un po’ a rilento, la cena di ieri si è protratta oltre il dovuto, ho bevuto troppo, stranamente, abbiamo conosciuto alcuni amici di Walter, che fanno parte della comunità italiana di Bishkek, tra cui 2 abruzzesi e nonostante lo stordimento devo dire che mi sono proprio divertito! Ieri sera Serghey mi ha chiamato informandomi che la moto è smontata e che domani mattina, cioè oggi, andranno a cercare la molla, che ufficialmente è rotta!
Trascorro la mattina nel ristorante di Walter, aiutandolo in alcune faccende e facendomi raccontare la sua storia. Originario della provincia di Pesaro, due figlie, una moglie con la quale entra in conflitto a causa del lavoro.
“Stavo bene con lei, ma il mio lavoro era troppo importante, le promettevo di allentare i ritmi, ma poi non ce la facevo proprio ed alla fine ci siamo separati! Così prima cambio attività e lascio casa, poi un amico mi propone un’opportunità lavorativa in Kirghizistan. L’occasione era molto conveniente, ma ricordo che 10 anni fa, non sapevo neanche dove fosse questo paese, 2 sere dopo chiesi a mia figlia di portarmi un atlante, puoi immaginarti la mia sorpresa, quando vidi questo fazzoletto di terra vicino alla Cina! Che ci vado a fare… poi invece… 2 anni qui, poi le mie figlie, mi convincono a rientrare, ma maledetto lavoro, resisto poco ed eccomi qui di nuovo a gestire questo ristorante! Il mio lavoro è importante, mi piace e tutto sommato mi sto togliendo le mie soddisfazioni!”.
Il pomeriggio ci concediamo una passeggiata per il centro, Bishkek è una città piacevole, rilassata con belle ragazze.
Il telefono squilla, è Serghey, la moto è pronta, Gina passerà a prenderci alle 19!
La molla rotta, un banale pezzo da un paio di euro è sigillata in una busta, la nuova è miracolosamente uscita da un ricambio Mercedes, un pezzo dell’accensione di qualche macchina di età indefinita! Estrattore? Ripenso alle parole “dell’espertone” di meccanica italiano! Come avranno fatto, probabilmente quì avranno smontato il cambio con i denti! Ali, ci fa vedere dal suo cellulare la moto letteralmente vivisezionata sul pavimento del garage, ed aggiunge – si re-inizia con la navigazione fra più lingue – che l’ammortizzatore lavora con un angolo innaturale e sta consumando la parte anteriore della trasmissione cardanica, che il cilindro sinistro ha le valvole lente e che il rack è spaccato e bisogna saldarlo! Stavolta Pierandrea è senza parole ma sembra assolutamente felice della situazione. Prendiamo accordi per la mattina successiva per la saldatura, gli altri lavori verranno fatti in Italia e via a cena.
 
19 agosto 2012
La mattina alle 10 siamo dal nostro amico per gli ultimi interventi. Un paio di ore e siamo di ritorno. Ultimi controlli, regolazioni varie, pieno di benzina. Siamo pronti, direi a tempo di record, domani ci rimettiamo per strada.
Si entra in Kazakistan, direzione Almaty.
 
20 agosto 2012
Tanto per cambiare il confine che avevamo individuato per il passaggio in Kazakistan, quello più vicino alla Cina è chiuso, cosa che ci fa optare per la rinuncia alla visita del lago Issyk kul, dovremmo aggiungere almeno 1.000km, facendo per giunta 2 volte la stessa strada! Davvero non ne vale la pena, siamo tutti d’accordo, contando che pensiamo anche di visitare Almaty che, da dove siamo, possiamo raggiungere in mezza giornata.
Così, la mattina seguente passiamo a salutare i nostri nuovi amici di Bishkek e ci dirigiamo verso la frontiera, disbrigo delle pratiche doganali e nel primo pomeriggio siamo nella metropoli kazaka, un gioco da ragazzi.
 
E’ la quarta volta che rientro dal centro Asia, 2 volte in solitaria, le altre accompagnando persone: una sensazione strana, affascinante, stimolante che ogni volta alla fine mi lascia sensazioni che cristallizzano piacevolmente nei miei ricordi! Questo è un luogo unico, decisamente! Il Kazakistan è lungo, largo, se la carta geografica avesse una terza dimensione, sarebbe anche profondo. Nel 2010, macchine gigantesche avevano iniziato l’impresa di asfaltizzazione della sua parte più occidentale, quella più desolata ed inospitale. Cerco di far capire ai miei compagni di viaggio che però le difficoltà probabilmente ci saranno e non identificabili in alcune giornate ma solo quando ci troveremo ad imprecare su strade che definire dissestate è un banale eufemismo!
Le sterminate steppe kazake, infiniti pascoli per i cavalli delle invincibili armate mongole, Aralsk, con le sue barche ormeggiate nel deserto, Uralsk, città di confine tra 2 continenti, ci attendono: si comincia!
Da Almaty, un solo punto cardinale caratterizzerà il percorso dei prossimi giorni, delle prossime settimane, con il navigatore puntato in direzione ovest, migliaia di km per attraversare mezza Asia e poi mezza Europa.
Taraz, Shymkent, ma già qui mi accorgo che c’è qualcosa che non va: i lavori diventano sempre più frequenti con queste deviazioni spacca schiena su sterratacci durissimi e sconnessi. Arriviamo alle 19 con la meta ipotizzata, Qyzylorda, ancora a 30km.
 
Il villaggio prima, Ettore mi ha affiancato, chiedendomi se quello era il posto di fine tappa! E’ stanco, me ne sono già accorto osservando come evita le buche per strada; è stanco anche Pierandrea, ma lui sfoga il suo stato fisico con un nervosismo a volte esasperato! Già questo basterebbe a farmi decidere la fine della tappa anticipatamente, aggiungiamo che alle medie della giornata, ne abbiamo ancora per almeno 2 ore, dobbiamo entrare in una città di medie dimensioni, perdere tempo per trovare una sistemazione, arrivare a notte, viaggiando su strade piene di animali, un traffico consistente di camion e con il sole in faccia.
Fra l’altro sono davanti ad un motel utilizzato 2 anni prima, una specie di caravanserraglio del terzo millennio, con camere, garage, officina e bar, appena terminato nel 2010, ma che a distanza di appena 2 anni sembra già in condizioni di abbandono. Decido io e naturalmente Pierandrea non è d’accordo, pazienza! Cena frugale, a letto presto e la mattina alle 9 siamo ancora in ballo! Sarà la tappa kazaka più impegnativa! Un infinito cantiere stradale, centinaia di chilometri, in alcuni tratti la strada è terminata, su un terrapieno altissimo, un asfalto perfetto, ma precluso ai veicoli! Temperatura 48°! La strada è pessima, ma si riesce a viaggiare quasi sempre a 50-60 km all’ora, accettabile direi!
Qui comunque fra qualche anno sarà tutto asfaltato, una lunga striscia nera che sfiderà l’orizzonte accorciando le distanze! Ci penso ed immediatamente ripenso all’attraversamento nel 2006, alle 15 ore per arrivare ad Aktobe, alle enormi buche, le difficoltà, alla sabbia, al caldo opprimente ed un po’ di nostalgia, inspiegabile, mi assale!
 
Aralsk, Aral in kazako, Aral\'sk in russo, alla fine di una lunga, nervosa giornata appare in lontananza. Come l’omonima Moynaq, dal lato Uzbeko, era un florido porto di quello che fu il lago d’Aral, e con essa condivide la triste storia che negli ultimi decenni l’ha portata a perdere migliaia di abitanti trasformandola di fatto, in una quasi città fantasma! A causa del progressivo ritiro delle acque, Aralsk è rimasta completamente circondata dalla terra e dista circa 25 km dalla linea della costa. Sono 25 anni che il lago non si può vedere dalla città. Quì però la situazione è leggermente diversa, anche per le maggiori disponibilità economiche del Kazakistan: infatti la costruzione della diga Kokaral ed i successivi lavori in corso d’opera per una altro sbarramento, hanno invertito il processo di ritiro delle acque che ora si stanno riavvicinando alla costa originaria.  Le autorità sperano, nei prossimi anni, di poter riportare in funzione l\'industria della pesca nella città. Il miracolo si sta avverando.
 
Entriamo nella città con le luci del giorno che lentamente si allungano tra le case basse, arriviamo dove sono arenate le barche e mentre i miei compagni curiosano in giro scattando foto, vado alla ricerca della famiglia che mi aveva ospitato 2 anni prima. Non ci sono più, fuggiti anche loro dal disastro ambientale del “deserto” di Aral! Ripiego sull’unico albergo in paese, camera tripla e parcheggio nel cortile di una casa di fianco.
 
L’uomo a petto nudo che ci accoglie è piccolo, nerboruto, un fascio di muscoli, un grosso neo sulla spalla sinistra, mi fa il gesto di vittoria, ma non deve andare al bagno, la faccia, non capisco perché è minacciosa. Continuo a scaricare la moto. Ancora il gesto, modi se possibile, ancora più bruschi, vuole 200 tenge, sempre a gesti, a moto!
“Eh sì!”.
Gli rispondo in italiano, lui comincia ad urlare e mi si avvicina, tira fuori dalla tasca 200 tenge e con l’altra mano apre 3 dita.
“Figurati!” continuo in italiano.
Pierandrea ed Ettore mi guardano stupefatti e un po’ intimoriti da questo aggressivo parcheggiatore, gli faccio cenno di andare.
Rimaniamo soli nello spiazzo polveroso, solo qualche istante, dalla casa esce il suo alter ego, vestito e con una coppola bianca che si siede sulle scale ed inizia a prepararsi una sigaretta. La trattativa ha inizio: 4 dita, le mie, lui diventa se possibile ancora più furioso ed aggressivamente mi si avvicina a distanze che poco lasciano all’interpretazione, mi arriva alla spalla. Apro il portafoglio non ho tagli piccoli e tiro fuori 500 tenge, lui continua ad imprecare, siamo in posizione di stallo. Gli infilo la mano nella tasca e tiro fuori i suoi 200 tenge e gli do la banconota: il mio prezzo è 300. L’alter ego osserva silenzioso, lui diventa una belva.
Con la 200 nella mano sinistra, digrigno i denti, chiudo la destra a pugno e gli sferro un colpo che, arrivato al bersaglio si trasforma in una carezza, un buffetto sulla guancia che gli fa girare amichevolmente la testa.
Lo guardo con la banconota in mano, lui mi osserva, l’alter ego fuma, qualche secondo, poi questo parcheggiatore desertico mi esplode un sorriso senza denti. Lo colpisco ancora una volta nella stessa maniera, altra risata contagiosa, esplosiva, mi giro ed anche l’altro, suo fratello maggiore, suo padre, chissà, ride divertito.
Gli riconsegno i 200 tenge e gli faccio capire che mi deve dare 100 tenge, lui con le lacrime agli occhi mi fa capire che sono evidentemente un folle! Ho avuto il mio sconto, la trattativa fra risate, è terminata!
 
La mattina dopo, presto, dopo aver fotografato con una luce stupenda le barche, sono nel cortile a caricare la moto. L’amico esce, vestito con una bella camicia, ci salutiamo, poi gli indico che mi deve ancora 100 tenge, rapidamente delega la moglie per l’apertura del cancello ed il commiato da queste presenze scomode, saluta e scompare!
 
La tappa, la terribile Aralsk-Aktobe 600 e dispari chilometri, quella delle 15 ore, verrà divorata su un asfalto perfetto, con soli 30km di sterrato. Il progresso avanza! Il giorno dopo, Uralsk, il punto di confine tra 2 continenti, sancisce ufficialmente la fine del viaggio, anche se la strada da percorrere è ancora tanta. I chilometri aumentano, nonostante il tempo dedicato al viaggio sia sempre lo stesso, le condizioni delle strade permettono medie più alte, le soste sono meno frequenti, le macchine fotografiche rimangono costantemente nelle borse da serbatoio, è sempre la stessa storia!
 
L’attraversamento della Russia si risolve in 2 giorni: Samara-Tambov, poi da Tambov a Zheleznogorsk.
“Il lupo di Tambov è tuo compagno”.
La sera Dino mi invia un messaggio sul cellulare, incuriosito, approfitto della connessione internet per scoprire che questa è la frase che dicono i russi ad una persona, quando sono stanchi di esserle amici. Naturalmente non sto qui a riferirvi l’immediato ed offensivo messaggio di risposta ad una delle persone più creative che io conosca! Continuo la lettura e scopro che la zona di Tambov è leggendaria per la presenza dei lupi, che una volta popolavano la zona. Ormai sono quasi scomparsi, se ne contano solo 50 esemplari, ma in compenso tutta l’area è caratterizzata da una tipica atmosfera russa. Tambov è un capoluogo russo di provincia. Il ritmo di vita dei quasi 300.000 abitanti della città è più calmo e più equilibrato che nei grandi centri urbani. Leggo, sempre in rete, che qui ci si conosce e ci si saluta per strada ed è facile fare amicizia. Rifletto sulla estrema cortesia con cui ci hanno fornito informazioni e poi accompagnato in albergo. Il viaggio di rientro, trasformatosi ormai in un vero e proprio trasferimento continua.
 
Una sosta a Kiev, poi 2 mega tapponi per arrivare a Trieste, altra splendida città di confine a cui sono sinceramente affezionato e legato. Gli amici mi aspettano.
10.240 chilometri percorsi, siamo a casa, è finita, arrivederci Pamir!
 
 
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Il blog di Giovanni Lamonica.
 
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Il Mondo in Moto [Giovanni Lamonica]
PUNTATE PRECEDENTI
 
001 Venerdì 9 Dicembre 2011
GIOVANNI LAMONICA: L’UOMO CHE GIRA IL MONDO IN MOTO.
 
002 Mercoledì 14 Dicembre 2011
LA STRADA NEL DESERTO. Africa, Libia, 2006.
 
003 Mercoledì 21 Dicembre 2011
A MARAMURES, NELLA TERRA DEGLI ANTICHI DACI. Europa, Romania, 2005.
 
004 Mercoledì 28 Dicembre 2011
SOGNI SUDAMERICANI. America, Bolivia, 2003.
 
005 Mercoledì 4 Gennaio 2012
LE MACCHINE DA PESCA. Europa, Italia, Abruzzo, 2008.
 
006 Mercoledì 11 Gennaio 2012
IL LAGO D’ARAL CHE NON C’E’ PIU’ E IL CAPITANO IMPAZZITO. Asia, Uzbekistan, 2006.
 
007 Mercoledì 18 Gennaio 2012
PATAGONIA EXPRESS. America, Cile, 2000.
 
008 Mercoledì 25 Gennaio 2012
MURMANSKAYA, INSEGUENDO IL SOLE DI MEZZANOTTE. Europa, Russia, 2001.
 
009 Mercoledì 1 Febbraio 2012
PRIMAVERA IN TRINACRIA. Europa, Italia, Sicilia, 2009.
 
010 Mercoledì 8 Febbraio 2012
IL RICHIAMO DEL GRANDE NORD. America, USA, Alaska, 2000.
 
011 Mercoledì 15 Febbraio 2012
TUNISI: LA CITTA’ CAPITALE. Africa, Tunisia, 2006.
 
012 Mercoledì 22 Febbraio 2012
LA VIA DORATA DI SAMARCANDA. Asia, Turkmenistan e Uzbekistan, 2006.
 
013 Mercoledì 29 Febbraio 2012
DAL CASTELLO AGLI EREMI. Europa, Italia, Toscana, 2009.
 
014 Mercoledì 7 Marzo 2012
CONQUISTADOR Y CONQUISTADO. America, Messico, 2009.
 
015 Mercoledì 14 Marzo 2012
I BALCANI. Europa, Bulgaria, 2005.
 
016 Mercoledì 21 Marzo 2012
PATAGONIA EXPRESS 2010. America, Cile e Argentina, 2010.
 
017 Mercoledì 28 Marzo 2012
IN ALTA TUSCIA, NELLA TERRA DEGLI ETRUSCHI. Europa, Italia, Alta Tuscia, 2010
 
018 Mercoledì 4 Aprile 2012
KALLISTE: LA BELLA CORSICA. Europa, Francia, Corsica, 2009
 
019 Mercoledì 11 Aprile 2012
CENTRO AMERICA: LA TERRA ‘MEGA’. America, Centro America, 2004.
 
020 Mercoledì 18 Aprile 2012
LUCE ETERNA. Europa, Scandinavia e Repubbliche Baltiche, 2001.
 
021 Mercoledì 25 Aprile 2012
ABRUZZO, SEMPRE E COMUNQUE. Europa, Italia, Abruzzo, 2009.
 
022 Mercoledì 2 Maggio 2012
ISLANDA: AI CONFINI DEL MONDO. Europa, Islanda, 2008.
 
023 Mercoledì 9 Maggio 2012
SUDAMERICANA. America, Sud America, 2003.
 
024 Mercoledì 16 Maggio 2012
TRIPOLITANIA. Africa, Libia, 2006.
 
025 Mercoledì 23 Maggio 2012
50 ANNI: DIMOSTRARLI TUTTI E FREGARSENE! Europa, Istanbul, 2012.
 
026 Mercoledì 30 Maggio 2012
BLOCCATO IN UZBEKISTAN. Asia, Uzbekistan, 2011.
 
027 Mercoledì 6 Giugno 2012
IN MOLISE PER LA CARRESE. Europa, Italia, Abruzzo, 2005.
 
028 Mercoledì 13 Giugno 2012
TUNISIA: LA PORTA DELL’AFRICA. Africa, Tunisia, 2006.
 
029 Mercoledì 20 Giugno 2012
PATAGONIA EXPRESS 2010 SECONDA PARTE. America, Patagonia, 2010.
 
030 Mercoledì 27 Giugno 2012
STRADE PERDUTE. Europa, Danimarca e Norvegia, 2012.
 
031 Mercoledì 4 Luglio 2012
HOGS IN STURGIS. America, Stati Uniti, Sud Dakota, 2000.
 
032 Mercoledì 11 Luglio 2012
ANDALUSIA. Europa, Spagna, Andalusia, 2008.
 
033 Mercoledì 18 Luglio 2012
CONQUISTADOR Y CONQUISTADO (SECONDA PARTE). America, Messico, 2009.
 
034 Mercoledì 25 Luglio 2012
SOGNI. America, Cile, 2003.
 
035 Mercoledì 1 Agosto 2012
AT-TARABLUS, VIAGGIO NELL’ARABA TRIPOLI ALLA RICERCA DELLE MOTO… Africa, Libia, 2006.
 
036 Mercoledì 8 Agosto 2012
LA PUNTA ESTREMA DELLA TRINACRIA. Europa, Italia, Sicilia, 2006.
 
037 Mercoledì 15 Agosto 2012
UZBEKISTAN E BUROCRAZIA… . Asia, Uzbekistan, 2011.
 
038 Mercoledì 22 Agosto 2012
PROGETTO 2000: ALLA SCOPERTA DELL’AMERICA, PARTENDO DALL’ALASKA. America, Stati Uniti, Alaska, 2000.
 
039 Mercoledì 29 Agosto 2012
FAR OER: LE ISOLE DELLA PIOGGIA. Europa, Danimarca, Isole Far Oer, 2004.
 
040 Mercoledì 5 Settembre 2012
IL PONY EXPRESS E LE SIERRAS. America, Stati Uniti, Sud-Ovest, 2001.
 
041 Mercoledì 12 Settembre 2012
ALASKA: LAST FRONTIER. America, USA, Alaska, 2000.
 
042 Mercoledì 19 Settembre 2012
PATAGONIA EXPRESS PARTE TERZA. America, Patagonia, 2010.
 
043 Mercoledì 19 Settembre 2012
NATURE LAND, FRA UTAH E COLORADO. America, USA, Utah e Colorado, 2001.
 
044 Mercoledì 24 ottobre 2012
MAROCCO: UN CONTINENTE NEL CONTINENTE. Africa, Marocco, 2007.
 
045 Mercoledì 31 ottobre 2012
MAREMMA: FRA BORGHI E TERME. Europa, Italia, Toscana.
 
046 Mercoledì 7 novembre 2012
A EST DELL’ADRIATICO. Europa, Croazia, 2003.
 
047 Mercoledì 14 novembre 2012
PROGETTO 2000: ALLA SCOPERTA DELL’AMERICA, PARTENDO DALL’ALASKA. SECONDA PARTE. America, Stati Uniti, 2000.
 
048 Mercoledì 21 novembre 2012
SARDINIA. Europa, Italia, Sardegna, 2008.
 
049 Mercoledì 28 novembre 2012
STRADE PERDUTE VERSO CAPO NORD. Europa, Scandinavia, Norvegia, 2005.
 
050 Mercoledì 5 dicembre 2012
IL PONY EXPRESS E GLI ALTIPIANI DEL NEVADA. America, Stati Uniti, Sud-Ovest, 2001.
 
051 Mercoledì 12 dicembre 2012
VERSO IL PAMIR: PRIMA PUNTATA. Asia, verso il Pamir, 2012.
 
052 Mercoledì 19 dicembre 2012
VERSO IL PAMIR: SECONDA PUNTATA. Asia, verso il Pamir, 2012.
 
053 Mercoledì 26 dicembre 2012
VERSO IL PAMIR: TERZA PUNTATA. Asia, verso il Pamir, 2012.
 






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