Fortitudo Bologna
4.000 AL PALADOZZA E 2.481 ABBONATI IN DNB: L’AQUILA TORNA A VOLARE!

Enrico Schiavina, da Bologna, ci racconta l’irrefrenabile voglia di F. Un piacere per i tifosi rosetani della Curva Nord, gemellati con la Fossa dei Leoni.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Lunedì, 07 Ottobre 2013 - Ore 03:30
È tornata? Beh, stavolta si direbbe proprio di sì.
 
E forse neanche tanto per le cifre di pubblico - impressionanti - quanto per l\'atmosfera, l\'elettricità, per l\'irrefrenabile voglia di Fortitudo che si respirava al PalaDozza per la prima contro Pavia.
 
Vinta non senza qualche sofferenza, 70-63 dopo qualche minuto sott\'acqua a metà quarto quarto, ma la notizia è un\'altra: sono i quattromila tornati a metter piede nel Tempio, sono il sorriso e la commozione di tanti, è l\'impatto visivo e sonoro della Fossa, il suo bandierone che torna a scender giù.
 
“Post Fata Resurgo” c\'era scritto sotto, bravi non tanto per le citazioni colte, ma per essersi accontentati di vincere senza stravincere sulla fazione con cui hanno fatto la guerra per tre anni. Avevano ragione da vendere, ma è facile dirlo adesso.
 
E\' tornata la Fortitudo, poche storie. Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio la prima giornata di DNB l\'ha spazzato via. Poi c\'è anche chi la pensa diversamente, per ragioni note (la proprietà è sempre quella...) e comprensibili. Chi ha deciso di non starci ne ha tutto il diritto, ma ad occhio e croce oggi è in netta minoranza, nel mondo Fortitudo.
 
Tre stagioni di assenza, tre anni di guerra civile sul filo dell\'assurdo, di aborti come BBB ed Eagles, hanno sì sfinito la piazza, ma ne hanno anche fatto montare il desiderio di ricominciare. Un popolo in crisi di astinenza, al primo barlume di speranza ha risposto in massa al richiamo della Foresta.
 
Con tutto il rispetto per Pavia (gara solida e orgogliosa, ben studiata da quella vecchia volpe di coach Romano Pettiti) buona parte dei quattromila non sapeva nemmeno contro chi la nuova Fortitudo l\'avrebbe giocata, questa prima partita della rinascita, né ha idea di contro chi giocherà le prossime, o di come funziona questa DNB.
 
Ma ha una gran voglia di F, ed è questo che conta, poco importa la categoria, poco importano gli avversari. Si fa fatica a ricordare un analogo un atto di fede, nella storia del nostro basket. Forse la Scavolini del dopo-crack, quella che nel 2005 sfiorò le quattromila tessere in B1 (cioè terza serie, ma c\'era Myers), forse certe annate di delirio a Brindisi, o magari qualcun altro ma in corso di stagione, non prima dell\'inizio, al buio.
 
Le cifre di pubblico, dicevamo. Nessun dato ufficiale, perché la biglietteria è andata in tilt e dalle autorità è arrivato l\'ordine di aprire le porte per sfoltire l\'interminabile fila. Ma un occhio esperto valuta i presenti in almeno 4.000, qualcuno dice 4.500. Gli abbonamenti già venduti sono 2.481, campagna prolungata di una settimana a furor di popolo e fondate speranze di arrivare in zona tremila. Sono valori da primi sei-otto posti del ranking di Serie A, non da Lega dilettanti, di cui la nuova F è già un inestimabile patrimonio di visibilità.
 
Confronti se ne possono fare con la stessa Fortitudo, quella degli anni eroici, del record societario a quota 4.746 abbonati nel 2005/06, sull\'onda dello scudetto all\'instant replay. Quella che per un decennio ha veleggiato attorno a quota quattromila, ma che nel triennio tra il 2001/02 e il 2003/04, non ha mai superato i 3.700, in fondo poco più di quelli di adesso, ma allora era sempre finale-Scudetto, oggi è quarta serie...
 
Oppure si può fare un confronto col 2009/10, l\'anno della A Dilettanti - terza serie - quando gli abbonati furono 3.715 e alla prima giornata, contro Verona, c\'erano 4.420 paganti, analogo precedente di cieca fedeltà. Ne manca qualcuno, gli scettici e i dissidenti, il compito di riportarli all\'ovile spetta ora alla squadra di coach Toto Tinti. Che per vincere ha un bell\'aiuto, un ambiente da Eurolega per partite di DNB. Unico rischio che sia un\'arma a doppio taglio, trasformandosi in pressione, ed esaltazione per gli avversari.
 
1.208 giorni dopo il tiro di Malaventura, l\'ultimo di una Fortitudo propriamente detta, l\'audio radiofonico di quell\'impresa eroica è risuonato prima della palla a due. Poi qualche secondo e via: canestro della F. L\'hanno aspettato tre anni, ma ne valeva la pena.
 






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