Serie A2 Est – Roseto Sharks
IL ROSETO ‘SBRISOLONE’ VOLA VERSO I PLAYOFF

Mantova battuta, Squali verso i playoff. Il racconto della partita, le dichiarazioni di Cimorosi, Di Paolantonio, Sherrod, Smith, Casagrande, Amoroso, Fultz, Mei, le foto di Mimmo e Andrea Cusano.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 12 Marzo 2017 - Ore 23:00

ROSETO 88
MANTOVA 81
Parziali: 27-17; 21-21 (48-38); 19-20 (67-58); 21-23 (88-81).

ROSETO: Smith 31, Cantarini n.e., Piazza 5, D’Emilio n.e., Fultz 4, D’Eustachio, Fattori 2, Mariani n.e., Mei 7, Casagrande 11, Amoroso 7, Sherrod 21. Coach: Di Paolantonio.

MANTOVA: Daniels 5, Vencato 5, Giachetti 10, Timperi n.e., Candussi 2, Casella 7, Lusvarghi n.e., Amici 23, Corbett 9, Gergati 16, Bryan 4, Rinaldi n.e.. Coach: Martelossi.

Arbitri: Masi, Marota, Nuara.

Roseto - Tiri da 2: 27/46 (59%). Tiri da 3: 6/15 (40%). Tiri liberi: 16/18 (89%). Rimbalzi: 31 (25+6).
Mantova - Tiri da 2: 16/30 (53%). Tiri da 3: 13/32 (41%). Tiri liberi: 10/12 (83%). Rimbalzi: 32 (24+8).


DOLCE POVERO, MA BUONO E GENUINO – La torta “Sbrisolona” nasce – addirittura prima del ‘600 – a Mantova. Il dolce, che arrivò persino alla corte dei Gonzaga, oggi è stato reinterpretato dal Roseto, diventato “Sbrisolone” battendo il Mantova. Una torta secca come il budget degli Sharks e irregolare come la sua gente, ma buona e genuina. Insomma: nonostante l’inibito (dalla FIP) Radonjic, i disinibiti Sharks regolano 88-81 il più attrezzato e costoso Mantova. Onori dunque al Roseto “Sbrisolone”, che vola verso i playoff.

LA PARTITA –  Alla palla contesa, i padroni di casa partono con Fultz in regia, Smith e Casagrande esterni, Amoroso e Sherrod a guardia dei tabelloni. Mantova risponde con Giachetti in regia, Corbett e Casella esterni, Daniels e Candussi sotto canestro.
La partita Roseto la vince nel primo quarto, marchiandola a fuoco con Smith (10 punti), Casagrande (9) e Sherrod (6). Nonostante la pausa per la Coppa Italia e la rotazione alla quale manca Radonjic, gli Squali girano che è un piacere e conducono al 10° per 27-17.
Il secondo quarto vede gli ospiti provare a rimontare con la grinta del fischiatissimo Amici (12 punti nella frazione), che fa l’americano visto l’abulico Corbett (3 punti alla fine del primo tempo) e un Daniels incisivo solo nel primo quarto (5 punti, gli stessi di fine contesa, con 10 minuti giocati). Roseto è però attento e Sherrod un martello pneumatico sotto le plance, portando la sua squadra a bere il the del riposo avanti 48-38, dopo un primo tempo da 17 punti, 5 rimbalzi e 22 di valutazione in 16 minuti.
Nella ripresa Mantova prova a rientrare ancora con Amici, le palle rubate di Giachetti e la grinta di Gergati, ma a poco serve se i due stranieri a fine partita non superano la doppia cifra (Corbett 9 punti, con un eloquente -2 di valutazione). Il terzo parziale va in archivio con un 19-20 che vede Roseto avanti al 30° per 67-58.
L’ultimo periodo vede Adam Smith sugli scudi, che dopo la vacanza ad Atlanta ed aver conosciuto Neven Spahija ha un ulteriore motivo per fare bella figura e così ne segna 31 in 37 minuti, con 7 rimbalzi e 35 di valutazione. Mantova ringhia fino alla fine, ma la partita non scappa mai dalle mani del Roseto, che non ribalta il -17 dell’andata, ma sorpassa i virgiliani in classifica anche grazie alla doppia doppia sfiorata da Sherrod (21+9 e 29 di valutazione in 33 minuti) e agli 11 punti 3 4 rimbalzi in 19 minuti di un gladiatorio Casagrande.

SUGLI SCUDI – Adam Smith: 31 punti, 7 rimbalzi, 1 assist, 35 di valutazione in 37 minuti.
Brandon Sherrod: 21 punti, 9 rimbalzi, 2 assist, 29 di valutazione in 33 minuti.
Riccardo Casagrande: 11 punti, 4 rimbalzi, 14 di valutazione in 19 minuti.

VOCI DALLA SALA STAMPA –
Il presidente Daniele Cimorosi è raggiante: «Ringrazio i tifosi, che hanno gremito il PalaMaggetti rispondendo al mio appello, e la squadra. Ho visto i giocatori subito carichi dopo la pausa e questo mi ha fatto immensamente piacere: li lodo tutti. Credo ai playoff da questa estate, dopo l’ingaggio di Amoroso, e pian piano ci stiamo avvicinando».
Coach Di Emanuele Paolantonio è al solito misurato: «Loro sono molto forti, quindi noi per batterli siamo stati molto bravi e solidi, aiutandoci in difesa contro una squadra che ci sovrasta fisicamente. Tutti i miei giocatori sono stati encomiabili».
Il cannoniere della partita e del campionato, Adam Smith, sorride e non si fa prendere dall’entusiasmo: «Sono contento dei miei 31 punti, ma è stata una vittoria di squadra, una buona partita di tutti. Continuiamo così, sono convinto che possiamo fare ancora meglio e che siamo una squadra da playoff».
Riccardo Casagrande, gregario in doppia cifra in soli 19 minuti, è giustamente entusiasta: «Siamo partiti subito carichi, direi che la pausa ci è servita per rifare il pieno di energie. Meritiamo di stare fra le contendenti a un posto nei playoff».
Il veterano Valerio Amoroso sorride largo e chiosa: «Abbiamo giocato una partita dura, tosta, non bellissima tecnicamente nel senso di qualità cestistica, ma abbiamo fatto le cose che servivano per vincerla. Adesso che possiamo pensarci, dobbiamo ricordarci l’importanza di battere le squadre che stanno davanti a noi o pari a noi che verranno al PalaMaggetti. Vincere significa non solo playoff, ma partire con una buona posizione in griglia».
Capitan Robert Fultz osserva: «Vincere contro una squadra costruita per i livelli superiori era molto importante. L’abbiamo messa bene fin dall’inizio e siamo stati bravi a portarla a casa. Ci avrà fatto bene anche il “tocco magico” di Kareem Abdul-Jabbar della vigilia e per questo ringraziamo chi ci ha invitati e dato la possibilità di godere di un momento così speciale nella nostra vita».
Conclude Nicola Mei: «Eravamo senza Radonjic e loro venivano dalla Coppa Italia e quindi non avevano perso il ritmo partita. Forse noi eravamo un po’ più freschi: l’importante è aver vinto, in chiave playoff».

BRANDON SHERROD E KAREEM ABDUL-JABBAR – «Vedi la potenza del tocco di Kareem Abdul-Jabbar?». Brandon Sherrod sorride più del solito guardando le sue statistiche. Un iniziale piccolo gesto di stizza, nel vedere il numero 9 nei rimbalzi (“doppia doppia” sfiorata), ma un largo sorriso a sottolineare i 21 punti: prima volta in “zona ventello” da quando è in Italia. Una prestazione da incorniciare, il giorno dopo aver incontrato il capocannoniere della storia della NBA, sabato a Pescara, insieme a un’ampia delegazione della squadra. Sherrod osserva: «Mai avrei immaginato di venire a Roseto a giocare e incontrare addirittura Jabbar: il più grande giocatore di tutti i tempi. È stato incredibile e confesso che ero nervoso e mi tremavano le mani quando ho avuto l’onore, insieme ai miei compagni, di dargli la canottiera numero 33 del Roseto con il suo cognome stampato sulla schiena». Il centro alto 218 cm dei Lakers dello Showtime e il centro “tascabile” che non arriva a 2 metri del Roseto. Sherrod sfodera il migliore dei suoi sorrisi e poi, pieno di rispetto, dichiara: «Molti dicono Michael Jordan, altri Kobe Bryant, ma io dico che il basket è stato cambiato per sempre da Kareem Abdul-Jabbar e che il suo impatto nella storia del gioco non è soltanto a livello di numeri, titoli, punti segnati più di chiunque altro e gesti che hanno fatto la storia come il “gancio cielo”. Jabbar è di più, perché ha inciso anche nella cultura andando oltre lo sport con il suo impegno. Per questo ieri il Roseto ha avuto una vera e propria benedizione ad essere “toccato” da lui e per questo siamo ancora più vogliosi di fare i playoff».

LE FOTO DI MIMMO E ANDREA CUSANO – Ecco il link dell’album su Facebook, che contiene le belle foto della partita scattate da Mimmo e Andrea Cusano.
https://www.facebook.com/andrea.cusano.54/media_set?set=a.10210017014394915.1073741982.1022688104&type=3







Stampato il 11-18-2017 07:08:18 su www.roseto.com