Il Mohicano del Basket
COME HO VISTO VENEZIA-AVELLINO GARA 6

Stefano Blois racconta la partita decisiva della Semifinale Scudetto.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Marted́, 06 Giugno 2017 - Ore 21:00

•    Se la serie tra Milano e Trento aveva ribaltato ogni naturale pronostico, in questa si è avvertita nitidamente la differenza diprofondità tra i roster (complice l’estenuante formula al meglio delle sette gare), a mio avviso il motivo principale per cui la Reyer ha vinto partita e serie: la maggiore energia nell’ultimo quarto è parsa lampante. Basti pensare a quanti minuti avrebbero Viggiano (appena 10’ nell’intera serie) e Ress (mai più di 13’ in una partita) a canotte invertite.

•    Guai però a pensare come l’equazione organico più profondo=tutto più facile sia sempre valida, vista la maggiore difficoltà nel trovare gerarchie ed equilibri. Ma Walter De Raffaeleha gestito come meglio non si poteva tutto il suo organico, ricavando qualcosa (stasera o nelle gare precedenti) da tutti. Un esempio? L’ineccepibile gestione dei suoi tre (!) playmaker, ognuno con le sue caratteristiche: il talento di Haynes, la leadership di Forray e la clamorosa fisicità diStone (di nome e di fatto), il mio personale MVP difensivo della serie.

•    Avellino commovente, la rimonta dell’ultimo quarto contro una Reyer che non è calata di un centimetro (esclusi i disastri finali, che potevano però costare carissimi) e con la spia della riserva accesa da un pezzo ha avuto quasi dell’incredibile. Ma considerando che di là c’è Trento qualche rimpianto resta, in particolare per la gara-4 risolta da Filloy: vincendo quella, la serie sarebbe potuta svoltare diversamente.

•    Detto dei registi, una combo di ali composta da Hrvoje Peric e Melvin Ejim nel nostro campionato è ‘tanta roba’: il croato ha intelligenza cestistica sopraffina e fa anche discretamente canestro (39 punti nelle ultime due), l’ex romano se aggiunge il tiro da fuori (2/2 stasera, era 0/18 nei playoff) al suo strabordante atletismo diventa giocatore di livello importante.


•    Dall’altra parte, Avellino non ha mai fatto mistero di essere legata quasi indissolubilmente al duo Ragland-Logan, che ha risposto però in maniera diversa nonostante il 18-20 nei punti. Il primo gettando ogni goccia di sudore oltre l’ostacolo (commoventi i 10 nell’ultimo quarto, contro una difesa strenua nei suoi confronti), l’altro con impatto ben inferiore alle cifre e qualche testardaggine di troppo nei momenti-clou della rimonta. Se pensiamo che l’ex Sassari doveva invece essere il giocatore ‘per’ queste partite, si può parlare di (seppur parziale) delusione.

•    Impressionante prova di maturità di Stefano Tonut: per un giovane (relativamente, essendo classe ‘93) con una feroce concorrenza interna, essere così efficace (12 punti in 14 minuti) in una gara del genere significa tanto anche in prospettiva futura. Una partita che ricorderà per sempre, forse la prima (di una lunga serie) ’memorabile’ a certi livelli.

•    Pino Sacripanti ha mischiato le carte con l’inserimento di Shawn Jones (10+6 in 19’) in luogo dell’evanescente Randolph (2 punti tra gara-5 e 6) e ridando minuti a Giovanni Severini, 15’ in campo nelle ultime due dopo averne messi insieme solo 8 nel resto dei playoff. Il dubbio è se allungare le rotazioni un po’ prima avrebbe consentito alla Scandone di preservare qualche energia in più nei suoi uomini-chiave.

•    Il talento di Marquez Haynes è troppo importante fra gli esterni per Venezia; la vaccata finale è di quelle grosse, ma esplicativa di cosa gli manchi per salire ancora di livello. Si riscatta però segnando il libero decisivo, tutt’altro che banale con il pallone che a quel punto era diventato un frigorifero (per dimensioni) rovente (per temperatura).Bramos pecca di discontinuità (0/6 dal campo ieri sera) ma è un giocatore che vorrei sempre, decisivo nell’economia globale della serie.

•    Viste le difficoltà offensive di tanti elementi-chiave, qualche minuto in più dei 14 concessi a Kyrylo Fesenko (che li ha spesi segnando 10 punti senza errori al tiro) forse avrebbero aiutato gli irpini. Anche perché dall’altra parte Venezia ha piazzato la sgasata decisiva quando è salito di tono il suo dirimpettaio Batista, 32 punti e 17 rimbalzi nelle ultime due.

•    La Reyer va meritatamente a giocarsi la Finale Scudetto contro Trento: risultato straordinario per un club che sei anni fa militava in Legadue. Filloy e compagni partono da favoriti, ma non dovranno pensarci troppo …Avellino chiude a testa altissima una stagione straordinaria, e per il secondo campionato di fila tra le migliori quattro. Ma un pizzico di rammarico rimane e rimarrà, per non aver forse sfruttato fino in fondo questo campionato in tanti versi irripetibile.

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