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QUESTIONE DI RISPETTO

Riflessioni dopo aver letto il libro di Giuseppe Baldessarro, dedicato a Gaetano Saffioti e alla sua impresa contro la ‘ndrangheta.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 05 Agosto 2017 - Ore 12:45

Quando, due giorni fa, ho finito di leggere “Questione di rispetto” ero seduto, al tramonto, di fronte al mio amato mare.

Non c’era nessuno, e lo sciabordio emozionale delle pagine che avevo da poco lasciato mi ha provocato un miraggio: Gaetano Saffioti, a bordo di una potente ruspa, che palata dopo palata provava a svuotare il mare.

Mi sembrava davvero di vederlo e sentirlo, quell’uomo barbuto, con in bocca il fedele sigaro, che indomito continua a fare qualcosa di irrazionale: opporsi alla ‘ndrangheta restando sul proprio territorio. Svuotare il mare, appunto.

Ma è dagli esempi folli che bisogna partire per ribaltare la quotidianità, per fare – finalmente! – quella rivoluzione gentile che potrebbe far rifiorire la nostra amata Italia.

E allora io tifo per Gaetano Saffioti, raccontato nel libro con puntualità, rispetto e affetto da un altro “calabrese testone” come Giuseppe Baldessarro.

Tifo per un uomo umanissimo, che ha subito la ‘ndrangheta e pagato mazzette agli inizi ma che, nel divenire della sua vita, ha provato sempre più forte e insopprimibile il desiderio di farla finita con i malacarne che per lavoro succhiano il sangue altrui.

Vivere. Gaetano vuole solo vivere e lavorare nella sua terra, coerente con quell’aforisma di Oscar Wilde che dice: “Per essere felici bisognerebbe vivere. Ma vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più”.

Ecco, Gaetano non si limita a esistere. Gaetano vuole vivere, amare i suoi cari e il suo lavoro, far crescere la sua terra di Calabria. E per farlo sta provando, giorno dopo giorno, a svuotare il mare con la sua ruspa. Intanto un po’ di quell’acqua marcia ne ha portata via, grazie alle forze dell’ordine e al suo essere un testimone di giustizia che ha trascinato i suoi aguzzini in tribunale, facendoli condannare.

Amare, lavorare, rispettare la propria terra. Siccome in questo trittico – esistenziale ed emozionale – mi riconosco da quando sono nato (e siccome sono fortunato ad amare, lavorare e rispettare la mia terra d’Abruzzo), questo libro mi ha coinvolto e commosso. E mi ha ricordato pure l’intervista che feci nel 2010 a un altro calabrese eccezionale: il magistrato Nicola Gratteri, che mi disse che per rilassarsi amava zappare la terra.

La terra, il primo nostro elemento. Terra significa territorio. E finché lo Stato – quello con la esse maiuscola – non si riapproprierà del territorio, sviluppo e progresso saranno in pericolo quando non impossibili da realizzare.

Per questo tifo Gaetano Saffioti, che giorno dopo giorno prova con la sua ruspa a svuotare il mare. Per questo ringrazio Peppe Baldessarro che ha raccontato questa storia vera, dura, cruda.

Tutti noi, un secchiello alla volta, possiamo e dobbiamo aiutare Gaetano. È questione di rispetto.

Giuseppe Baldessarro
QUESTIONE DI RISPETTO
L’impresa di Gaetano Saffioti contro la ‘ndrangheta.
Rubbettino, 2017 – Euro 14.


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