Le letture di Bluà, con relativa colonna sonora.
IO, IBRA E IL MIGLIO VERDE...

Dopo basket e calcio, l’instancabile Stefano Blois si cimenta con i libri e la musica per Roseto.com. Eccovi la seconda puntata della sua nuova rubrica.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 10 Ottobre 2017 - Ore 10:15

IO, IBRA

IL LIBRO
Io, Ibra è ovviamente l’autobiografia di Zlatan Ibrahimovic, uno dei calciatori più forti della storia contemporanea e senza dubbio alcuno lo svedese più talentoso che abbia mai calcato un prato verde. Scritta nel 2011 con David Lagercrantz, anch’esso scrittore e giornalista top della nazione scandinava, ha ottenuto un successo strepitoso da vendite e critica. Il motivo? Non c’è una mezza pagina banale nel racconto di Zlatan, che mette a nudo la sua carriera e soprattutto se stesso con lucidità, schiettezza e profondità sorprendenti per chi ne ha sempre colto superficialmente solo il lato ‘zingaresco’ (è questo che gli viene gridato da anni negli stadi) e attaccabrighe. Anche perché gli argomenti trattati proprio banali non sono, dall’infanzia difficile in una famiglia particolare a quelli sportivamente più ‘delicati’ come Calciopoli ed il rapporto tormentato con Pep Guardiola, da cui il libro parte. Col botto.

COME
Da quando ho ricominciato a leggere mi sono dato una piccola ma fondamentale regola, che sto seguendo e seguirò anche nelle mie recensioni: alternare un libro sportivo ad uno di qualsiasi altra tematica. Credo sia il modo migliore per alimentare la mia più grande passione, ma allo stesso tempo non fermarmi al solo sport ed allargare i miei orizzonti (aspetto che ritengo fondamentale nella vita di ogni persona). Così un paio di mesi fa, alla ricerca di un libro sportivo da iniziare dopo aver quasi finito il precedente (li scelgo sempre mentre ne sto leggendo altri, per stimolarmi ancora di più a finirli), appena visto sullo scaffale non ho avuto dubbi nello scegliere un personaggio che mi ha sempre affascinato come Zlatan. Modestia a parte, ci ho decisamente preso.

COM’È
Qualcosina ho già anticipato qualche riga più su, ma vale assolutamente la pena di approfondire. E’ un libro stupendo perché mette a nudo il lato più umano di Ibra, pur non rinnegandone (anzi) quello aggressivo e presuntuoso. In realtà, l’onnipotenza tanto ostentata pubblicamente dallo svedese è solo una faccia della medaglia: l’emozione di fronte ad ogni avvenimento importante della sua carriera (l’incontro con Ronaldo, il trasferimento all’Ajax, il primo appuntamento con Mino Raiola solo per citarne alcuni), la voglia di migliorarsi sempre e di capire come farlo testimoniano quanto, in realtà, ci sia anche della non banale umiltà dietro quell’incredibile talento che non ha mai fatto nulla per nascondere, nonostante le mille difficoltà ed ostacoli che gli ha provocato. E chiamalo scemo! Essere sempre se stessi e credere in se stessi sono concetti banalizzati e stra-abusati, ma in questo libro Zlatan dimostra con la sua storia quanto siano importanti.

QUOTES
“Ecco, in quei momenti, quando vengo escluso e perdo la forma, mi continuano a ronzare in testa le stesse domande: dov’è che sbaglio? Come faccio a uscire da questa situazione? Non sono proprio il tipo che se ne va sempre in giro soddisfatto, tipo “Io sono Zlatan, fanculo!”. Al contrario, continuo a domandarmi: avrei dovuto fare questo o quest’altro? E poi guardo gli altri: che cosa posso imparare da loro? Cos’è che manca in me? Quasi in ogni momento penso ai miei errori e anche alle cose buone che ho fatto, però. Dove posso migliorare? Sempre, sempre mi porto a casa qualcosa dalle partite e dagli allenamenti, ed è abbastanza faticoso, sapete. Non rimango mai veramente soddisfatto, nemmeno quando dovrei esserlo, ma mi aiuta a migliorare”.

“Come ho detto più volte, gioco meglio quando ho tanta rabbia in corpo. E’ vero, posso anche fare qualcosa di stupido e prendere rosso diretto, ma il più delle volte la rabbia è un buon segno: tutta la mia carriera è costruita sulla voglia di rivincita”

“Più un calciatore è piccolo, più sente di doversi difendere: non è abbastanza sicuro per ammettere le proprie colpe”

LO CONSIGLIO A…
A differenza di quanto dissi con il libro di Agassi, in questo l’area di interesse è un po’ più delimitata: farei fatica nel consigliarlo ad una ragazza che odia il calcio, per esempio. Ma se vi piace questo sport, se avete ammirato, odiato e discusso Zlatan Ibrahimovic, e soprattutto se vi piace andare oltre stereotipi e pregiudizi, non fatevelo scappare.


DJ BLUA’

Eminem-Mockingbird
https://www.youtube.com/watch?v=RiNZl7tEeoQ

Negrita-Magnolia
https://www.youtube.com/watch?v=MUXveS-0Jqs

Robert Miles-Children
https://www.youtube.com/watch?v=CC5ca6Hsb2Q



IL MIGLIO VERDE

IL LIBRO
“Il Miglio Verde” è una delle opere più famose del discretamente famoso Stephen King, uno capace di vendere appena 500 milioni di copie dei suoi libri, molti dei quali poi diventati dei film. Uno di questi è naturalmente il suddetto Miglio, che nella sua concezione originaria è un romanzo a puntate (la prima opera di questo genere scritta da King), pubblicato in sei episodi tra il marzo e l’agosto del 1996 e successivamente riunito in un unico testo (molto interessante a tal proposito è la parte introduttiva, in cui l’autore spiega quanto stimolante ed impegnativo sia stato cimentarsi con questa nuova sfida). La trama è nota a molti: anni ’30, un gigantesco omone nero condannato a morte per un crimine terribile che però il narratore di questo libro (una guardia carceraria) sospetta non aver commesso. Teatro della scena, ca va sans dire, è il famigerato ‘Miglio Verde’ che conduce ad Old Sparky, nient’altro che la famigerata sedia elettrica.

COME
Libro acquistato a Roseto in uno dei rarissimi momenti liberi della serie-playoff con la Virtus Bologna, ma cominciato (e finito) quest’estate, tra casa e mare. Alla ricerca dei primi libri non-sportivi che potessero stuzzicarmi, mi sono detto di andare sul sicuro: ho ovviamente sentito spesso parlare di Stephen King, e tra i vari titoli offerti dalla libreria il più famoso ed allettante era proprio Il Miglio Verde. Non aver visto il film, oltre ad evidenziare la mia scarsissima cultura cinematografica (col tempo miglioreremo anche lì) mi ha però aiutato ad apprezzare al 100% il libro senza conoscere in anticipo gli svolgimenti della trama. Ma se avete fatto il percorso inverso (film sì, libro no), non sprecherete assolutamente del tempo scegliendo di conoscere la sua fonte originale.

COM’È
La prima considerazione che mi sento di fare è che, a occhio e croce, il buon Stephen a scrivere se la cavicchia discretamente (con quel nome, d’altronde …). La linea narrativa, i profili psicologici ed emotivi dei personaggi (tutti chiari già dalle primissime righe, e poi sviscerati con lo scorrere del libro), il perfetto utilizzo dei flashback, la suspance creata nello spettatore e, ultimo ma non ultimo, il connubio tra elementi naturali e soprannaturali del racconto è clamorosamente riuscito. Non proprio una passeggiata, con 547 pagine da riempire in un’ambientazione principale (il carcere di Cold Mountain) che non lascerebbe troppo adito a fantasie e varietà nel racconto, che invece fila via intenso e scorrevole nonostante la pesantezza degli argomenti trattati. Bravino insomma questo King …

QUOTES
“Il fatto semplice è che il mondo gira. Puoi sederti e girare con il mondo, o puoi alzarti in piedi per protestare e venire catapultato fuori”

“E’ stupefacente quanto possa cambiare un uomo se gli si trova l’incentivo giusto”

“La mano di un uomo è come un animale addomesticato solo per metà: fa la brava quasi sempre, ma di tanto in tanto scappa e morde la prima cosa che vede”

“Il tempo si prende tutto, che tu lo voglia o no”

LO CONSIGLIO A…
Fondamentalmente a tutti, per quanto ben scritto ed affascinante sia nella sua totalità. Di certo è un genere che può non piacere, in particolare se non avete troppa voglia di concentrarvi ed immergervi in un libro impegnativo e non proprio allegro. Ma se iniziate, dubito lo lascerete a metà!


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