Fischi Mondiali
LUIGI LAMONICA: UN ITALIANO AI MONDIALI IN TURCHIA.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese ai Mondiali in Turchia, ci racconta la sua esperienza. Puntata 1.

Istanbul (Turchia)
Giovedý, 26 Agosto 2010 - Ore 17:00
Il 16° Campionato Mondiale di Basket si svolgerà in Turchia dal 28 agosto al 12 settembre 2010.
L’Italia non c’è, ma ci sono due arbitri italiani – fra i 40 convocati dalla FIBA – a dirigere gli incontri: Luigi Lamonica e Guerrino Cerebuch.
Per l’abruzzese Luigi Lamonica – nativo di Pescara – un riconoscimento che nobilita una carriera fin qui già strepitosa (il Nostro è “solo” del 1965) e si somma alla soddisfazione di aver arbitrato all’Olimpiade di Pechino del 2008, in cui arrivò a dirigere la semifinale maschile fra gli USA (che poi vinsero la Medaglia d’Oro) e l’Argentina. A Pechino, con Lamonica c’era l’arbitro italiano Fabio Facchini.
Luigi, che ringraziamo della sua gentilezza nel volerci concedere di pubblicare il suo diario, è già in Turchia. Questa è la sua prima corrispondenza.
[ROSETO.com]
 
Caro Luca, lettrici e lettori di ROSETO.com,
 
sono partito dall’Italia svegliandomi alle quattro del mattino, dopo aver finito di preparare le valigie oltre mezzanotte. Come al solito ho portato una marea di roba, che – già lo so – rimarrà per metà piegata nell’armadio senza essere usata. Maledizione, ci casco sempre! Quando me ne sono andato dal mio Abruzzo era ancora buio, così non ho visto sorgere il sole sul nostro fantastico mare. Questa è stata davvero un’estate bellissima e il giorno del mio commiato sembrava proprio che il mare non volesse lasciarmi andare via. Ha ragione il buon Giorgio quando dice che il nostro Abruzzo ha una marcia in più.
 
Anche se vengo ad Istanbul almeno due volte l\'anno per partite di Eurolega, è sempre uno spettacolo arrivare in questa metropoli.
 
Dall\'alto sembra infinita. Abitazioni ovunque e, a mano a mano che ti avvicini alla pista di atterraggio, e le case diventano più riconoscibili e lo spettacolo che si presenta davanti ha qualcosa di incredibile. Già, perché l\'aeroporto, una volta costruito fuori dal centro urbano, è ormai stato inglobato dalla città stessa, tanto che appena varchi la sua uscita sei di fatto in piena Istanbul, con la sua moltitudine di strade, circonvallazioni, ponti, e automobili: centinaia, migliaia di automobili che si muovono come piccole schegge impazzite senza alcun tipo di regole, ma solo cercando di fregare la macchina vicino e guadagnare un posto nella lunga coda che scorre lentamente verso il centro.
 
Qualcuno potrebbe osservare: “Niente di nuovo rispetto al traffico di Roma o Milano". Già, ma considerate che la strada di collegamento che abbiamo percorso era a 4 - a volte 5 - corsie di marcia in entrambi i sensi e tra i due sensi di marcia scorrono due corsie riservate a delle specie di metropolitane leggere su gomma, le cui vetture lunghe almeno 30 metri, che sembrano degli enormi autobus urbani, sono strapieni di persone. E questa non e\' l\'unica strada di collegamento con l\'aeroporto. Ricordo di averne fate altre con tassisti che, pur di lucrare qualche soldo in più sulla corsa, hanno preso una "deviazione" allungando un pochino il tragitto e alleggerendo il mio portafoglio di qualche lira turca. Sì, anche in questo caso niente di nuovo!
 
Dall’alto dell’aereo, lo spettacolo che mi lascia ogni volta senza parole sono le decine, centinaia di navi ferme in rada in attesa di poter attraversare il Bosforo. Non sono mai riuscito a capire dove inizia e dove finisce il porto di Istanbul, ma di sicuro non ho mai visto tante navi commerciali tutte insieme in nessun altro porto europeo.
 
Il Bosforo è un punto importantissimo per il commercio navale europeo/asiatico e le sue acque sono insidiosissime. Ogni cargo che vuole attraversare lo stretto deve perciò attendere che un capitano della locale Guardia Costiera salga a bordo e piloti la nave al di dentro o al di fuori dello stretto. Le correnti sono talmente forti e le navi sono talmente tante che mani inesperte potrebbero creare disastri immani, purtroppo in passato accaduti più volte.
 
Dall’alto guardi queste navi ferme, immobili da sembrare abbandonate, lasciate  tra le acque ad aspettare il loro turno per riprendere il loro viaggio ed immagini chissà dove arriveranno, quale sarà la loro destinazione.
 
Più l’aereo si avvicina e più distingui dall’oblò moltitudini di moschee e minareti, con le loro cupole e torri. Allora ricordi anche le preghiere che, se non sbaglio 5 volte al giorno, gli altoparlanti trasmettono a volume altissimo e che accompagnano il trascorrere del tempo dall\'alba fino al tramonto.
 
Istanbul ha qualcosa di davvero magico, con la sua moltitudine di razze e religioni, di etnie, di tradizioni, di costumi e usanze, di modi di vestire cosi diverse tra di loro ma anche cosi uguali. In una città così, in strada nessuno vede cosa ti sei messo ai piedi o se cammini scalzo. In questo mi ricorda un po\' un’altra città - dall\'altra parte dell\'oceano - New York, dove puoi andare per strada vestito nel modo più originale del mondo e nessuno si girerà a guardarti.
 
Domani iniziamo il lavoro di preparazione a questi Campionati del Mondo. Alle 10 riunione in sala con primo punto all\'ordine del giorno: situazioni di gioco ed uniformità di giudizio. A seguire, meccanica e game management e, nel pomeriggio, prima test atletici e poi ancora meeting in sala sulla meccanica dell\'arbitraggio in triplo e situazioni di gioco con visione di video.
 
Alla prossima.
 
[LUIGI LAMONICA su ROSETO.com]
22 maggio 2007 - LUIGI LAMONICA: PROFESSIONE ARBITRO.
21 agosto 2008 - LUIGI LAMONICA: UN ABRUZZESE A PECHINO.
 
[Il MONDIALE sul WEB]
Il sito ufficiale della FIBA (inglese)
Wikipedia (italiano)
 






Stampato il 01-23-2018 17:04:58 su www.roseto.com