Fischi Mondiali Luigi Lamonica
IN CAMPO!

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese ai Mondiali in Turchia, ci racconta la sua esperienza. Puntata 4 del 28 agosto 2010.

Izmir (Turchia)
Domenica, 29 Agosto 2010 - Ore 02:00
Eccoci finalmente arrivati al giorno di inizio di questi Mondiali.
 
Capita sempre così: lo aspetti in maniera morbosa, qualche volta anche nervosa, ti prepari tanto, corri, sudi, ti ripassi mentalmente tutte le informazioni/nozioni che hai appreso in tanti anni, rivivi i momenti belli ma soprattutto quelli meno belli, quelli in cui avresti voluto cambiare le cose ma non ci sei riuscito, tutto in funzione di arrivare ad oggi nel migliore modo possibile, fisicamente e psicologicamente, senza avere lasciato niente al caso.

Poi ti svegli la mattina e ti accorgi che quei preparativi che ti sono costanti tempo, sudore, sacrifici, servivano a rendere la vigilia dell\'evento qualcosa di magico, che l\'adrenalina che ti girava in corpo era lo stimolo a superare tutte le quotidianità dell\'attesa. Tante persone ti chiedono informazioni: quando parti, dove dormirai, che partite arbitrerai, cosa farai, come farai e tutto questo ti fa capire che quella designazioni ti ha reso speciale e non vorresti mai che la vigilia passasse. Vorresti che l\'inizio del torneo non arrivasse mai, perché è l’attesa la cosa più  appagante.

"E se sbagli la prima partita o fai un casino grosso e ne comprometti una?".
Ecco perché il giorno che inizia il Mondiale tutto passa, non sei più quello che deve andare e a cui è permesso tutto, che può fantasticare su tutto. E’ come sempre il campo che decide i valori: il campo non sbaglia mai, è lui che dirà alla fine se lo meritavo o no di essere designato. E questo confronto tra me e lui mi spaventa, ma che bello avere questo brivido!

Quindi, stamani per non pensare che il "limbo" è terminato ho ripetuto le stesse cose che ormai compio da qualche mese a questa parte, quasi quotidianamente: sveglia alle 7.30, abbondante seduta di stretching (mi e\' stato fortemente consigliato visti gli acciacchi e… l\'età) e poi una corsetta in palestra. Devo dire che alla fine ero soddisfatto e non poco del risultato.
 
Doccia, colazione e alle 11 ultimo briefing con uno degli istruttori sui punti di enfasi del nostro lavoro in questo Mondiale. Due sono stati gli argomenti trattati: controllo della partita e management della partita. Sono due concetti molto astratti per noi arbitri, forse sono i due più discussi e dibattuti durante i nostri raduni e tra tutti quelli trattati sono anche, credo, gli unici che non hanno un capitolo nel regolamento tecnico della pallacanestro e neanche in quello esecutivo, o nei nostri manuali di tecnica arbitrale. Ma sono quelli che fanno la differenza tra un arbitro ed un bravo arbitro e il riascoltare le stesse cose, anche se può sembrare monotono e inutile, è invece l\'unico modo di carpire da ognuno dei nostri istruttori qualche piccolo dettaglio che possa accrescere il nostro bagaglio di conoscenze e riempire quella parte della nostra personalità di arbitro che si chiama Esperienza.

Il resto della giornata è stato finalizzato all\'esordio: preparare la borsa, ricontrollarla una decina di volte perché ho sempre paura di aver dimenticato qualcosa (ed è successo più di una volta… l\'ultima ad Avellino alla Final Eight di Coppa Italia ho dimenticato a casa i pantaloni e sono tornato a prenderli, visto che non è facile trovare pantaloni da arbitro della mia taglia e che quindi non avevo scelta: fare un po’ di chilometri o andare in shorts), pranzo leggero, riposino e partenza per il palazzo.
 
La partita, Libano-Canada, non è stata difficile, anzi abbiamo fischiato pochissimi falli. Il risultato finale è stato sorprendente: il Libano ha battuto il Canada!
 
Prima della partita, caloroso saluto con Pasquali e Gherardini che, come al solito, sono molto gentili sia prima sia dopo una gara, sia se vincono sia se perdono. Insomma, due veri sportivi.
 

Arrivato al palazzo si stava giocando Lituania-Nuova Zelanda con una bella cornice di pubblico. I lituani come al solito vanno ovunque e si fanno sempre riconoscere per il loro caldo supporto alla squadra ma soprattutto per come si "addobbano": facce pitturate con i colori della bandiera, tutti vestiti rigorosamente di giallo e verde, cappelli, bandiere, striscioni e fanno sempre un gran casino. Non ci credete? Guardate un po\'...

Devo dire che anche alla nostra partita il colpo d\'occhio non era male (mi aspettavo meno pubblico), con forte e rumorosa rappresentanza libanese.

L\'ultima partita tra Francia e Spagna, vinta sovvertendo i pronostici dai francesi, ha visto il palazzo quasi pieno con le due tifoserie divise a metà. I francesi hanno giocato finalmente di squadra e hanno retto fino alla fine. Stranamente la Spagna è mancata un po\' in attacco, specialmente nel secondo quarto. Ma non credo che gli spagnoli si preoccupino più di tanto: anche in Polonia avevo iniziato male l’Europeo dello scorso anno, poi invece hanno stravinto.
 
Sempre parlando della Spagna, da segnalare che, dal secondo periodo in poi, ogni volta che Rubio toccava un pallone partivano bordate di fischi da parte di tutto il pubblico neutrale e francese, visto che dopo un contatto falloso di un avversario, il giovincello ha inscenato una farsa, dimenandosi a terra come se fosse stato colpito con una bastonata, salvo poi riprendersi immediatamente come miracolato. Che il giovane Rubio si stia facendo influenzare negativamente da qualche suo più esperto compagno di squadra?
 
Prossima mia partita: Lituania-Canada.

A domani.
 
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