Ragazzo dell’Europa – Luigi Lamonica
REPETITA IUVANT

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese in giro per l’Europa ad arbitrare, ci racconta i viaggi che fanno il Viaggio.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 08 Gennaio 2011 - Ore 23:30
Puntata 04 del 3 gennaio 2011.
SPAGNA. Las Palmas (la ripetizione).
 
Ciao a tutti.
Non si può iniziare questa nuova pagina del diario senza Augurarvi un 2011 con tanta felicità, serenità e tranquillità.

Siamo solo al 3 di Gennaio e la stagione è già ripartita. E se il buongiorno si vede dal mattino, dopo Varese ieri, sarà un anno molto, molto lungo e… faticoso.
Comunque guardiamo avanti, a quest\'anno appena iniziato, augurandoci che prima di tutto  porti  tanta salute, che è alla base di tutto e mi permette di saltare da una parte all\'altra della penisola e da un volo all\'altro in giro per l\'Europa.

Sono di nuovo in viaggio per Las Palmas. Nell\'ultima "puntata" vi avevo raccontato delle vicissitudini meteorologiche che avevano caratterizzato la mia ultima trasferta europea, con la cancellazione della partita di Eurocup tra il Las Palmas e il Buducnost Podgorica, in quanto la squadra montenegrina era rimasta bloccata a Francoforte a causa del maltempo e della neve che alla vigilia di Natale aveva bloccato alcuni tra i più grandi aereoporti d\'Europa (Parigi e Londra in primis) e che,  visto il concentrato calendario della stagione europea, è stato deciso di recuperare il 4 gennaio.

Questa volta, però, cambio di itinerario: volo per Las Palmas via Barcellona e le cose sembrano andare  bene. Partenza in orario, arrivo con 10 minuti di anticipo (!), coincidenza perfetta, imbarco comodo, orario di atterraggio confermato alle 19.40, in perfetto orario, con la possibilità questa volta di gustare una tipica cena Canaria in compagnia di alcuni colleghi locali, ma soprattutto con l’amico Miguel, reduce da un\'operazione all\'anca e con il quale, sono sicuro, sarà una piacevole serata fatta di racconti, novità e progetti sul futuro, grazie alla fattiva collaborazione tra l\'Università di Gran Canaria - dove Miguel è professore - e Fiba Europe.

Le 2 ore passate all\'aeroporto di Barcellona mi hanno permesso di conoscere per la prima volta il nuovo terminal, opera ultra moderna piena di vere e proprie boutique,  ristoranti, cervecerie, con una lounge mega galattica con zona riservata al "descanso" dei passeggeri e poltrone molto più simili a veri e propri letti. Ciliegina sulla torta, una zona internet - con innumerevoli computer a disposizione dell\'utenza - talmente grande che l\'Audi ci ha piazzato la nuova A7, che più che una macchina sembra un sottomarino, e un addetto che a richiesta ti fa salire in macchina, ti spiega tutte le novità tecnologiche e le decine di optional, invitandoti ad accendere il quadro e fantasticare sulle potenzialità del nuovo modello.
 
Ma la cosa che mi ha colpito è la luminosità dell\'intero terminal. Non esistono mura, solo vetri e questa forma che ricorda un immenso tunnel. Sì, un tunnel completamente di vetro.
Così le 2 ore sono "volate" e mi è dispiaciuto quasi avviarmi al gate, ma subito il pensiero dei 20 gradi che mi attendono all\'arrivo, mi hanno fatto tornare il sorriso. E Las Palmas non mi ha deluso.

Atterraggio in orario, non più di 10 minuti per il ritiro del bagaglio e subito in taxi alla volta dell\'albergo. Las Palmas di Gran Canaria è la 9^ città per popolazione dell\'intera Spagna con i suoi 400.000 abitanti, le sue costruzioni arroccate sulle colline soprastanti l\'oceano - che con le luci della notte somigliano ad un gigantesco Presepio - e una lingua di territorio faticosamente strappato all\'oceano, metro dopo metro, con una mastodontica operazione di dragaggio e fortificazione, che ha permesso di costruire l\'autostrada a 3 corsie che congiunge l\'aeroporto dell\'isola alla città.
 
Manco a dirlo temperatura a dir poco piacevole, tanto da costringere il taxista ad accendere l\'aria condizionata! Sì, sì, avete capito bene: il 3 gennaio da queste parti alle "8 de la tarde"  i "Canari" vanno  in giro con l\'aria condizionata, indossando bermuda e calzando infradito!

Arrivato in hotel, incontro con uno dei miei due colleghi, il tedesco Oliver, che mi informa che alle 21.30 i due Miguel ci sarebbero venuti a prendere per andare a cena. Perfetto. Ho anche  il tempo di fare una doccia, smettere gli abiti invernali ed indossare polo e pantalone di cotone. Che bella sensazione: per un attimo mi è sembrato che l\'estate fosse già arrivata.

Come promesso tipica cena Canaria, con "pica-pica" a base di pesce e un paio di birrette, ma soprattutto una bella e lunga chiacchierata su come l\'anno nuovo porterà delle innovazioni nel dipartimento arbitrale di Fiba Europe.
 
Miguel Betancor è un vero vulcano di idee e, quando ne parla, ti trasmette una carica contagiosa. Così ha iniziato a snocciolare i suoi progetti: una scuola Tecnologica Arbitrale che coinvolgerà anche la federazione Handball e l\'Uefa per il calcio, con le quali l\'università di Gran Canaria ha recentemente iniziato un interessantissimo lavoro. Gli Istruttori Fiba Europe, nuova qualifica che intende istituire, una nuova Lega 3vs3 a livello eruopeo, il meeting con i dirigenti arbitrali della NBA che vogliono conoscere meglio questa tecnologia e così via per oltre 3 ore di full immersion nel mondo arbitrale.
 
Fu Miguel a convincermi nel 2003, durante gli Europei in Svezia, a sposare il progetto Fiba Europe con l\'istituzione per la prima volta dei tutor per i giovani arbitri, con il progetto della tecnologia Alta Digitale, con il software per l\'istruzione e la valutazione delle prestazioni arbitrali, con lo sviluppo del Referto Digitale, vera e propria rivoluzione che permette in maniera istantanea di rivedere in qualsiasi momento su un computer posizionato nella zona del  tavolo degli Ufficiali di campo qualsiasi azione annotata sul referto Ufficiale di gara, con lo sviluppo di una piattaforma che permette gli arbitri di essere informati in maniera capillare ed immediata sulle nuove regole, interpretazioni, situazioni speciali con un data base che contiene centinaia di video clips.
 
Insomma, ogni volta un incontro con Miguel mi arricchisce di un qualcosa che difficilmente si può ottenere studiando su un Regolamento o leggendo una dispensa o una interpretazione. L\'unico rammarico è che il tempo passa, anzi corre, ed io non so se in questi miei ultimi possibili 5 anni di carriera riuscirò a vedere messe in pratica tutte quelle meravigliose idee, che faranno fare all\'arbitraggio europeo un grandissimo passo in avanti.
 
Ci siamo lasciati all\'una di notte passata da un pezzo, con l\'invito l\'indomani ad andare a visitare la Cattedrale di S. Anna nel Pueblo Canario.

Ma prima mi aspetta il risveglio con corsetta sul lungomare. Che bella sensazione indossare i pantaloncini, una maglietta ed andare a correre con una temperatura alle 8 di mattina di 18 gradi, lungo la banchina del porto con la vista di centinaia di imbarcazioni ormeggiate molte delle quali "abitate" letteralmente dai proprietari, con tanto di parabole e pannelli fotovoltaici!

E la visita alla Cattedrale suggerita da Miguel è stata davvero una sorpresa. Per arrivarci, lunga passeggiata con attraversamento dell\'isola pedonale, ingolfata dai turisti , molti dei quali anche italiani, che in questo periodo di festa, approfittando del clima più che mite hanno trascorso le loro vacanze sull\'isola. Zona pedonale piena di ristoranti, caffetterie, bar,  musicanti, artisti di strada, giocolieri, cantanti e via dicendo. Tutto in una piacevole atmosfera festaiola, con gli immancabili poliziotti della Guardia Civil a controllare che tutto si svolgesse senza problemi.
 
La Cattedrale è proprio in mezzo al vecchio Pueblo Canario, costruita con pietra lavica, che le regala un colore scuro strano per una costruzione del genere abituati, forse, a vedere sempre cattedrali - come la nostra San Pietro - di colore chiaro, con delle vetrate multicolori che facendo passare la luce del sole regalavano all\'interno della stessa un gioco di luci piene di colore, come se fossero proiettate da potenti riflettori.
 
Dopo un breve giro nel Vecchio Pueblo fatto di viuzze e case attaccate l\'una all\'altra, abbiamo ripreso la via dell’albergo. La partita alle 18 ci imponeva di tornare in hotel senza dilungarci troppo.

La partita tra Gran Canaria e Buducnost non è stata delle più interessanti anzi, forse con i giochi per la qualificazione al turno successivo già praticamente decisi, ha tolto gran parte dell’interesse e i giocatori forse avrebbero preferito godersi un po’ di più le vacanze… figurarsi noi arbitri.
 
Classica partita di difficile interpretazione, dove pensi sempre che un fischio in meno sia meglio che uno in più, fino a quando ti accorgi che i giocatori non ci stanno mai a perdere e quel fischio non fatto lo devi fare con gli interessi, visto che i livelli dei contatti salgono sempre più con l\'avvicinarsi del fine partita. Sono tutte cose che conosciamo bene, ma ogni tanto sbagliamo valutazione  e ci ritroviamo nel bel mezzo della gara a dover adattare il nostro metro un po’ troppo permissivo alla nuova situazione.

Nel Gran Canaria giocano Jaycee Carroll, guardia bianca vista a Teramo purtroppo per un solo anno, C.J. Wallace, ex Capo d\'Orlando e Benetton e Nelson, ex Fortitudo e Benetton.
La partita finisce con la vittoria della squadra di casa con una sequenza di tiri liberi, da ambo le parti, che cambiavano il risultato ed una infrazione di "palming" da parte del Buducnost, che aveva la possibilità con quell\'ultimo possesso di vincere l\'incontro.

Visto l\'orario insolito per una partita internazionale, abbiamo tutto il tempo per goderci la cena in un gran ristorante di pesce sulla spiaggia della Cantera, unica spiaggia di Las Palmas che sembra copiata a quella di Capocabana di Rio de Janeiro, logicamente senza la sabbia bianca e un po’ più piccola ma, con la stessa baia dominata da alberghi e lussuosi appartamenti.
 
Manco a dirlo, sulla spiaggia - nonostante fossero le 23.00 - passeggio di turisti e, con l\'illuminazione, persone a giocare sulla sabbia a calcio o frisbee.

Che differenza con le nostre di spiagge che, anche nella stagione estiva, vengono chiuse addirittura con delle reti per evitare che la gente distrugga le attrezzature balneari o peggio, come è successo questa settimana a Pescara, si sfoghino su uno stabilimento balneare dandogli fuoco!

Tornati in hotel, abbiamo guardato insieme un pezzo della partita arbitrata con i 2 colleghi, per capire il motivo per il quale al termine della stessa, nello spogliatoio, non eravamo per niente contenti delle nostre prestazioni, giungendo alla conclusione che siamo stati troppo permissivi nei primi 2 quarti.
Terminata la visione quasi alle 2 di notte, tutti a dormire. La sveglia sarebbe suonata l\'indomani mattina alle  5, per riportarmi in Italia.

Un saluto a tutti e… alla prossima designazione.
 
LA PARTITA
Gran Canaria 2014 62
Buducnost m:tel 60
 
ARCHIVIO > I viaggi precedenti.
 
Puntata 01 del 9 dicembre 2010. SPAGNA. Vitoria.
 
Puntata 02 del 16 dicembre 2010. BELGIO. Charleroi.
 
Puntata 03 del 30 dicembre 2010. SPAGNA. Las Palmas e Valencia.
 






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