Ragazzo dell’Europa – Luigi Lamonica
VALENCIA: LA CITTA’ MODELLO, RISORTA DOPO L’ALLUVIONE.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese in giro per l’Europa ad arbitrare, ci racconta i viaggi che fanno il Viaggio.
[ROSETO.com si scusa con Luigi e i lettori per il ritardo nella pubblicazione di questa puntata.]

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 04 Marzo 2011 - Ore 18:00
Puntata 08 del 17 febbraio 2011.
SPAGNA. Valencia.
 
Buongiorno a tutti tranne uno, che è tornato ad essere in forte ritardo con la pubblicazione delle puntate del mio diario.
 
Spero che le tue nottate, caro Luca, siano più interessanti che correggere e pubblicare su Roseto.com le mie disavventure europee :-) (Mi spiace deluderti, caro Luigi… n.d.r.).

16 febbraio 2001 e si torna a viaggiare, dopo una settimana di stop per le Final8 di Torino, che hanno visto la Montepaschi Siena vincere ancora un titolo, ma non così facilmente come si poteva pronosticare a bocce ferme, grazie a Scavolini-Siviglia, Fabi Monegranararo e Bennet Cantù che si sono giocate le loro chance di battere la corazzata senese, mettendola in difficoltà più di una volta.
 
Un particolare  ringraziamento ai tifosi di Cantù, che in Finale hanno riempito le tribune del Palaisozaki, spettacolare Arena che ha ospitato le Final8, che hanno tifato, cantato, saltato, gioito, imprecato per tutta la gara ed alla fine hanno ringraziato i propri beniamini per una prestazione che ha reso la finale un vero spettacolo.

Destinazione per il ritorno in Eurolega, con mio grande piacere, Valencia. Non è ormai un segreto, per voi che mi leggete, che la Spagna è una delle mie mete preferite, grazie soprattutto alla sua splendida posizione, facile da raggiungere per noi italiani, per il clima mite, per la cucina, per la facilità di comunicazione con una lingua molto simile alla nostra (specialmente con il nostro dialetto abruzzese!).

Per una volta ho deciso di prendermela comoda, sacrificando una cena in riva al mare, per prenotare un volo diretto, senza scali intermedi, alle "7 della tarde" come si usa dire da queste parti. Cosi con solo  30\' di ritardo - più che accettabile visto le mie esperienze passate - atterro all\'aeroporto di Valencia con una temperatura di 14 gradi, completamente diversa da quella lasciata per strada in Italia, con un diluvio che sull\'autostrada mi ha suggerito una sosta di 10 minuti a Carsoli, per attendere che quella cascata di acqua si quietasse un pochino.

Cena veloce in un ristorante vicino all\'hotel e direttamente a letto: l\'indomani nessuno avrebbe potuto distrarmi dal mio risveglio con corsetta lungo il parco fluviale, che si estende per chilometri costeggiando la città della Scienza e della Tecnologia, con annesso Teatro e Museo Oceanografico, il tutto realizzato dal genio dell\'architetto Santiago Calatrava, che ha conferito a questa città un aspetto futuristico e moderno, donandole un\'attrazione turistica che richiama centinaia di migliaia di visitatori ogni anno.

Ho già raccontato la storia di questa città, dell\'alluvione che l\'ha colpita e della decisione di spostare il percorso del fiume e realizzare nel vecchio alveo questo gioiello architettonico, ma la cosa che più colpisce è il modo in cui gli abitanti la vivono: non una carta per terra, non un murales, non una cacca di cane sui viali, giardinieri che alle 7 e mezzo del mattino sono già alle prese con forbici e rastrelli per accudire la vegetazione, decine di persone che fanno jogging, vanno in bicicletta, camminano, pattinano con i loro rollerblade.
 
La cosa che più mi ha emozionato è stato vedere un gruppo di anziani, vestiti di tutto punto in abiti "civili", che in un campo di calcetto erano intenti ad una seduta di ginnastica. Direte: che c\'è di strano? Niente potrei dire, ma mi hanno fatto una tenerezza infinita e non ho potuto che fermarmi per godere della loro timidezza nell\'effettuare quei semplici esercizi, forse anche del loro imbarazzo. Così mi sono fermato un po’ distante, semi coperto da un albero e sono stato li a spiarli per un momento, lasciando che i ricordi ad altre persone anziane come loro tornassero dal cuore...
 
Vi assicuro: è stato davvero bello vedere quei simpatici nonnini stile "cocoon" ripetere quei movimenti con lentezza.
 
A mattinata avanzata, mi sono riavviato verso l\'hotel. Doccia, colazione.  Con i miei colleghi abbiamo optato per l\'immancabile passeggiata in centro e, vista la bella giornata, ci siamo avventurati per una camminata di nuovo attraverso il parco fluviale e - chiacchierando del più e del meno - la nostra passeggiata si è prolungata fino all\'ora di pranzo. 2 ore di cammino, che ci hano “aperto lo stomaco” al punto giusto per gustare la prima "paella" della giornata, ordinata in un ristorante del centro prenotato dal commissario di gara spagnolo...
Che dire: eravamo in una botte di ferro e, alla fine del pranzo, di chicchi di riso ne rimanevano veramente pochi, nonostante l\'ordinazione fosse stata per 5 porzioni invece che per 4!

Rientro in hotel, questa volta in taxi, e "siesta", favorita dall\'abbondante e delizioso pranzo. Per fortuna avevo puntato la sveglia, altrimenti credo sarei arrivato lungo all\'appuntamento con i colleghi per andare all\'arena.

Giunti al "pavillon" ci siamo accorti subito che la partita sarebbe stata  speciale. Lunga coda al botteghino per i biglietti e poliziotti che ci attendevano per accompagnarci all\'interno dell\'impianto. Al nostro ingresso in campo, abbiamo avuto la conferma: i volti degli allenatori, nonostante i sorrisi di facciata e le frasi consuetudinarie, lasciavano trapelare il nervosismo per una gara che per entrambe le squadre poteva essere decisiva per il passaggio alla fase successiva.
 
Sensazione confermata alla palla a due: subito difese aggressive, pressione, grande agonismo, ma anche grande correttezza, con noi costretti a rimanere concentrati ed attenti, fischiando forse un po’ più del dovuto e gestendo le proteste dei giocatori che sono rimaste sempre però nella normalità. Punteggio altalenante, con nessuna delle due squadre che riusciva a piazzare il break decisivo.

Determinanti i rimbalzi in attacco di Nesterovic degli ultimi 3, 4 minuti ed una bomba da 3 di Spanoulis che riportava i greci a +4, tagliando le gambe al Power Electronic, dopo che - 10 secondi prima - Omar Cook, con un tiro con parabola altissima, sempre da 3 punti aveva avvicinato la squadra di casa ad 1 solo punto.

E per cena, neanche a dirlo, paella! La mitica "Casa Roberto la boutique dell\'arroz" (ricordate l\'altra puntata?) ci attendeva, per darci l\'ultimo saluto da parte di questa fantastica città.
 
Alla prossima settimana con un\'altra puntata del diario.

LA PARTITA
Power E. Valencia 79
Olympiacos Pireo 85
 
ARCHIVIO > I viaggi precedenti.
 
Puntata 01 del 9 dicembre 2010. SPAGNA. Vitoria.
 
Puntata 02 del 16 dicembre 2010. BELGIO. Charleroi.
 
Puntata 03 del 30 dicembre 2010. SPAGNA. Las Palmas e Valencia.
 
Puntata 04 del 3 gennaio 2011. SPAGNA. Las Palmas (la ripetizione).
 
Puntata 05 del 19 gennaio 2011. LITUANIA. Vilnius.
 
Puntata 06 del 26 gennaio 2011. FRANCIA. Le Mans.
 
Puntata 07 del 02 febbraio 2011. TURCHIA. Istanbul.
 






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