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Il Mondo in Moto [Giovanni Lamonica]
KALLISTE: LA BELLA CORSICA.
Porto visto dall’alto, procedendo verso nord sulla D81.

‘Calvi va osservata, piuttosto che visitata’, riportano alcune guide. Dominata dalla sua Cittadella, splendida aggiungerei, attira parecchi visitatori, tanto più che i collegamenti marittimi ed aerei la servono direttamente. Costruita a partire dal XII secolo, fu fortificata dal Banco di San Giorgio, potente banca d’affari affiliata alla repubblica genovese, che, di fatto, stabilì così il suo dominio sull’isola (durato circa sei secoli). Consigliabile la visita la mattina presto, prima che l’afflusso dei turisti congestioni il nucleo storico e le viuzze che si affacciano sul porto, anche se le luci al tramonto sono a dir poco spettacolari. Con un po’ di fortuna sarà anche possibile assistere alle esercitazioni della mitica Legione Straniera, che qui ha la sua sede.

Spettacolare tramonto sul golfo di Saint Florent.

Una rubrica per scoprire i posti più belli della Terra con Giovanni Lamonica. Viaggio in Francia, Corsica, nel 2009, percorrendo 679 chilometri in 5 giorni.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 04 Aprile 2012 - Ore 23:00

“La bella” era il nome che gli antichi greci avevano dato alla Corsica, ma il tempo sembra non essere passato e l’appellativo è tutt’ora più che valido. Non ci sono molti angoli del Mediterraneo nei quali trovare un’acqua così trasparente, sabbia soffice e bianca, vertiginose scogliere ed allo stesso tempo paesaggi suggestivi, valli, foreste e montagne ammantate di neve anche in piena estate. Si dice che la Corsica sia pericolosa, infestata da ladri, con un sistema viario spesso in cattivo stato, diventata cara con l’avvento dell’Euro, con abitanti animati da un fiero isolazionismo e che spesso non mantengono un comportamento ospitale. Si potrebbe discutere per ore su giudizi spesso stereotipati, ma una cosa è certa: questo gioiello del Mediterraneo regala una fitta, un crampo alla bocca dello stomaco ogni volta che la si visita. Certo come tutte le isole, immense o sperdute che siano, necessita di tempo e curiosità tenendo presente che anche lei deve abituarsi a noi, affinché non si diventi i soliti turisti da cartolina. Gli itinerari sono spesso costellati di imprevisti ed ostacoli, ma a volte anche di immagini, una più sconvolgente dell’altra. Se la Corsica fosse un luogo mitologico, gli dei sicuramente l’avrebbero scelta come luogo dove trascorrere molto del loro tempo. Nella mia seconda esperienza alla scoperta di quest’isola, avvenuta qualche anno fa, in un bar nella regione della Balagna, uno degli avventori mi raccontò questa leggenda: “Si narra che Dio, un giorno, decidendo di creare un angolo idilliaco dove riposare in pace, prese una parte degli altopiani desertici della Spagna, i fiumi della Germania, le montagne dell’Italia, le foreste della Francia e li piazzò con un colpo deciso nel cuore del Mediterraneo, creando la Corsica.” Il tempo a volte è crudele ed ingiusto con i ricordi: avevo dimenticato quanto potesse essere fantasticamente coinvolgente questa splendida roccia conficcata nell’angolo più azzurro del Mediterraneo!
 
ITINERARIO
Bonifacio, Sartène, Propriano, Arbellara, Zèrubia, Aullene, Petreto-Bicchisano, Bastelica, Bocognano, Corte, Albertacce, Porto, Piana, Porto, Galèria, Calvi seguendo la costiera D81b, Ille Rouse, St. Florent, Bastia, Macinaggio, Barcaggio, Nonza, Propriano, Bastia.
 
La prima volta arrivai in Corsica nel 1993 per concedermi qualche settimana alla scoperta di questa vera e propria perla del Mediterraneo e da solo la girai in lungo e largo. Allora rimasi strabiliato dalla straordinarietà del paesaggio, questa miscela tra maestose montagne e coste incontaminate. Allora (quasi 15 anni fa, porca miseria come corre il tempo), al rientro mi risultò molto difficile descrivere la straordinarietà del paesaggio corso: ogni tentativo risultava, sempre, irrimediabilmente ma soprattutto immeritatamente limitato. Oggi dopo 3 tentativi mi trovo ancora nella stessa identica situazione! Tentiamo per l’ennesima volta, ma non garantisco il risultato.
 
L’isola è letteralmente attraversata da veri e propri massicci di granito, con cime ben oltre i 2.000 metri di altitudine (e con il monte Cito che svetta con i suoi ben 2.707 metri), distribuiti lungo una dorsale che percorre l’isola trasversalmente, da nord ovest a sud est e che divide la Corsica in due settori, dei quali il più interessante, a tratti selvaggio, è sicuramente quello di occidente. L’itinerario proposto, si sofferma su questa parte dell’isola, includendo anche il fantastico capo Corse, nell’estremo nord. Arrivando dalla Sardegna, si comprende ancora meglio la straordinaria posizione di Bonifacio. Il centro storico occupa gran parte della penisola che protegge un fiordo che ne fa uno dei migliori approdi di tutto il Mare Nostrum e sul quale i genovesi costruirono una fortezza, cinta da 3 chilometri di mura.
 
La prima parte dell’itinerario si svolge sulla N196 per permetterci la visita di Sartène, “la più corsa delle città corse” come ricorda anche un cartello al suo ingresso. Si continua sulla principale fino alle porte di Propriano dove deviamo verso l’interno per la secondaria D19: la meta è l’Alta Rocca, zona montuosa che raggiungeremo percorrendo la D69 fino ad Aullène che insieme a Zonza divide il primato come più bel villaggio della zona. Se fin qui la strada vi è piaciuta preparatevi alla meraviglia. La D420 che piega verso ovest è un intarsio nella roccia costellata da sorprendenti punti panoramici. Ad onor del vero va detto che tutta la strada fino a Corte è drammaticamente spettacolare, includendo anche la deviazione di Bastelica. Corte, capitale storica e morale dell’isola, è appollaiata pericolosamente su di uno sperone roccioso e rappresenta il cuore geografico della Corsica, amata da Pasquale Poli che per 14 anni vi stabilì la sede del governo e vi fondo un’università. Da qui, via verso il mare che rivedremo solo a Porto attraversando il Niolo, che Maupassant definì: “Patria della Corsica libera, una zona inespugnabile da dove gli invasori non riuscirono mai a cacciare i montanari. Un angolo selvaggio di una bellezza inimmaginabile. Non un filo d’erba, non una pianta: granito, solo granito”.
 
La picchiata verso il mare è vertiginosa: la strada si contorce prolungando un piacere che pare non finire mai. Le montagne, divenute rosse, precipitano letteralmente in mare, insieme alla D84 ed alle nostre moto! La costa, il mare, le baie, il mare azzurro, ma non aspettate od implorate una tregua.
 
La strada che da Porto conduce a Calvi è davvero straordinaria, costantemente in bilico, sospesa in uno scenografico vuoto, con le montagne che precipitano in un mare che varia dal turchese all’azzurro più profondo, segnate solo dalla cicatrice della statale che corre a mezza costa. La D81b termina, interrompendo la nostra trance agonistica, di fronte alle splendida cittadella di Calvi. Bastia è ormai vicina ma, a parte l’attraversamento del deserto degli Agriates, con la salita sulla Bocca di Vezzu, il Capo Corso rappresenta una tentazione troppo forte per poter resistere: con la sua costa orientale relativamente dolce e costellata di pittoresche località e quella occidentale, alta e frastagliata, con villaggi e strade arroccati a mezza costa. I Romani lo battezzarono “il promontorio sacro” ed i corsi la chiamano comunemente “l’isula de l’isula” e difatti, può essere considerata un’isola nell’isola, una specie di Corsica in miniatura. Un mondo a parte, chiuso, che si è ricollegato al resto dell’isola solo nel XIX secolo: infatti la strada panoramica, con un asfalto a tratti realmente entusiasmante, fu voluta da napoleone Bonaparte. L’asfalto del dito verrà ingoiato in qualche ora, comprese soste e foto.
 
Accidenti il tempo è scaduto, si torna sul continente.
 
 
LANDSAILS Around The World
 
Il blog di Giovanni Lamonica.
 
Il diario completo del viaggio e tutte le foto.
 
 
Il Mondo in Moto [Giovanni Lamonica]
PUNTATE PRECEDENTI
 
Venerdì 9 Dicembre 2011
GIOVANNI LAMONICA: L’UOMO CHE GIRA IL MONDO IN MOTO.
 
Mercoledì 14 Dicembre 2011
LA STRADA NEL DESERTO. Africa, Libia, 2006.
 
Mercoledì 21 Dicembre 2011
A MARAMURES, NELLA TERRA DEGLI ANTICHI DACI. Europa, Romania, 2005.
 
Mercoledì 28 Dicembre 2011
SOGNI SUDAMERICANI. America, Bolivia, 2003.
 
Mercoledì 4 Gennaio 2012
LE MACCHINE DA PESCA. Europa, Italia, Abruzzo, 2008.
 
Mercoledì 11 Gennaio 2012
IL LAGO D’ARAL CHE NON C’E’ PIU’ E IL CAPITANO IMPAZZITO. Asia, Uzbekistan, 2006.
 
Mercoledì 18 Gennaio 2012
PATAGONIA EXPRESS. America, Cile, 2000.
Mercoledì 25 Gennaio 2012
MURMANSKAYA, INSEGUENDO IL SOLE DI MEZZANOTTE. Europa, Russia, 2001.
 
Mercoledì 1 Febbraio 2012
PRIMAVERA IN TRINACRIA. Europa, Italia, Sicilia, 2009.
 
Mercoledì 8 Febbraio 2012
IL RICHIAMO DEL GRANDE NORD. America, USA, Alaska, 2000.
 
Mercoledì 15 Febbraio 2012
TUNISI: LA CITTA’ CAPITALE. Africa, Tunisia, 2006.
 
Mercoledì 22 Febbraio 2012
LA VIA DORATA DI SAMARCANDA. Asia, Turkmenistan e Uzbekistan, 2006.
 
Mercoledì 29 Febbraio 2012
DAL CASTELLO AGLI EREMI. Europa, Italia, Toscana, 2009.
 
Mercoledì 7 Marzo 2012
CONQUISTADOR Y CONQUISTADO. America, Messico, 2009.
 
Mercoledì 14 Marzo 2012
I BALCANI. Europa, Bulgaria, 2005.
 
Mercoledì 21 Marzo 2012
PATAGONIA EXPRESS 2010. America, Cile e Argentina, 2010.
 
Mercoledì 28 Marzo 2012
IN ALTA TUSCIA, NELLA TERRA DEGLI ETRUSCHI. Europa, Italia, Alta Tuscia, 2010
 
Giovanni Lamonica
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