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Diario di Eurolega – Luigi Lamonica
LA PIU’ INCREDIBILE DELLE FINALI, ARBITRATA COL MIO AMICO VITTORIO…
Istanbul, Sinan Erdem Arena, domenica 13 maggio 2012. Tolga Sahin e Luigi Lamonica si apprestano ad arbitrare la Finale di Eurolega fra CSKA Mosca e OLYMPIACOS Pireo.

Istanbul, Sinan Erdem Arena, domenica 13 maggio 2012. Giovanni Lamonica e Asli dopo la finale.

Istanbul, lunedì 14 maggio 2012. Il giorno dopo, Luigi Lamonica si rilassa giocando, mentre suo fratello Giovanni si rilassa fumando.

Luigi Lamonica, dopo la pubblicazione del suo libro ‘Decidere’, torna a scrivere il suo diario, in occasione della Final Four di Eurolega 2012. Puntata 4.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Lunedì, 14 Maggio 2012 - Ore 16:30

Domenica, 13 maggio 2012.

“50 anni e non sentirli”, come mi hai scritto e come hai ripetuto ieri durante il pranzo, accentrando l'attenzione di tutti i presenti.
Auguri Giovà, buon compleanno fratello mio, sperando stasera di vedere nei tuoi occhi, quando sarai seduto nel posto VIP della Sinan Erdem Arena, lo stesso lampo che avevi venerdì sera, quando mi hai seguito mentre arbitravo la Semifinale. Lo stesso lampo che ho visto la sera del 28 ottobre 2011, alla Villa Comunale di Roseto, in occasione della presentazione di DECIDERE, quando da dietro al tavolo cercavo il tuo sguardo e tu   ricambiavi il mio con un sorriso.
Ieri, tutti mi hanno fatto i complimenti parlando del mio fratello maggiore Giovanni, dicendomi: “Tuo fratello è super, è uguale a te...”. Luca Maggitti, nel suo “Dizionario Rosetano”, direbbe che Giovanni è “fregno”. Ed è proprio vero!

La mattina della Finale è trascorsa tranquilla. Una passata con Tolga, a salutare sua moglie Cristina e la cugina e berci un caffé turco con loro, poi taxi con destinazione Sinan Erdem, per vedere il primo tempo della finale del Nike Junior Tournament.
 
Il pranzo è stato veramente veloce. La mia terna e il commissario turco Buluc iniziavano a sentire la pressione per la partita e non avevamo tanta voglia di parlare o intrattenerci più di tanto. Io, d'altro canto, alla pennichella pre-gara non so rinunciare. Quindi,  alle 14 ho salutato tutti e sono andato a nanna!

Appuntamento alle 18.30, per raggiungere l'arena. Tutto pronto: il minibus, il volontario, la scorta della polizia e anche il solito traffico, che in questi giorni ci ha reso invivibile la quotidianità. Grazie alla scorta, siamo riusciti a svicolare nel serpentone di macchine e a raggiungere la Sinan Erdem Arena con largo anticipo e vedere (perchè incomprensibili da capire) gli sfottò, o – per meglio dire, viste le reazioni – le offese che le due tifoserie greche si sono scambiate, da una parte all'altra degli spalti.
 
L'atmosfera mi sembrava già abbastanza surriscaldata e, per evitare problemi, ho deciso di restare a  bordo campo a guardare un pezzo della finalina per il 3º posto.
Tra un saluto e l'altro ad alcuni addetti ai lavori, ma anche ad alcuni ragazzi italiani della nostra “famiglia arbitrale" (Enrico, Andrea, Lisa, Alessandro da Livorno) la tensione ha iniziato a farsi sentire, insieme a un pizzico di nervosismo. L'atmosfera, nell'arena che si andava riempiendo, era veramente coinvolgente, il rumore assordante e l'unico modo per avere un po’ di serenità, calma e concentrazione per la partita, è stato quello di farmi aprire lo spogliatoio, entrarci e lasciare fuori dalla porta la tensione che si stava accumulando.
 
Entrato, ho aperto la borsa, tirato fuori la divisa, acceso il telefono e sentito un po’ di musica. Un quarto d'ora, non di più, è bastato a farmi ritornare sereno, tranquillo e fiducioso che il compito, a cui eravamo stati chiamati, sarebbe stato svolto nel migliore dei modi. All'arrivo dei miei colleghi, abbiamo iniziato il consueto colloquio pre-gara, toccando tanti punti critici, ma sopratutto cercando di liberare la mente dalla tensione.
 
Jose Martin, il collega spagnolo, veniva da una difficile semifinale - dove aveva avuto degli episodi contestati - e percepivo nel suo sguardo una sorta di preoccupazione, come se si sentisse non adeguato per la gara.
Più che aspetti tecnici, il colloquio si è quindi basato sull'aspetto psicologico, pensando ad entrambi i coach che, uomini di basket di elevata esperienza, avrebbero potuto metterci in difficoltà in qualsiasi momento della Finale. Cosa che – col senno di poi – non è accaduta, salvo in una occasione: quando coach Ivkovic è andato fuori dalle righe e noi abbiamo dovuto tenere un comportamento fermo e deciso, direi anche un tantinello autoritario, per far sì che il suo atteggiamento nei nostri confronti tornasse nei canoni del reciproco rispetto.
 
Il pre-gara è volato come al solito, così come la finalina.
Ormai tutte le attese erano per la Finale. E sono state attese ben ripagate.
La partita in sé non è stata un granché: mani fredde, punteggio basso… insomma, non un vero  capolavoro di gara. Il CSKA è riuscito ad accumulare un vantaggio di 19 punti, grazie a un break di 9-0, con tre triple realizzate da Teodosic, ex della partita. Ma, proprio a quel punto, qualcosa è cambiato. L'Olympiacos, che fino a quel momento aveva subito passivamente, forse credendo che la partita fosse già finita, si è messo a giocare con rilassatezza e, punto dopo punto, ha rosicchiato il margine di distacco dagli avversari, arrivando a 10 secondi dalla fine della partita con 1 solo punto da recuperare, ma con la palla in mano al CSKA.
 
Nel time out richiesto dalla squadra russa, il coach dei greci, Ivkovic, credo abbia elaborato la tattica giusta: fare fallo immediato, appena la palla entra in campo. E così è avvenuto: palla a Siskaukas e fallo immediato, 2 tiri liberi per il CSKA. Ma la pallacanestro è imprevedibile.
Siskaukas, fino a quel momento uno dei migliori giocatori della sua squadra, oltre che uno dei migliori tiratori dell’Eurolega, va in lunetta e fa 0/2. Rimbalzo per Spanoulis, a circa 7 secondi dalla fine della partita, rapido capovolgimento di fronte, penetrazione e scarico a Printezis, meglio piazzato di lui, che con un arcobaleno “alla Navarro” deposita il pallone a canestro.
Sul cronometro c’è scritto 00:00,07 e l’Olympiacos è in vantaggio di 1 punto. L’unico vantaggio della squadra greca, se si esclude l’avvio della partita. Finisce 61-62 per i greci, che vincono l’Eurolega 2012.
Inutile dire lo sgomento dei tifosi del CSKA, mentre per i rossi del Pireo inizia una notte di festa, sperando che non ci siamo incontri pericolosi, a Istanbul, con i tifosi rivali del Panathinaikos.

Penso che la nostra partita sia stata molto positiva. Abbiamo collaborato, aiutandoci a vicenda, e soprattutto ci siamo divertiti, e non poco, a gestire le situazioni difficili che si sono presentate.
 
Al rientro negli spogliatoi, mentre scaricavo un po’ di adrenalina facendo stretching defaticante, ho acceso il telefono e sono stato piacevolmente subissato di messaggi, ricevuti  da chi aveva visto la partita in Italia ed era rimasto incollato al video per la rimonta dell'Olympiacos. Tanti, tantissimi sms, alcuni da persone che non sentivo addirittura da anni, ma che hanno voluto testimoniarmi la loro stima e il loro apprezzamento.
 
Purtroppo, è mancato un messaggio. Uno che era una costante in queste occasioni, che non mancava mai e mi ricordava “il marciapiede” della mia giovinezza e l'inizio della mia lunga strada, che mi ha portato fin dove sono adesso.
Si dice che ci sono delle amicizie che durano tutta una vita.
Vittorio carissimo, io - accendendo il telefonino, leggendo i messaggi che mi erano arrivati e non trovando il tuo - ho invece capito che alcune amicizie durano anche quando non si è più materialmente su questa Terra. Che alcune amicizie vanno al di là della vita.
Vittorio, io non sentirò la tua mancanza, perché tu sei dentro di me. E lo sarai ogni volta che entrerò in un cerchio di metà campo e lancerò una palla in aria. E sono certo che tu, da lassù, un giorno la toccherai al posto dei giocatori, magari per farmi uno scherzo.
Ciao Amico mio, grazie di esserlo stato sempre e comunque.

A tutti voi che mi leggete su Roseto.com, la mia gratitudine per l’affetto, il mio ringraziamento per l’attenzione e il mio arrivederci al prossimo diario.
 
 
EUROLEGA
Final Four 2012
LE GARE ARBITRATE DA LUIGI LAMONICA
 
SEMIFINALE
OLYMPIACOS PIREO 68
BARCELLONA 64
Parziali: 17-11; 16-18 (33-29); 17-18 (50-47); 18-17 (68-64).
Statistiche
 
FINALE
CSKA MOSCA 61
OLYMPIACOS PIREO 62
Parziali: 10-7; 24-13 (34-20); 19-20 (53-40); 8-22 (61-62).
Statistiche
 
 
ROSETO.com > Archivio
DIARIO DI EUROLEGA
 
Giorno 1 – Giovedì 10 maggio 2012
NELLA ISTANBUL DEI RICORDI MONDIALI, ECCO BARCELLONA-OLYMPIACOS.
 
Giorno 2 – Venerdì 11 maggio 2012
UNA BUONA SEMIFINALE E LE DOMANDE DEL GIOVANE OLEGS
 
Giorno 3 – Sabato 12 maggio 2012
ARBITRO LA FINALE E LA DEDICO A MIO FRATELLO GIOVANNI E AI SUOI 50 ANNI
 
 
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I DIARI DI LUIGI LAMONICA
 
CAMPIONATO MONDIALE 2010
Fischi Mondiali – Luigi Lamonica
E’ LA FINALE DEL CAMPIONATO DEL MONDO… E IO LA ARBITRO
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Mondiale fra Turchia e USA.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Mondiale.]
 
EUROLEGA 2011
Ragazzo dell’Europa – Luigi Lamonica
FINAL FOUR, GIORNO 4. GRAN FINALE.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Maccabi Tel Aviv e Panathinaikos Atene.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
CAMPIONATO EUROPEO 2011
Fischi Europei – Luigi Lamonica
IL GIORNO DI TUTTE LE EMOZIONI
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Europeo fra Francia e Spagna.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Europeo.]
 
Luigi Lamonica
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