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Il Mondo in Moto [Giovanni Lamonica]
STRADE PERDUTE
La chiesa nel villaggio di Skatva.

Riflessi lungo la E6.

Sono quasi le ore 23 alle isole Lofoten!

Una rubrica per scoprire i posti piω belli della Terra con Giovanni Lamonica. Viaggio in Danimarca e Norvegia, nel 2012, percorrendo 9.130 chilometri in 21 giorni.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledμ, 27 Giugno 2012 - Ore 23:30

Tre settimane trascorse in solitaria rincorrendo il sole di mezzanotte, "il grande occhio gonfio e luminoso che ha dimenticato come chiudersi".
 
La memoria, la mia naturalmente, è labile, ad una certa età poi, si stabilisce in quell’altipiano dimenticato che spesso trascende nella demenza senile!
“Sì, ma, forse, perché, mi pare, ma no!”
 
Fatto sta, che Skagen, the land end, una delle tante fini geografiche di cui è letteralmente tappezzato il mondo, era il posto dei miei ricordi, quello dove nel 2008, di ritorno dall’ennesimo viaggio in Islanda, avevo trovato, insieme ad altri compagni, il paradiso, uno dei tanti, delle ostriche.
 
Ho il navigatore, la tracciatura dei percorsi riportata sul computer, tutto memorizzato, archiviato, basterebbe un uso normale della tecnologia a disposizione, ed invece no, devo andare a memoria, perdendo un’infinità di tempo, alla vana ricerca in tutti i villaggi dopo Frederikshawn, di segnali che mi confermino che non sono completamente rincoglionito! Alla fine, quando ormai sono rassegnato a giustificare questa inutile deviazione con la semplice vista del faro su questa lingua di sabbia protese verso la Scandinavia, ecco l’ostello e questo strano semaforo che diventa rosso al sopraggiungere dei veicoli.
 
E’ tardi, conosco gli strani orari degli indigeni, sono in moto da questa mattina, via il più rapidamente possibile a verificare l’apertura dei locali. Il piccolo porto ospita sulle banchine dei moli alcuni ristoranti. Il ragazzo che sta entrando in una specie di magazzino adiacente al locale, mi conferma che ho circa un’ora e poco più di tempo. Torno all’ostello, che è una scuola, ma nonostante siano quasi le 20, e ancora assediata da una scolaresca. Provo ugualmente ad intrufolarmi ma una corpulenta signora che non parla inglese ad ampi gesti mi fa capire che la struttura è chiusa e che per il sottoscritto per dormire sarà un tormento, soprattutto economico!
 
Il conto alla rovescia, inesorabile, mi lascia un’altra possibilità presso un privato, bella dependance, tutta in legno, bagno, cucina… 520 corone danesi… 70 Euro!
Abbozzo una battutina, la speranza è quella di avviare una trattativa, niente, una statua di sale! Via di corsa allo Skagen Fisk Restaurant. Parcheggio in zona vietata, di fianco ai tavoli esterni ed entro: al posto del pavimento sabbia, il ragazzo di prima: “hai fatto presto!”
“Lasciamo perdere va! Ho fame!”.
 
Mi fa accomodare, mi siedo con tutte le intenzioni di compiere un massacro, una vera e propria carneficina ittica. Ignoro con scaltrezza la parte destra del menu, che mi occhieggia malignamente prezzi esorbitanti ed inizio: 12 ostriche ed un bicchiere di vino della casa che costa come una bottiglia equivalente da noi!
Secondo bicchiere.
Fried alibut, ma sostituisco il tappeto di pasta, con patate bollite, pomodorini e pesto.
Terzo bicchiere.
Al tavolo di fronte servono una montagnola di cozze in un coreografico secchiello di acciaio. Chiamo il cameriere e gli faccio notare che i mussels sono uno dei miei piatti preferiti. Mi guarda un po’ sbalordito: “Le patate di contorno sono gratinate con delle erbe aromatiche”.
“Porta anche quelle!”.
Mi rendo conto che sto letteralmente mangiando la camera di questa notte e probabilmente anche quella di domani. Pazienza, ho la tenda!
Quarto bicchiere di vino.
Cestello vuotato!
Il conto: 811,32 corone danesi. Quasi 110 Euro.
 
Nonostante la legnata, sono soddisfatto e pronto per andare a vedere ‘sto benedetto faro! La punta della penisola ospita un centro accoglienza ed un museo dei bunker, questa parte della Danimarca ne è piena. I bagni sono igienicamente inappuntabili, il ciclope illuminato mi occhieggia in lontananza, spengo la moto, oggi ho percorso 975km, sono sufficienti, piazzo la tenda e me ne vado in bagno!
 
Se vi accompagnano in Norvegia promettendo di farvi vedere cose fantastiche, non pensiate di avere a che fare con persone incredibilmente capaci di trovare strade e paesaggi sbalorditivi. Qui lo straordinario è la norma!
 
Arrivo a Kristiansand, sbarco, e dopo 8 chilometri sono su una strada stupefacente, la 452, dopo 12, sula 453, ne dovrò percorrere 60 per incrociare una macchina, continuando così fino al bivacco su un lago nel piccolo campeggio di Fiussen.
Ed una volta preso il ritmo giusto, la strada scorre via sotto le ruote, giusto leggendo strade secondarie su una cartina dettagliata 1/350000, un gioco divertente e piuttosto facile!
 
Ma le montagne norvegesi, anche in primavera inoltrata garantiscono variabilità e sorprese climatiche. Vai a dormire con il sole ed una temperatura mediterranea, ti svegli con nuvoloni e temperature non propriamente primaverili.
 
Giornata veramente di merda, strade fantastiche, mi fermo su passi di oltre 1.300 metri, che a queste latitudini diventano vette himalayane. Gli ultimi 2 valichi, vengo letteralmente sommerso da una valanga d’acqua e qui succede qualcosa, mi fermo per cambiare i guanti e vedo che dalla parte anteriore della moto del fumo sale in alto! Un segnale che indica sofferenza per un veicolo di oltre 120.000 chilometri! Cerco di individuare il punto: sotto il canotto, all’intersezione del telaio ci sono tutti i cavi, non è un bel posto. Proseguo, il paese dopo mi fermo ed il fumo è ancora lì, che cazzo!
 
Ripenso ad amici, persino Giuliano, concessionario e “medico” personale del mezzo che ormai mi distruggono psicologicamente da mesi con la storia che la KTM, visto l’utilizzo sarebbe da cambiare! Vorrei fregarmene, sto per farlo, poi penso che obiettivamente un controllino per una moto che non ha mai fatto manutenzione a parte i materiali di consumo, ci starebbe tutto e decido di fermarmi! Certo, economicamente non è il luogo migliore della terra, ma pazienza. Più a nord sarebbe ancora peggio! Il giorno dopo sono in officina, Terje, il meccanico è simpatico, ben disposto e mi lascia lavorare, meno male. Io smonto e rimonto, lui controllerà l’impianto elettrico. Via la parte anteriore della moto fino al telaio, Terje controlla i cavi, niente! Via i serbatoi supplementari. Cablaggi, niente! Tocca ora ai serbatoi, niente anche lì sotto! Batteria (ed io smonto!) niente! Rimonto il tutto. Prezzo: da Norvegia, anche se delle 5 ore me ne segnano solo 2! Provo a chiedere un contributo per le mie 3 ore di lavoro, ma racimolo solo un caffè: Terje è simpatico, ma pur sempre norvegese!
 
Comunicazione ufficiale ai miei consiglieri meccanici che vorrebbero influenzare i miei futuri acquisti: Davide, il nostro debito relativo all’orologio va rinegoziato; Giuliano come capito in officina ti scrocco un pranzo a base di pesce; Dino e Camillo, beh, per voi qualcosa invento!
 
Quelle giornate nordiche che ricordano latitudini più meridionali: sole, temperature miti e questa strada, la E6, voluta dai tedeschi per motivi bellici, sfruttando la mano d’opera di 130.000 prigionieri slavi, ma che dopo decenni ha regalato ai turisti di tutto il mondo uno dei percorsi più facili e spettacolari del continente! La luce è impressionante, non so quante volte l’ho già subita nel passato, ma è sempre la stessa affascinante sensazione. Il cielo di un blu sfolgorante, un ciclope azzurro, con un occhio luminoso che già sai non si chiuderà, se non fra qualche mese. Inebriante!
 
Pensare che al ritorno guiderò sulla solitaria 17! Arrivo a Borgnes, ho perso un mare di tempo, fermandomi, piazzando il cavalletto, fotografando, provando la telecamera, eh sì cerco di seguire la folle tecnologia del terzo millennio! La E6, che è ormai diventata una traccia di asfalto fra boschi, alla fine cede il passo, getta la spugna: di qui non si passa se non con un traghetto. L’idea è di arrivare a Sortland, mi metto in fila. La luce è splendida, rilassante! Prendo la carta e la guida, devo salire verso Narvik, per poi scendere verso sud e fermarmi a sera percorrendo ancora un paio di centinaio di chilometri. Da qui si parte anche direttamente per le Lofoten, quasi quasi….potrei accorciare ed arrivare anche prima. Sposto la moto dalla fila e rimango seduto sulla panchina al sole, eccezionale!
 
Il traghetto arriva, scarica veicoli e poi ne ingoia di nuovi, io seduto sulla panchina non mi scompongo, tranquillo, la luce eterna di una radiosa giornata mi fa compagnia. Faccio partire il traghetto, poi chiedo a che ora parte quello diretto per le isole, la mia meta: 50 minuti. Peccato, avrei atteso ore. Stavolta vengo fagocitato anche io! Un’ora e sono dall’altra parte, ma sono le 20 passate e la luce diventa irreale, Michele mi aspetta in un giorno imprecisato di questa settimana e so, per esperienza, che domani probabilmente, sicuramente, il meteo non sarà così!
 
Guidare 3 ore con il sole che ti accompagna quando dovrebbe scomparire e lasciare spazio al crepuscolo? La soluzione mi pare logica, ovvia e già so cosa mi aspetta! Sarà la solita, fantastica corsa, in una notte non notte, dove il sole si spinge all’orizzonte, ma una forza misteriosa lo mantiene in vita regalando scenari incredibili: anche stavolta ho avuto fortuna, solo questo breve tratto vale il viaggio, ma questo non posso dirlo a Michele, dopo oltre 4.500 chilometri percorsi! Devo farlo sentire in colpa! Arrivo tardissimo, entro nel villaggio, poche rourbe, parcheggio davanti la casa blu, salgo le scale, suono… forse non funziona, busso alla porta… sarà fuori… telefono… 2 squilli… 3... “Giovà, allora!? che fai?”.
 
“Michè!”.
“Dove sei!!!?”.
“Sotto casa!”.
La comunicazione si interrompe e sento gli zoccoli che percorrono il corridoio di legno, la porta si apre: “se fossi una donna ti sposerei!”.
Meno male, allora! “Dormivi?”.
Ci abbracciamo.
“No, riposavo. Entra dai, hai mangiato? Ti preparo qualcosa?”.
“Ho solo guidato, ma con una giornata così… figurati se avevo tempo di fare altro!”.
“Ti preparo le polpette”.
 
Le solite polpette di merluzzo, il mio pasto delle Lofoten, entro in cucina e… noooo… la solita pila di piatti, scodelle, pentole, posate, bicchieri, una discarica non autorizzata depositata in cucina, Gomorra è arrivato anche qui!
“Vedo che non cambi le vecchie, sane abitudini!”.
“Giovà, è iniziata la stagione turistica… piuttosto ho finito il vino!”.
 
Ci sediamo a tavola, tiro fuori la bottiglia di vino da una delle buste di plastica e la solita, vorticosa serata dialettica si avvia, normalmente, con la solita semplicità, come se ci vedessimo tutte le settimane e non a distanza di anni. Alle 3 del mattino siamo ancora lì!
 
Mi fermerò 3 giorni, Nusfjord è un piccolo villaggio di pescatori, prestato al turismo, con risultati piuttosto deludenti, rispetto a realtà limitrofe che hanno riscosso molto più successo! L’ingresso a pagamento, unica realtà del genere in tutto l’arcipelago, voluto dai proprietari, ha visto decrescere affluenza dei turisti e la loro capacità di spesa! La cosa crea apprensione e delusione in Michele, stabilitosi qui ormai da diversi anni, dove ha iniziato a produrre monili in argento: un’artista, girovago, attore, mimo in un’altra vita, prestato definitivamente a queste latitudini, catturato in un lontano viaggio in India, da una passione per una bellissima lappone di Caponord, dalla quale ha avuto 2 figli (ma ormai vive separato da anni). Un personaggio, un amico, semplicemente una persona interessante, con cui è facile trascorrere giornate intere senza accorgersi del trascorrere del tempo!
 
L’ultima sera, mi dice: “Ti voglio ringraziare per la tua visita e penso di regalarti un bracciale.”
“Non posso accettare” gli scimmiotto, prendendolo in giro per una vecchia storia di una guida italiana che aveva rifiutato un suo dono di riconoscenza per i gruppi che gli portava nel laboratorio. Mi porge “il bracciale”, quello che avevo notato dalla prima volta che avevo messo piede in casa sua, praticamente per caso, nel lontano 1998!
Una delle sue opere intrecciate, come le definisce la Lonely Planet, meglio riuscite!!
“Non posso accettare!”, stavolta parlo sul serio. “Cazzo, Michè!” penso.
Lui continua divertito a dire che non ci sono alternative e che mi ucciderebbe a mozzicate per il fatto che vado via così presto!
 
E adesso? Non resta che rientrare cercando di seguire il solito zigzagante itinerario poco logico! La prima è abbandonare le Lofoten arrivando a Bodø con il traghetto in serata e pernottare nel solito ostello “hihostels Norway” (http://www.hihostels.com/dba/country-Norway-NO.en.htm). La seconda, imboccare la Fv. 17, conosciuta come Kystriksveien, la strada della costa, percorsa per la prima volta nel 2006 e che non può essere ignorata con banali scuse su tempi di rientro, lunghezza, condizioni meteo: 700 chilometri circa, 6 traghetti, arditi ponti sferzati da venti quasi perenni, tunnel scavati nella roccia, alcuni lunghi anche 3000 metri. Qui bisogna organizzarsi con un ritmo differente, ma ne vale la pena!!!
 
Un piccolo stralcio dal sito ufficiale http://www.visitnorway.com/it/:
Isole Vega fanno parte della lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Le Sette Sorelle a nord di Alstahaug e Torghatten a sud di Brønnøysund sono luoghi lungo la strada 17, rinomati per le loro attrazioni naturali. Le prime sono sette montagne che si elevano tutte a più di 1000 metri s.l.m. La galleria di 160 metri che attraversa la montagna Torghatten risale all'era glaciale. Nella sua parte nord la strada costiera si snoda lungo costa e mare, montagne e ghiacciai, e supera il Circolo Polare Artico viaggiando verso il sole di mezzanotte o la perenne oscurità invernale. Questa strada fornisce un'alternativa alla E6 ad ovest del ghiacciaio di Svartisen, con una stupenda vista su oceano e isole.
 
Quasi 3 giorni, per rivedere il traffico nei pressi di Trondheim, rimanere scioccato e decidere di aggirarlo, seguendo un’altra piccola, stupefacente, inattesa deviazione, sulla solitaria RV715.
Nelle mie visite precedenti mancava all’appello l’autostrada dell’Atlantico, pretenziosamente definita la strada panoramica più bella del mondo. Deludente, rispetto alle aspettative ed a quello che offre lo stato Norvegia! Pedaggi e tunnel a pagamento non giustificati, per arrivare a percorrere questi 8 chilometri e poco più che attraversano una serie di scogli in pieno mare, la percorro 2 volte cercando di farmela piacere ma invano!
 
Da qui inizia probabilmente la parte più spettacolare del paese, quella che spesso purtroppo viene quasi completamente ignorata da chi viene attratto dall’ambiziosa meta di Nordkapp.
 
Tre giorni da ubriaco, cercando di mettere sotto le ruote il possibile: 715, 710, RV70, RV64, RV63, 15, 60, 615, 13, 9, semplici numeri che riconducono a strade, alcune davvero strabilianti e che una volta percorse difficilmente si dimenticano!
 
Alla fine mi ritrovo a Kristiansand in tarda mattinata, esattamente dove avevo iniziato più di 2 settimane fa, quasi per sbaglio. Il traghetto parte alle 16.30, si torna a casa!
 
 
LANDSAILS Around The World
 
Il blog di Giovanni Lamonica.
 
Il diario completo del viaggio e tutte le foto.
 
 
Il Mondo in Moto [Giovanni Lamonica]
PUNTATE PRECEDENTI
 
001 Venerdì 9 Dicembre 2011
GIOVANNI LAMONICA: L’UOMO CHE GIRA IL MONDO IN MOTO.
 
002 Mercoledì 14 Dicembre 2011
LA STRADA NEL DESERTO. Africa, Libia, 2006.
 
003 Mercoledì 21 Dicembre 2011
A MARAMURES, NELLA TERRA DEGLI ANTICHI DACI. Europa, Romania, 2005.
 
004 Mercoledì 28 Dicembre 2011
SOGNI SUDAMERICANI. America, Bolivia, 2003.
 
005 Mercoledì 4 Gennaio 2012
LE MACCHINE DA PESCA. Europa, Italia, Abruzzo, 2008.
 
006 Mercoledì 11 Gennaio 2012
IL LAGO D’ARAL CHE NON C’E’ PIU’ E IL CAPITANO IMPAZZITO. Asia, Uzbekistan, 2006.
 
007 Mercoledì 18 Gennaio 2012
PATAGONIA EXPRESS. America, Cile, 2000.
 
008 Mercoledì 25 Gennaio 2012
MURMANSKAYA, INSEGUENDO IL SOLE DI MEZZANOTTE. Europa, Russia, 2001.
 
009 Mercoledì 1 Febbraio 2012
PRIMAVERA IN TRINACRIA. Europa, Italia, Sicilia, 2009.
 
010 Mercoledì 8 Febbraio 2012
IL RICHIAMO DEL GRANDE NORD. America, USA, Alaska, 2000.
 
011 Mercoledì 15 Febbraio 2012
TUNISI: LA CITTA’ CAPITALE. Africa, Tunisia, 2006.
 
012 Mercoledì 22 Febbraio 2012
LA VIA DORATA DI SAMARCANDA. Asia, Turkmenistan e Uzbekistan, 2006.
 
013 Mercoledì 29 Febbraio 2012
DAL CASTELLO AGLI EREMI. Europa, Italia, Toscana, 2009.
 
014 Mercoledì 7 Marzo 2012
CONQUISTADOR Y CONQUISTADO. America, Messico, 2009.
 
015 Mercoledì 14 Marzo 2012
I BALCANI. Europa, Bulgaria, 2005.
 
016 Mercoledì 21 Marzo 2012
PATAGONIA EXPRESS 2010. America, Cile e Argentina, 2010.
 
017 Mercoledì 28 Marzo 2012
IN ALTA TUSCIA, NELLA TERRA DEGLI ETRUSCHI. Europa, Italia, Alta Tuscia, 2010
 
018 Mercoledì 4 Aprile 2012
KALLISTE: LA BELLA CORSICA. Europa, Francia, Corsica, 2009
 
019 Mercoledì 11 Aprile 2012
CENTRO AMERICA: LA TERRA ‘MEGA’. America, Centro America, 2004.
 
020 Mercoledì 18 Aprile 2012
LUCE ETERNA. Europa, Scandinavia e Repubbliche Baltiche, 2001.
 
021 Mercoledì 25 Aprile 2012
ABRUZZO, SEMPRE E COMUNQUE. Europa, Italia, Abruzzo, 2009.
 
022 Mercoledì 2 Maggio 2012
ISLANDA: AI CONFINI DEL MONDO. Europa, Islanda, 2008.
 
023 Mercoledì 9 Maggio 2012
SUDAMERICANA. America, Sud America, 2003.
 
024 Mercoledì 16 Maggio 2012
TRIPOLITANIA. Africa, Libia, 2006.
 
025 Mercoledì 23 Maggio 2012
50 ANNI: DIMOSTRARLI TUTTI E FREGARSENE! Europa, Istanbul, 2012.
 
026 Mercoledì 30 Maggio 2012
BLOCCATO IN UZBEKISTAN. Asia, Uzbekistan, 2011.
 
027 Mercoledì 6 Giugno 2012
IN MOLISE PER LA CARRESE. Europa, Italia, Abruzzo, 2005.
 
028 Mercoledì 13 Giugno 2012
TUNISIA: LA PORTA DELL’AFRICA. Africa, Tunisia, 2006.
 
029 Mercoledì 20 Giugno 2012
PATAGONIA EXPRESS 2010 SECONDA PARTE. America, Patagonia, 2010.
 
Giovanni Lamonica
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