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GIBA – Giocatori Italiani Basket Associati
GIBA SUPPORTA IL PROGETTO “SLUMS DUNK”
Bruno Cerella e Tommaso Marino in Kenya nel 2011.

Ragazze giocano in Kenya nel 2012.

Michele Carrea, Tommaso Marino in Kenya nel 2012.

L’associazione a fianco di Bruno Cerella e Tommaso Marino per portare il basket nelle baraccopoli africane.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 28 Marzo 2013 - Ore 17:15

Bruno Cerella, esterno oriundo argentino della Varese capolista in Serie A, è un giocatore di basket dotato di grande sensibilità. Una sensibilità che lo ha spinto nell’estate del 2011 in Kenya, insieme al suo collega e amico Tommaso Marino, per portare il basket nelle baraccopoli del Continente Nero. È nato così il progetto “Slums Dunk”.
 
L’estate 2011 è stato il primo passo per Cerella e Marino: 15 giorni fra gente che vive in 7 metri quadri, senza bagno, acqua corrente ed energia elettrica, con il basket a fare da possibile strumento di riscatto. O, almeno, da gioco di squadra in cui osservare regole e darsi una organizzazione. Qualcosa, insomma, che va oltre il piacere di fare canestro. Qualcosa che può significare un primo, importante, segno di volontà di crescita.
 
Dopo il suo primo viaggio in Kenya, Bruno Cerella dichiarò: «Nel mondo ci sono centinaia di paesi, di etnie, di lingue. Io ho capito che la mia vita parla una sola lingua: la palla. E vive in un solo spazio fisico: il campo». 
 
Dopo l’estate 2011, il progetto è stato replicato nell’estate del 2012 e alla compagnia si è aggiunto coach Michele Carrea. Il progetto è cresciuto ulteriormente, molti mass media ne hanno parlato e tanto è stato raccolto in termini monetari, per fornire a ragazze e ragazzi delle baraccopoli keniane materiali per giocare a basket. Il futuro è ancora in Africa, nell’estate 2013, con un progetto che dal Kenya muoverà anche verso lo Zambia, per crescere in nome dei valori positivi del basket.
 
Una bellissima storia, quella di Bruno Cerella e di “Slums Dunk”. La storia di un ragazzo che viene dall’Argentina, gioca in Italia e aiuta i giovani di Kenya e Zambia mediante il basket. Un progetto, quello di Cerella, Marino e Carrea, adottato dai tanti che finora hanno voluto supportare il progetto.
 
Fra i sostenitori di “Slums DUnk” c’è anche la GIBA, come dichiara il Presidente, Alessandro Marzoli: «Poter affiancare Bruno Cerella, Tommaso Marino e tutti i giocatori e i giovani allenatori impegnati nel progetto “Slums Dunk” è per noi motivo di orgoglio. La GIBA è vicina a iniziative di solidarietà che hanno il basket come protagonista e il fatto che siano gli atleti a portarle avanti, in un continente straordinario come quello africano, è ragione in più per sostenerle. I miei complimenti a Bruno Cerella, campione dentro e fuori dal campo».
 
Apprezzamento per l’iniziativa anche dal Vice Presidente, Mario Boni: «Bruno, Tommaso e gli altri ci dimostrano, una volta di più, che fare i fatti è molto più utile e costruttivo di chiacchierare inutilmente. A loro va il mio plauso e quello di tutta la famiglia della GIBA. Parleremo di “Slums Dunk” e sosterremo il progetto, coinvolgendo quante più persone possibile».
 
Bruno Cerella, appurato del sostegno GIBA, ha dichiarato: «Questo supporto mi rende molto felice. Sapere di avere al nostro fianco l’associazione che difende i diritti dei giocatori e che prova a migliorare le condizione per gli atleti, ci dà forze e motivazioni per poter fare meglio di quanto facciamo. Noi, nel nostro piccolo, proviamo a migliorare le condizioni in cui giocano a basket i ragazzi in Africa, promuovendo lo sport in un contesto veramente degradato, come le baraccopoli africane».
 
Circa gli obiettivi futuri del progetto “Slums Dunk”, Cerella informa: «Gli obiettivi sono migliorare il livello di conoscenza cestistica degli allenatori in Kenya e Zambia. In questo modo sicuramente si alzerà il livello della pallacanestro e, di conseguenza, si creerà più entusiasmo nei giocatori, coinvolgendo in questo modo ogni giorno più giovani, dando loro una preparazione tecnica e tattica alla pallacanestro che possa essere per loro un momento di crescita personale. Lo sport, in particolare il basket, è uno degli strumenti più efficaci per promuovere il protagonismo e l’attivismo sociale dei ragazzi, dando loro l’opportunità di divertirsi e imparare la vita e le regole del gruppo e la solidarietà fra compagni. Nelle baraccopoli e nelle aree economicamente emarginate del Kenya e dello Zambia, lo sport è un’occasione di crescita personale, di educazione, di solidarietà e spesso l’unico appiglio per uscire dalla vita di strada».
 
La GIBA ha quindi invitato Cerella a lanciare un appello ai giocatori di basket che lavorano in Italia, affinché supportino il progetto. Bruno, ringraziando, ha volentieri raccolto l’invito, dichiarando: «Il mio sogno è che questo progetto possa diventare un progetto dove le persone si sentano parte di esso. Per questo motivo stiamo cercando di promuoverlo coinvolgendo in qualche modo tutte le squadre italiane e non solo, dalle serie minori fino alla Serie A. Fortunatamente, abbiamo avuto sempre risposte positive e questo ci dà forze per continuare a crescere. Grazie ai “piccoli contributi” di tutte le persone che ci sostengono e fanno parte di “Slums Dunk”, stiamo facendo dei passi da gigante e, prossimamente, vorremmo lasciare un bel segno nei posti dove portiamo avanti i  Basketball Training Camp, costruendo un campo da basket con le nostre mani».
 
Di seguito, i riferimenti per saperne di più sul progetto.
 
SLUMS DUNK – La pagina Facebook.
 
SLUMS DUNK – Il sito della Onlus alla quale il progetto è appoggiato.
 
ROSETO.com
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