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Diario di Eurolega – Luigi Lamonica
I COMPLIMENTI DI DRAGOS E QUELLI DI RIGAS
Luigi Lamonica con Dragos, arbitro rumeno.

Bus in coda nel centro di Londra.

Il Tower Bridge, andando verso la O2 Arena.

Luigi Lamonica torna a scrivere il suo diario, in occasione della Final Four di Eurolega 2013. Puntata 2.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 11 Maggio 2013 - Ore 11:45

Londra, venerdì 10 maggio 2013.

Good Morning to all of you!

Dopo una bella dormita sotto le coperte, data la temperatura polare trovata nella stanza,  la giornata inizia con una fantastica colazione all’inglese.
Prima, però, non più la solita corsetta mattutina. Le mie ginocchia, hanno bisogno di essere preservate al meglio per la gara di stasera, così ho provveduto ad una serie di esercizi per il rafforzamento muscolare e una buona dose di stretching.
Il tutto effettuato comodamente in camera, che a differenza di quella dell’hotel “olimpico” è almeno 3 volte più grande e 10 volte più confortevole (anche se continua a non essere tutto completo, come intendiamo noi una camera di albergo ed in particolare la stanza da bagno).

A colazione, insieme alla mia terna, decidiamo di recarci a Trafalgar Square, dove gli organizzatori hanno allestito un enorme Fan Zone con campi da basket, area ristoro, Cheerleader Academy ed altre iniziative. È un buon modo per sgranchire le gambe, fare una passeggiata e trascorrere la mattinata senza pensare troppo alla partita di stasera.

Arrivati a destinazione piccola sorpresa. Alle 10.45 l'area é ancora off limits ai visitatori. Stanno finendo gli ultimi lavori, dovremo attendere una mezz’ora abbondante. Cosi cerchiamo un posto dove aspettare, anche perché la zona é piena di tifosi e in mezzo a una larghissima maggioranza di brave persone è sempre possibile trovare qualche “fenomeno”. Meglio evitare.
 
Con i colleghi ci apprestiamo ad entrare in un caffé, quando da un autobus vedo venirmi incontro, con un sorriso a 32 denti, un ragazzo: «Ciao, sono Dragos!».

Dragos é un arbitro rumeno, conosciuto via email con l’aiuto di  Denis Quarta, che ho incontrato questa mattina per la prima volta. Mi dice: «Stasera un mio sogno diventerà realtà! Ti vedrò arbitrare dal vivo per la prima volta». Non ha detto: “Vedrò per la prima volta una partita di Final Four dal vivo”, ma mi ha detto che vedrà una partita in cui arbitro dal vivo! L’ho abbracciato, l’ho invitato a bere con noi un caffé, siamo stati un po’ insieme e ci siamo fatti una foto ricordo. É difficile riportare su carta il senso di imbarazzo che ho provato nell’udire le sue parole, ma credetemi: è stata un'altra grande emozione!

La visita a Trafalagar Square è durata una mezz'oretta. Si esibivano, in una partita dimostrativa, vecchie glorie del nostro sport – Siskauskas, Langdon, Vujanic, Arlauckas – con alcuni calciatori – Karembeu, Piquet – e ragazzi dello Special Olympic. Un modo per divertirsi e divertire il pubblico presente, una simpatica iniziativa in una cornice spettacolare come Trafalgar Square. Come al solito il tempo è volato, ho incontrato vecchi amici – tra cui Claudio Silvestri, per molti anni Team Manager della nostra Nazionale ed Ernst, un giornalista di Vienna che mi ha scorazzato in lungo ed in largo, quando ho tenuto un clinic in Austria – ma l'appuntamento per il pranzo in hotel si avvicinava rapidamente, così ci siamo incamminati.

Pranzo al ristorante italiano dell’hotel e, grazie ai ragazzi che vi lavorano, abbiamo cambiato completamente il menù a noi riservato. Una semplice pasta al pomodoro, insalata di polipo per antipasto e tutti felici, contenti e pronti per il riposino pomeridiano. Non posso dire di aver dormito. La partita era importante e la tensione si è fatta sentire più del previsto, ma sono sensazioni che non si possono controllare. Alle 16.30 mi sono alzato ed ho iniziato a prepararmi.
 
Nel frattempo, Claudio Vitagliano dell’Eurolega ci informava, abbastanza preoccupato, che il traffico del venerdì era terribile e che l’altra terna arbitrale – quella capeggiata dall’italiano Guerrino Cerebuch –  aveva impiegato ben più di un’ora per arrivare alla O2 Arena. Così, dopo il 4° sms, gli ho scritto a mia volta: «Claudio, non ti preoccupare. Partiamo prima dell’orario previsto, stai tranquillo». Claudio non è il tipico sudamericano, pur essendo nato in Argentina. È un po’ apprensivo, deve essere qualche gene italico trasferito dal nonno italiano, partito da Moncalieri per trasferirsi in Argentina, dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il traffico é stato caotico, ma non come ci avevano detto. Abbiamo impiegato 50 minuti e, una volta arrivati, la O2 Arena si é rivelata davvero enorme. Per raggiungere gli spogliatoi il nostro minibus è entrato all'interno della struttura, passando tra addetti che aprivano i varchi, materiali di ogni tipo, container sparsi ovunque, cavi della televisione che penzolavano da ogni parte. Una volta a terra, lunga camminata per raggiungere i nostri spogliatoi.

La prima semifinale, un po’ a sorpresa, vedeva l'Olympiacos avanti di 15 punti e si sentivano i canti dei numerosi tifosi greci che assiepavano la O2 Arena, che però non era “sold out”. È talmente grande che i 15.000 tifosi non erano abbastanza per riempirla tutta. Molti erano gli spazi vuoti. Peccato, ma il colpo d’occhio era lo stesso impressionante.

Non guardo la fine della partita, mi accomodo nello spogliatoio da solo ed inizio a tirare fuori dalla borsa la divisa, le scarpe, “la zappa” (senza fischietto, dove mi presento...) e con molta calma inizio a prepararmi. Quando arrivano i miei colleghi sono ormai pronto, ho fatto anche lo stretching ed iniziamo il colloquio pre gara.
 
Con molta tranquillità tocchiamo i punti che potrebbero crearci difficoltà. Il gioco sotto canestro, i marcamenti dei due giocatori più pericolosi delle rispettive squadre (Fernandez e Navarro), i floppers presenti, le panchine solitamente un po’ attive. Sappiamo bene che sarà dura, lo leggiamo nei nostri occhi. Siamo concentrati e pronti, ma qualche volta non basta, dobbiamo mettercene di più,  dobbiamo aspettarci tutto, non ci dobbiamo distrarre un solo attimo perché potrebbe essere decisivo.

E non abbiamo sbagliato nel valutare la partita. È stata tosta, giocata senza un attimo di tregua, sempre al massimo con entrambe le squadre a spingere il ritmo, a difendere su ogni pallone come fosse l’ultimo, a cercare di metterci in difficoltà con una finta, un blocco. Insomma, in ogni attimo siamo stati con gli occhi, le orecchie, le gambe, il cervello sul campo. Una partita di una intensità pazzesca ed un risultato sempre in bilico, con frequenti cambi di vantaggio. Alla fine, il Real giocherà la Finale di domenica e sarà una partita apertissima.

Dopo la sirena i miei colleghi e io eravamo soddisfatti del lavoro fatto, e lo siamo stati ancor di più quando il designatore, Costas Rigas, è venuto nello spogliatoio dicendoci che era stata una bella partita da vedere dalla tribuna. Una partita in cui nessuno aveva avuto modo di lamentarsi del nostro lavoro e che la squadra migliore alla fine aveva meritato di vincere. C’erano stati degli errori, quelli sì, ma non determinanti e in numero inferiore a quelli commessi dai giocatori. Insomma, onesti errori commessi da arbitri che si trovavano a gestire una partita molto difficile.

Sabato giorno di riposo e, sperando che il tempo lo permetta, passeremo la giornata scorazzando per il centro di Londra, confusi tra le migliaia di turisti che invadono questa che è sicuramente una delle città più belle del mondo.

In tanti oggi mi avete scritto, più di altre volte.
Ringraziare solo alcuni di voi mi sembra ingiusto. Perciò grazie a tutti di vero cuore e continuate così: scrivetemi, tifate per me e Guerrino e noi faremo di tutto per farvi sentire... happy!
 
Alla prossima.
 
 
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DIARIO DI EUROLEGA 2013
 
Giorno 1 – Giovedì 9 maggio 2013
A LONDRA PER IL SUPERCLASSICO SPAGNOLO: REAL MADRID-BARCELLONA.
 
 
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I DIARI DI LUIGI LAMONICA
 
CAMPIONATO MONDIALE 2010
TURCHIA, Istanbul.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Mondiale fra USA e Turchia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Mondiale.]
 
EUROLEGA 2011
SPAGNA, Barcellona.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Panathinaikos Atene e Maccabi Tel Aviv.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
CAMPIONATO EUROPEO 2011
LITUANIA, Kaunas.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Europeo fra Spagna e Francia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Europeo.]
 
EUROLEGA 2012
TURCHIA, Istanbul.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Olympiacos Pireo e CSKA Mosca.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
OLIMPIADI 2012
REGNO UNITO, Londra.
Luigi Lamonica arbitra la Semifinale delle Olimpiadi fra Spagna e Russia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Olimpico.]
 
 
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