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Stefano D’Andreagiovanni
TV & BASKET, 6^ PUNTATA. ANNI 2000 (2^ Parte).
Stefano D’Andreagiovanni.

Ore di trasmissione televisiva del basket sulle emittenti italiane (1997-2005).

Stefano D’Andreagiovanni ci racconta del rapporto fra televisione e pallacanestro. Un curatissimo viaggio a puntate, estrapolato dalla sua tesi di laurea.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 21 Dicembre 2013 - Ore 20:00

Con il passaggio a Sky il campionato di Serie A ebbe la garanzia della massima valorizzazione delle tre partite previste dal contratto, di cui una proposta al mezzogiorno della domenica, per non risentire della concorrenza del calcio pomeridiano. Nella stagione 2004/2005 il basket vedeva nel complesso aumentare le ore di trasmissione in Tv (dirette, repliche e quant’altro), vedendo però diminuire i contenuti in chiaro, che in sostanza erano costituiti dalla diretta dell’anticipo di LegaDue su Rai Sport Sat.

Alla fine del 2004 fu firmato anche un accordo per la cessione dei diritti video su internet a Telecom in vista della trasmissione delle gare sul portale Rosso Alice in pay per view. Era così possibile vedere le dirette in streaming delle partite casalinghe dei principali club della Serie A.

In occasione della Finale scudetto 2005 il mezzo televisivo entrò a pieno titolo nella storia agonistica della pallacanestro e dello sport italiano. L’instant replay, introdotto a partire da quella edizione dei play-off, fu decisivo per la convalida del tiro sulla sirena di Ruben Douglas che assegnò il titolo alla Fortitudo Bologna.
 
[Le ultime fasi di gara 4 della Finale tra Fortitudo Bologna e Olimpia Milano.]
 
A scapito della potenziale platea raggiungibile le società ottennero una maggiore   stabilità, potendo contare su contratti pluriennali garantiti: per il triennio 2006-2009 vennero firmati accordi che garantivano alla Lega 3,2 milioni l’anno, di cui 2,4 da Sky e 0,7 da Telecom Italia. La qualità del prodotto offerta da Sky era il massimo per l’appassionato, con ampi pre e post partita, approfondimenti e rubriche (anche se con limitato successo, come la più giornalistica Overtime o la più “leggera” Rytm&Basket, durate solo una stagione). Il tutto curato da una squadra di giornalisti con alle spalle anni di esperienza nelle competizioni internazionali, formata da Flavio Tranquillo, Paola Ellisse, Alessandro Mamoli, Geri De Rosa, Claudia Angiolini e Pietro Colnago.

Nel periodo aprile 2007 – marzo 2008 il basket maschile in Italia aveva l’8,6% delle ore di sport trasmesse in televisione, secondo solo al calcio (che si attestava sul 34,5%) [1]. La copertura degli eventi della sola Lega basket Serie A nella stagione 2008/2009 crebbe dell‘8,6% a 1.232 ore l’anno (comprendenti differite e sintesi) [2].

L’ascolto medio delle partite di basket sui canali Sky nella stagione 2008/2009 si  attestò sui 41.462 con uno share dello 0,21%. Solo in due casi l’audience superò i 100.000 spettatori mentre in alcuni match si arrivò a dei minimi di poche migliaia di telespettatori [3]. La differenza con il calcio in pay-tv era notevole, con picchi di audience che superano il milione di spettatori, tuttavia i dati erano superiori a quelli degli altri sport di squadra sui canali digitali.
 
 [L’ultimo derby di Serie A disputato tra Fortitudo e Virtus.]
 
Nel corso del 2009, anno di entrata in vigore del Decreto Legislativo 9/2008 (“Legge Gentiloni-Melandri”), la Lega basket firmò un contratto con Sky, valido per le stagioni 2009/10 e 2010/11, del valore complessivo di 5,3 milioni di euro. La nuova legge impone la vendita collettiva dei diritti televisivi relativi alle competizioni di una lega professionistica (anche se nel basket è sempre stata adottata, essendo il valore contrattuale inferiore a quello della Serie A di calcio), ripartendo le risorse fra i club partecipanti a ciascuna competizione, in modo da garantire l’attribuzione in parti uguali di una quota prevalente, nonché l’attribuzione delle restanti quote anche in base al bacino di utenza e ai risultati sportivi conseguiti da ciascuno di essi [4].
 
A partire dalla stagione 2009/2010 la trasmissione dell’Euroleague passò in chiaro su Sportitalia, visibile sul digitale terrestre e sul satellite, dopo che Sky aveva rinunciato, rischiando di far venire meno un introito per le squadre italiane partecipanti (Siena e Roma con licenza triennale e Milano con licenza annuale). L’ Euroleague infatti ridistribuisce ai club il 75% dei diritti televisivi ricavati dalla vendita in un Paese, 1,35 milioni in Italia nella stagione 2008/2009 [5]. Riguardo la Serie A la stagione 2009/2010 ebbe il proprio picco nella gara 5 della semifinale playoff tra Caserta e Milano, visto in media da 143.682 spettatori.
 
In pochi anni si è compiuta una vera e propria rivoluzione nel sistema dei media che ha creato un aumento delle piattaforme a disposizione, oltre che differenze di fruizione (si pensi alla diffusione di giornali on-line che hanno determinato un ribasso sulla vendita di testate cartacee). Il basket e gli altri sport meno seguiti hanno potuto beneficiare dell’aumento della diffusione della tv digitale. Dai dati dei Rapporti Censis/Ucsi sulla comunicazione, dal confronto 2001-2013 emerge in particolare lo straordinario aumento sul totale della popolazione degli utenti della Tv satellitare, passati dall’11,9% nel 2001 al 45,5% nel 2013 [6]. Inoltre il digitale terrestre, che ha moltiplicato il numero di canali in chiaro a disposizione, dopo lo switch off del segnale analogico raggiunge il 95% della popolazione. Da non trascurare l’incremento della web Tv, passata dal 4,6% al 22,1% di utenti, diffusa soprattutto  tra i giovani  (è seguita dal 49,4% della fascia di popolazione tra i 14 e i 29 anni).
 
Grazie per l’attenzione, in particolare per questo pezzo conclusivo, un po’ troppo pieno di numeri. A livello istituzionale la Lega Basket si è attivata per esporre una situazione decisamente penalizzante. Nel giugno 2010, nella relazione alla VII Commissione “Cultura, Scienza e Istruzione” della Camera dei Deputati [7], il presidente Valentino Renzi mise in evidenza che, in relazione al calcio, esiste un profondo disallineamento tra le dimensioni sociali (interessati, praticanti, tesserati, spettatori) della Serie A di basket e i rispettivi introiti da diritti audiovisivi. Raffrontando le numerosità tra gli spettatori dal vivo di calcio e basket si otteneva un rapporto di 1:6 mentre il medesimo rapporto tra i ricavi televisivi annuali raggiungeva 1:274 [8].
 
Al termine della stagione 2010/2011 Sky decise di rinunciare al campionato di Serie A, i cui ascolti non sono mai decollati nel tempo [9]. Il record di ascolti nelle stagioni di permanenza del basket italiano sulle reti di Murdoch è rimasto quello della sfida di play-off tra Siena e Roma del 5 giugno 2007, che totalizzò un ascolto medio di 146.991 spettatori. Pensando al livello di gioco e l’equilibrio tecnico che aveva allora il campionato, possiamo capire come lo scarso successo televisivo sia ascrivibile allo scarso appeal delle ultime stagioni, in cui le Siena non ha mai trovato avversarie capaci di lottare alla pari per il titolo.
 
L’asta ufficiale per la vendita dei diritti, valida per le due stagioni successive, vide l’assegnazione del cosiddetto pacchetto gold (scelta della partita principale ed esclusiva dei play-off) alla Rai Sport e il pacchetto silver (seconda partita di giornata ed esclusiva di Supercoppa, Coppa Italia e All-Star Game) a Telecom Italia Media (allora proprietaria di La7), per una cifra complessiva di circa 4 milioni di euro. Il ritorno sulla tv in chiaro avrebbe dovuto significare un notevole incremento dell’audience, specie l’anticipo del sabato delle 18 su un canale generalista come La7.

Una novità nel nuovo scenario dei diritti televisivi fu la possibilità da parte delle emittenti locali legate alle squadre di Serie A di trasmettere in diretta le gare in trasferta del relativo club (non  opzionate da chi ha acquistato i pacchetti), all’interno del proprio territorio di copertura. Questo se le stesse gare di Lega, per le dirette su territorio nazionale.

La politica della Tv di Stato ormai già puntava tutto sui canali tematici del digitale terrestre, riducendo lo sport presente nelle ancora seguitissime reti ammiraglie ai soli calcio, ciclismo e grandi eventi. Il commento delle partite trasmesse su Rai Sport 1 e 2, fu affidato a volti (o meglio voci) nuovi come Maurizio Fanelli e Edi Dembinski, a prendere il testimone dal decano Franco Lauro, coadiuvati dal commento tecnico di coach Stefano Michelini.

La7 invece riportava al microfono Ugo Francica Nava, dopo l’esperienza negli anni ‘90 su TMC, affiancato da Gianmarco Pozzecco. Venne ingaggiato anche il “Vate” Valerio Bianchini per collaborare alla trasmissione Sottocanestro, mandata in onda al venerdì in seconda serata: una rubrica ben realizzatacon uno stile più accessibile (o user friendly se preferite) per avvicinare o riavvicinare i potenziali o i vecchi appassionati del basket.
 
[Lo spot di presentazione della Serie A di basket su La7.]
 
Dopo un promettente inizio (Supercoppa tra Siena e Cantù seguita da 220.000 spettatori e la prima puntata di Sottocanestro da 530.000 spetttori), ci si scontrò con dati poco lusinghieri. Si è avuta l’impressione che il lungo esilio sul satellite abbia ulteriormente disabituato gli sportivi italiani a seguire la palla a spicchi. La media di ascolti stagionale si sarebbe attestata su La7 a 159.000 spettatori, mentre le partite trasmesse su Rai Sport ebbero una media di 108.000 [10].
 
A ciò si aggiunse la poca fiducia dimostrata da La7, la quale ai primi segnali di una flessione degli ascolti anticipò l’orario alle 16.10, laddove il basket non avrebbe nuociuto al palinsesto. La situazione precipitò all’inizio del girone di ritorno con lo spostamento alla rete gemella dedicata all’universo femminile La7D. Un gesto che affossò ultimamente gli ascolti provocando la reazione della Lega Basket, che minacciò la citazione in Tribunale per l’inadempimento contrattuale, scongiurata da un’operazione di subcessione dei diritti a Sportitalia per la trasmissione delle partite in simulcast, avvenuta nella stagione seguente, in modo da ampliare il bacino d’utenza [11].
 
Sportitalia godeva infatti di un ottimo consenso tra gli appassionati, avendo trasmesso negli ultimi anni Eurolega, NBA, Liga ACB, LegaDue (nella stagione 2010/2011) alla DNA, fino alla Nazionale nel biennio 2011-2013 (qualificazioni europee, femminile e nazionali giovanili), lanciando un competente nucleo di giovani telecronisti come Niccolò Trigari e Michele Gazzetti, affiancati dalla voce della chioccia Dan Peterson e dall’esperienza televisiva di Guido Bagatta.
 
La stagione 2012/2013 si è attestata sui dati di ascolto della precedente Regular Season, per poi subire una sorprendente crescita nel corso dei Play-off, con un ascolto medio per gara di 206.672 telespettatori (rispetto ai 139.120 della stagione precedente) [12]. La serie di Finale ha fatto segnare un risultato medio di 313.955 spettatori, con un picco in gara 4 tra Roma e Siena di oltre 330.000.
 
Gli Europei trasmessi da Rai Sport a settembre hanno confermato una tendenza positiva, con le gare degli azzurri arrivate a sfondare quota 1 milione di audience nel quarto di finale contro la Lituania, convincendo la Tv di Stato a continuare a credere nel basket nostrano.
 
In vista delle stagioni 2013/2014 e 2014/2015 della Serie A, il pacchetto silver non ha trovato un concreto interesse ed è rimasto invenduto. Sportitalia sarebbe potuta essere un partner importante, ma le difficoltà economiche dell’emittente non hanno reso possibile tale eventualità [13]. L’ultima asta ha visto la conferma di Rai Sport per i primi diritti, mentre il nuovo pacchetto bronze (diritti per la diretta di una terza partita e  differita dei quarti di play-off) è stato acquistato dal gruppo RCS con il sito Gazzetta.it che trasmetterà in streaming.
 
La Web Tv è l’ultima frontiera dei media, in cui la Lega Basket sta cercando di investire, con la decisione di produrre in proprio le partite con proprie telecamere (da questa c’è un accordo con Fastweb per il cablaggio in rete dei vari campi). Ciò permette sia alle emittenti locali che ad eventuali portali di Web Tv di ottenere le immagini in diretta senza troppi oneri. Finora a non è stata dedicata dalle emittenti un’adeguata cura, in particolare a livello di qualità dell’immagine, dovuta ad una ritrasmissione con mezzi informatici inadeguati.
 
NOTE
1.Fonte: Sport System Europe.
2. Giuliano Balestreri, Un canestro da 107 milioni, Il Sole 24 Ore, 11 ottobre 2009.
3.Le due partire più viste furono Gara 3 di finale tra Milano e Siena (media di 113.810spettatori e lo 0,6% di share) e il match tra Treviso e Milano (100.297). Le partite con la minor audience furono Montegranaro-Caserta (10.072)e Pesaro-Avellino (5.300). Fonte: Sport System Europe.
4.La quota delle risorse da distribuire in parti uguali fra tutti i partecipanti a ciascuna competizione non può essere comunque inferiore al 40%, mentre la quota determinata sulla base del risultato sportivo non può essere inferiore a quella determinata sulla base del bacino d’utenza. I criteri di ripartizione sono determinati con deliberazione adottata dall’assemblea di Lega con la maggioranza qualificata dei tre quarti degli aventi diritto al voto.
5.Luca Chiabotti, La crisi sbarca in televisione. Niente soldi per l’Europa, La Gazzetta dello Sport, 22 agosto 2009, pag. 41.
6.Ad aprile 2013 il numero degli abbonati a Sky è pari a circa 4.579.315 abbonati (di cui2.716.739 in possesso del pacchetto Sport)per una platea di oltre 12,5 milioni di telespettatori. Fonte: Istituto Barometro su dati Auditel.
7.Nell’ambito della indagine conoscitiva sulla proposta di legge C. 2800 recante “Disposizioni per favorire la ristrutturazione di impianti sportivi e stadi” (definita “Legge Butti/Lolli”) approvata in prima lettura dal Senato.
8.Dal comunicato della Lega Basket L’audizione di Renzi alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati, www.legabasket.it, 15 giugno 2010.
9.In quello stagione picco di 134.507 spettatori in prime time per la semifinale Milano-Cantù, mentre solo in 124.000 assistettero alla gara che aveva consentito a Siena di laurearsi campione d’Italia.
10.Gli ascolti ebbero un massimo di 268.981 spettatori di media su Rai Sport 1 per Milano-Varese e 216.049 su La7 per Pesaro-Milano, peraltro alla 1a e alla 2a giornata di campionato, per poi scemare. Fonte: Enrico Campana, EA7, en plein Armani negli ascolti Tv!, www.pallarancione.com, 29 maggio 2012; Stefano Valenti, Basket, diritti tv già in vendita: in corsa la Rai, ma c’è il ritorno di Sky, www.repubblica.it, 2 aprile 2013.
11.Operazione valutata 200.000 euro, versati dalla tv di Bruno Bogarelli al network di Telecom Italia Media, che sono stati girati alla Lega Basket e quindi alle società.
12.Di gran lunga superiore rispetto alle medie di rete e di oltre un terzo delle delle partite del campionato di calcio di Serie A trasmesse in Tv.
13.È notizia recente la chiusura di Sportitalia, che ha provocato tra gli altri lo scioglimento dei contratti appena firmati con la nuova LNP, costretta a trasmettere le partite settimanali della DNA Gold e Silver in streaming sul proprio sito Web.
 
IL BASKET DEGLI ANNI 2000
Alcuni momenti televisivi.
 
Serie A 2004/2005
Sigla del Campionato
 
R&B su Sky Sport.
Puntata dedicata al Teramo Basket
 
Sotto Canestro su La7.
A scuola di basket con coach Valerio Bianchini.
 
[FINE]
 
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