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Gianluca Ginoble
IL GRANDE AMORE DEI SUOI AMICI COMMUOVE GIANLUCA
Roseto, borgo antico di Montepagano, lunedì 16 febbraio 2015. Gianluca Ginoble si gode, commuovendosi più volte, la festa che i suoi amici della Pro Loco di Montepagano hanno organizzato per lui. Fuori d’artificio compresi.
[Mimmo Cusano]


Tantissima gente nell’emozionante serata svoltasi a Montepagano, per festeggiare la vittoria del Festival di Sanremo da parte del Volo.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 17 Febbraio 2015 - Ore 03:00

«Gli italiani vi ritrovano un poco di se stessi e della loro voglia di ricostruzione dopo gli anni della grande crisi».
 
Così commenta Aldo Cazzullo, sul Corriere della Sera, il successo del Volo a Sanremo, con la canzone “Grande Amore”.
Cazzullo, che nel 2008 vinse a Roseto degli Abruzzi il Premio Letterario “Città delle Rose”, Sezione Tematiche Giovanili “Micol Cavicchia”, con il suo “Outlet Italia”, edito da Mondadori.
 
La riflessione di Cazzullo l’ho letta sulla pagina Facebook di Valerio Bianchini, il Vate del Basket, allenatore campionissimo capace di vincere 3 Scudetti in 3 città diverse, oltre a Coppe Campioni e altri trofei.
Bianchini, che nella prima metà degli Anni 2000 lavorò come dirigente nel Roseto Basket.
 
Insomma, Roseto degli Abruzzi è una costante. Ma non è di questo che volevo scrivere. Questo è solo il bisogno di trovare Roseto degli Abruzzi in ogni fibra vivente che emana buone vibrazioni :o)
 
Volevo scrivere della festa che gli amici della Pro Loco di Montepagano hanno organizzato poche ore fa a Gianluca Ginoble, fresco di vittoria del 65° Festival di Sanremo, con il Volo.
 
Sono dei pazzi scatenati, quelli della Pro Loco di Montepagano. Sembrano davvero usciti dagli Anni ’50, per dirla con Cazzullo. Sono presi dalla voglia di fare e niente ha potuto impedire loro di dimostrare l’amore per il compaesano Gianluca, organizzando una festa super in una dozzina di ore. Un grande amore. E che io possa non bere più Montepulciano d’Abruzzo se ho cercato la paraculata per citare il nome della canzone.
 
Nel 1969, anno in cui sono nato, tre colossi come Vinicius de Moraes (un mito e basta così), Sergio Endrigo (vincitore del Festival di Sanremo del 1968 con “Canzone per te”) e Giuseppe Ungaretti (poeta che si studia a scuola, nelle antologie del ‘900) si misero insieme dando vita all’album “La vita, amico, è l’arte dell’incontro”, per la Fonit Cetra.
 
Il lavoro è semplicemente meraviglioso e in una delle canzoni, che si chiama “In te amo”, Giuseppe Ungaretti, con la sua voce solenne e terribile, scandisce:
 
In te amo
i grandi occhi
sovrumani
dove sondo
sommozzatore
la voragine buia
nell'ansia di scoprire
negli arcani più fondi
sotto l'oceano oceani
e più in là
la mia immagine.
 
 
Ehi, parliamo di Giuseppe Ungaretti, uno che in trincea durante la Prima Guerra Mondiale, sul Carso, nel 1916, scrisse “Nostalgia”. E siccome la poesia potrebbe salvare il mondo (ma la vedo dura), io ve la propongo.
 
NOSTALGIA

Quando

la notte è a svanire
poco prima di primavera
e di rado
qualcuno passa

Su Parigi s'addensa
un oscuro colore
di pianto

In un canto
di ponte
contemplo
l'illimitato silenzio
di una ragazza
tenue

Le nostre
malattie
si fondono

E come portati via
si rimane.
 
Uno che scrive “E come portati via si rimane”, uno che riesce a dare in 6 parole l’esatta dimensione dell’inesplicabilità della vita umana, meriterebbe di essere conosciuto come il Padre Nostro.
 
Ho ripensato a questi versi stasera, mentre gli occhi di Gianluca Ginoble venivano aggrediti dalle lacrime. Non riusciva a parlare, non riusciva a spiegarsi come tante persone fossero di lunedì sera a Montepagano, in piazza, al freddo e sotto la pioggia (che ha dato tregua in modo quasi sovrannaturale), pur di condividere con lui una gioia.
 
Gianluca era portato via dalle emozioni. Rimanendo.
 
Poi guardavo i ragazzi della Pro Loco, sbattersi come tamburi. E nella capoccia è tornato a ballonzolarmi il disco del 1969 che ho su una stagionatissima musicassetta. Ecco un altro frammento. Questo si chiama “Sonetto dell’amore totale” ed è sempre Giuseppe Ungaretti, con la sua voce fatta bisturi, ad operare senza anestesia.
 
Ti amo tanto
amore mio
non canta il cuore umano
con più verità
amo te
come amico
e come amante
in una sempre diversa
realtà
ti amo affine
di calmo amore pronto
e da oltre
ti amo
presente e nostalgia.
Ti amo
insomma
con grande libertà
dentro l'eterno
ed in ogni momento
come ama l'animale
ti amo
semplicemente
d'amore privo di mistero
e privo di virtù
con un desiderio massiccio
e permanente
e di amarti talmente
e di frequente
un giorno
nel corpo tuo di repente
arderò da morire di amare
più che uno possa.
 
 
“Ti amo / insomma / con grande libertà / dentro l'eterno / ed in ogni momento / come ama l'animale / ti amo / semplicemente / d'amore privo di mistero / e privo di virtù / con un desiderio massiccio / e permanente”. Ecco, questo penso sia l’amore che quelli della Pro Loco hanno per il loro amico Gianluca. Da sempre.
 
La serata è stata molto bella. Piena di gente che diventava poesia anche nell’isteria di chiedere un selfie con Gianluca. Un mare di gente che chiedeva semplicemente di sognare, stare bene, fraternizzare, vivere di un lavoro dignitoso e amare le persone care.
 
Premi, riconoscimenti, collegamenti telefonici con New York per salutare la piccola Iaia che sta combattendo la sua lotta contro una malattia rara, le chiavi della città e la nomina ad ambasciatore di Roseto, i mille sorrisi. Quanta roba in una sera sola!
 
Grazie ai ragazzi della Pro Loco di Montepagano, grazie a Francesca Martinelli e Paolo Di Vincenzo con i quali ho condiviso il piacere di stare di fronte a tanta gente.
 
POST SCRIPTUM
 
GIANLUCA GINOBLE, IL VOLO E LA DISINFORMAZIONE.
Secondo qualche “giornalistone”, pagato molto bene (troppo?), Il Volo negli Stati Uniti si esibirebbe solo nelle pizzerie.
Quel che Il Volo ha da dire lo dice Il Volo. Io non sono il loro addetto stampa.
Sono solo un giornalista di provincia, che scrive a 16 euro lordi a pezzo (9 lordi i pezzi più piccoli, e sono fortunato... visti i tempi) e che prima di scrivere si informa, riscontra, controlla.
Ecco, a questi soloni di colleghi espertissimi, che siedono su poltrone di mass media nazionali, sarebbe bastato fare qualche controllo, invece di farsi prendere la mano dalla smania di dirla più grossa di tutti, senza conoscere i fatti.
E allora dedico questa esibizione di Gianluca Ginoble ai giornalisti e critici che sostengono che il Volo negli USA canta solo nelle pizzerie. Non perché esibirsi nelle pizzerie sia un problema, bensì perché non è vero e quindi loro sono cattivi professionisti, “bufalari” di professione.
Questa è una esibizione del 27 settembre 2013, al Radio City Music Hall di New York, alias The Showplace of the Nation. Un posto da circa 6.000 spettatori, in cui si sono esibiti, fra gli altri, artisti come Frank Sinatra o Roger Waters dei Pink Floyd.
Ciaone, invidiosetti che vorreste avere un talento che non avete (cantare) e che così stuprate pure l’altro eventuale talento che forse avete (scrivere). E continuate a vivere male, agognando l’esistenza di qualcun altro perché non riuscite ad avere una vostra vita normale.
 
Luca Maggitti
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