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Italia e Futuro
CRISTINA E ANDREA: INSEGNANTI E STUDENTI INSIEME, PER MIGLIORARE SCUOLA E PAESE.
Cristina Deleo.

Andrea Carnevale.

Da un’amicizia nata grazie al Premio Borsellino, l’approfondimento di un progetto di una scuola di Milano a cura dell’insegnante Cristina Deleo e l’intervista allo studente tredicenne Andrea Carnevale.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 01 Agosto 2015 - Ore 18:45

Ho conosciuto Cristina Deleo grazie al Premio Borsellino e agli amici Maddalena Tupponi e Paolo Piscone. Erano venuti a Giulianova per la giornata di premiazione dell’edizione 2012, tutti e tre da Milano.
Grazie a Facebook, l’amicizia è continuata virtualmente e così un giorno ho chiesto a Cristina lumi su delle riflessioni di un suo studente – lei è una insegnante – che mi sembravano molto interessanti e che lei aveva riportato.
Cristina mi ha dato qualche notizia, parlandomi anche di un progetto di educazione alla cittadinanza. Così mi è venuta voglia di intervistare questo ragazzino 13enne, che nell’anno scolastico scorso ha frequentato la terza media.
Ottenuta l’approvazione dei genitori per l’intervista, l’ho realizzata mediante email e grazie sempre a Cristina.
Eccovi, dunque, uno scritto introduttivo di Cristina Deleo e la mia intervista allo studente, che si chiama Andrea Carnevale.
Luca Maggitti
 
L’EDUCAZIONE ALLA CITTADINANZA
Da anni nel nostro Istituto (Istituto Comprensivo statale “De Andreis” di Milano, Dirigente Scolastica Laura Metelli) si è avviato un percorso di Educazione alla cittadinanza che ha privilegiato una didattica di tipo laboratoriale: Educazione alla cittadinanza quindi come esercizio di funzioni.
In particolare attraverso il "Progetto dei Rappresentanti di classe" si è data ai ragazzi la possibilità di sperimentare e praticare in piena autonomia il ruolo appunto di rappresentante con relative candidature, assemblee, consigli degli studenti, etc..
Ciò ha permesso di agganciarsi in modo armonico al Progetto CDZRR (Consiglieri di zona delle ragazze e dei ragazzi), promosso dal Comune di Milano in tutte le nove zone.
Tale Progetto ha consentito di avviare un intenso dialogo tra insegnanti, studenti, operatori di Associazioni del territorio, Consiglieri ed Assessori delle nove zone che si incontrano regolarmente nel corso dell'anno scolastico.
Interessanti i risultati per il raggiungimento degli obiettivi formatici contenuti nei Pof (Piani dell'offerta formativa) delle singole scuole.
Tanti i progetti avviati nel nostro Istituto, infine, e riconoscimenti che ci riempiono di orgoglio, ultimo dei quali la vittoria al Concorso in materia di Educazione alle legalità dal titolo "Corruzione e criminalità organizzata: azioni contro l'illegalità" e "Centri di promozione della legalità", promossi dall'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia per l'Anno Scolastico 2014-2015.
Una Scuola che fa scuola!
Una vera e propria Scuola di Democrazia.
Cristina Deleo
 
INTERVISTA AD ANDREA CARNEVALE
 
Andrea, cos’è per te la politica?
«Ho fatto alcune ricerche e ho scoperto che la parola politica si riferisce al termine greco polis o meglio città, quindi sono arrivato alla conclusione personale che la politica è una forma di amministrazione del territorio, per gestire e migliorare la vita delle persone».
 
Da grande che lavoro ameresti fare?
«Da grande mi piacerebbe fare un lavoro con il quale so di aiutare le persone concretamente».
 
Cosa ha significato per te partecipare al Progetto Rappresentanza e al Progetto CDZ4RR?
«Partecipare ai Progetti Rappresentanza e CDZ4RR, è stata un’occasione con cui è stato possibile iniziare a “masticare” ciò che ci potrebbe interessare praticamente nel futuro. Il confronto con persone adulte ha contribuito a sviluppare abilità molto utili per lavorare in questo settore».
 
Lavorare per sé e per gli altri è divertente o noioso?
«La mia esperienza mi ha insegnato a cercare sempre un lato positivo in un incarico, anche se alcuni di essi non sono di mio gradimento».
 
Cosa avete fatto di concreto per la vostra scuola e per il quartiere?
«Per la mia scuola sono stati attuati piccoli ritocchi di manutenzione, per il quartiere sono state fatte diverse iniziative: è stata ripulita la facciata del Museo del Fumetto, sono stati posti sotto i riflettori i cortili e le attività ad essi collegati, sono stati sensibilizzati i cittadini sulla cura del proprio habitat naturale in collaborazione con Legambiente, è stata riqualificata l’area tra via Bezzecca e via Morosini, è stato attenzionato il servizio ristorazione finalizzandolo al suo miglioramento, sono stati realizzati numerosi cartelli con frasi e vignette per sensibilizzare gli abitanti sulla sicurezza ed il rispetto dell’ambiente. Infine, grazie alla segnalazione dei consiglieri di zona, un pedofilo in Piazza Marinai d’Italia è stato arrestato».
 
I grandi vi prendono sul serio o vi snobbano?
«I grandi ci trattano come persone adulte riconoscendoci l’importanza del compito svolto».
 
Come giudichi i politici con i quali ti sei rapportato?
«Non posso giudicare queste persone in quanto non conosco approfonditamente il loro operato, ma per quanto riguarda il lavoro svolto con noi ragazzi, sono stati attenti a far emergere l’importanza di svolgere un buon lavoro».
 
Quali pensi siano i maggiori problemi della tua scuola, del quartiere e dell’Italia?
«Per quanto riguarda i problemi della mia scuola, da studente non ho cose particolari da rilevare, mentre ho sentito molti commenti negativi da parte dei genitori per un serio problema di presentazione dell’offerta formativa da parte degli insegnanti del mio plesso, in confronto all’altro plesso di scuola media presente nel comprensivo. Per quanto riguarda il quartiere, pur essendo molto attivo, con oratorio ed associazioni varie che propongono molte attività, quello che manca è uno spazio dedicato ai ragazzi, dai 14/15 anni in su, in cui potersi riunire, organizzare attività di aggregazione, musica, spettacoli ed altro. Insomma qualcosa che permetta di divertirci anche in quartiere senza necessariamente dover uscire. Per quanto riguarda l’Italia, la cosa che maggiormente mi preoccupa, visto il forte periodo di crisi che stiamo vivendo, riportato spessissimo da giornali e telegiornali, è quello di riuscire a trovare un buon lavoro proprio qui, in Italia».
 
Cosa ti hanno lasciato questi progetti?
«Mi hanno insegnato a sapermi comportare in contesti di questo genere, a utilizzare un linguaggio corretto, a confrontarmi con tipologie di idee differenti dalle mie e sapermi sempre mettere in gioco».
 
Hai da proporre eventuali linee programmatiche o soluzioni in merito ai problemi evidenziati?
«Ho maturato la convinzione di avere avuto l’opportunità di un percorso virtuoso che mi ha aiutato a crescere e maturare. Di questo sono grato agli insegnanti, agli studenti, ai rappresentanti istituzionali con i quali mi sono confrontato e spero che anche in forme diverse questo cammino non si interrompa».
Luca Maggitti
 
ROSETO.com
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