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Fischi Europei – Luigi Lamonica
IL RISVEGLIO TREMENDO, I COMPLIMENTI DI KOTLEBA, IL COMPLEANNO DI VITTORIO.
Prima di Grecia-Slovenia. Da sinistra: Cici, Lamonica, Jimenez e Ylmaz (stand-by).

Stretching di squadra: Jimenez e Lamonica.

Il bus per il trasferimento dall’hotel all’arena.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese agli Europei 2015, ci racconta la sua esperienza.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 10 Settembre 2015 - Ore 00:30

Puntata 09 di mercoledì 9 settembre 2015.
 
Buongiorno da Zagabria.
Oggi è stata una lunga giornata, iniziata diciamo maluccio e finita invece alla grande.

Stamattina la sveglia mi ha letteralmente buttato giù dal letto. Non sapevo né dove ero, né cosa stavo facendo, né cosa dovevo fare. Continuavo a sentirla e a non capire il motivo di tutto quel rumore. Ero completamente nel mondo dei sogni e, per di più, avevo dolori da tutte le parti: gambe schiena, ginocchia. Infine, quando ho realizzato dove ero mi sono detto, alquanto alterato: “Ho anche la prima partita oggi!”.

Così, trovando veramente non so dove un briciolo di energie, mi sono svegliato con una razione abbondante di acqua ghiacciata in faccia, iniziandomi a preparare per il consueto risveglio atletico mattutino. Alle 8, tutti puntuali. E devo dire che l'aria, a quell'ora, qui a Zagabria è abbastanza frizzantina. Bene per me: mi ha aiutato a connettere il cervello alle gambe.

Corsetta di 15 minuti nel giardino che è di fronte al nostro hotel e che è racchiuso  da 2 strade a tre corsie che portano all'aeroporto di Zagabria, ritorno in hotel, stretching più che mai necessario e doccia prima della colazione, che per me è stato un vero pasto, visto che avendo la gara alle 15 e ho preferito saltare il pranzo.

Al meeting delle 10 – ormai la nostra giornata in questi Campionati sono sempre cadenzate con gli stessi orari e gli stessi appuntamenti – altra notizia non proprio positiva: la scelta dei 20 arbitri che si trasferiranno a Lille, e di conseguenza i 20 che torneranno a casa, sarà comunicata domani sera dopo l'ultima partita. Personalmente avrei preferito saperlo prima: il fatto di preparare le valigie e non sapere la destinazione mi mette un po’ di ansia.
 
Però capisco anche i motivi: prima di tutto le scelte andranno fatte in base anche alle squadre che si qualificheranno per le fasi successive. Domani ci saranno partite importanti sia per la qualificazione sia per le posizioni di classifica, che vogliono dire anche gli accoppiamenti per le fasi successive. Quindi, avere 20 arbitri forse demotivati, o peggio ancora delusi, potrebbe essere un problema. Dunque, come al solito, si accetta la decisione e si rimanda a domani tutta la questione valigie e biglietti aerei.

Dopo il meeting, incontro con i miei colleghi di oggi: lo spagnolo Benjamin Jimenez e l’albanese Gentian Cici, per parlare della partita, di come avremmo dovuto impostare la gara, quali i punti da focalizzare, i giocatori chiave e accordarci anche con l'arbitro stand-by per avere 2 occhi in più all'occorrenza. Perchè ci siamo detti: “Sarà una partita difficile tra due squadre difficili, che giocano un basket fisico e veloce”.
 
Ero un po’ preoccupato vista la mia condizione fisica, e la partita la stavo già arbitrando nella mia testa, così ho seguito il mio istinto/esperienza e sono tornato in camera per schiacciare un pisolino di un'oretta. E devo dire che è stata la scelta giusta. Questa volta la sveglia non mi è sembrata la sirena per un allarme aereo imminente: sapevo dove ero, cosa dovevo fare e che lo dovevo fare nel migliore modo possibile. Certo i dolori non erano scomparsi, ma con l'aiuto di qualche buon consiglio di Michela, dello studio Fisiopoint, mi sono detto: “Altre volte mi sono sentito peggio, e sono riuscito  a fare bella figura. Ci riuscirò anche oggi”.

Alle 13.30 il bus che ci porta all'Arena era già pronto. Piccola attesa per aspettare tutte le persone della nostra squadra (commissario, istruttore) e partenza per il viaggio di 15 minuti.

Sul bus nessuno parlava. Cercavamo la concentrazione giusta per la gara, sapevamo che era delicata e che l'importante era, come ci ha detto Chema Buceta a Francoforte “focalizzare” quello che dovevamo fare in campo.

E lo abbiamo fatto, aiutati probabilmente dal pubblico presente, soprattutto da parte sloveno, che gremiva la Zagreb Arena.
 
Durante il riscaldamento pre-gara, sentivo che l'adrenalina andava in circolo e più saliva e più le mie gambe rispondevano al meglio. È stata una piacevole sensazione quella di ritrovare, direi finalmente, una discreta forza nella gambe, senza dover pensare ai dolori.

E per la partita di oggi servivano veramente 2 gambe in piena forma, oltre ai riflessi e alla concentrazione.
 
È stata un partita fisica per tutti i 40 minuti, con una tensione palpabile, giocate spettacolari, ma soprattutto grande agonismo e fisicità. E la terna è rimasta concentrata, applicando da subito un criterio forse un tantino permissivo e cioè lasciando passare tutti quei contatti non influenti sul gioco e questo, in modo particolare nel primo tempo, ha permesso di assistere ad azioni fluide con poche interruzioni.

Nel secondo tempo la Slovenia ha cercato di cambiare le carte in tavola mettendo ancora più pressione e ha recuperato lo scarto, fino a portarsi a solo 2 punti di distanza. In questa fase abbiamo applicato quello che ci eravamo detti nel pre-partita tra noi arbitri. Non abbiamo perso il controllo e, soprattutto, non abbiamo modificato di una virgola il criterio adottato.
 
Certo, alcuni errori li abbiamo commessi, ma veramente pochi se consideriamo il gran numero di decisioni prese ad ogni azione. Durante i time out e tutte le volte che abbiamo avuto la possibilità di parlare tra noi tre arbitri, ho sempre avuto la sensazione che ognuno sapesse cosa fare: tre singoli, ma un grande lavoro di squadra e questo ci ha dato sicurezza nei momenti in cui abbiamo dovuto stringere. La fiducia reciproca tra noi è stata la chiave.

A fine gara, appena rientrati negli spogliatoi, abbiamo avuto subito la conferma che il nostro lavoro era stato apprezzato. Lubo Kotleba – oggi in veste  di consulente per la FIBA, ma in passato capo degli arbitri a livello mondiale – era davanti alla porta dello spogliatoio per complimentarsi per il lavoro svolto. Credo, in tante mie partite arbitrate con lui presente, che questa sia la prima volta che lo vedo fare una cosa del genere. E noi della terna ne siamo rimasti felicemente sorpresi.
 
Anche l'istruttore Bruno Vautier, nel suo consueto debrief del dopo partita, è sembrato molto contento del nostro lavoro. E la cosa che più mi ha fatto piacere sono state le parole che ha avuto per Gentian Cici, il quale migliora di giorno in giorno aumentando il suo bagaglio personale di esperienza, che sono sicuro un giorno lo porterà ad essere un arbitro di primo livello in Europa.

Inutile dire che, nello spogliatoio e nel nostro viaggio di ritorno, seppure stanchi, la tensione e la concentrazione avevano lasciato il posto alla leggerezza alle battute ed alle risate.

Abbiamo concordato di cenare alle 20.30, prima del ritorno dell'ultimo gruppo e dei “capi”, in modo da poter festeggiare, senza eccessi, la partita di oggi con una birretta. Piccola.

Durante la cena, designazioni per domani alle 18: Georgia-Croazia, insieme a Jimenez e  Collin.
 
E siccome non c’è due senza tre, credo che avrò di nuovo la mia dose di fischi alla presentazione.

Domani, giovedì 10 settembre, conoscerò se il mio viaggio al Campionato Europeo 2015  continuerà. Domani che per me è un giorno speciale: il 10 settembre, infatti, è il compleanno di Vittorio Sargiacomo, il mio primo compagno di coppia, purtroppo prematuramente scomparso.
 
Ma io so che Vittorio è sempre sui campi dove arbitro, tifa per me e io con lui ho un conto aperto...
 
Auguri Compà, continua a seguirmi da lassù.
 
ARCHIVIO > Le puntate precedenti.
 
Puntata 01 di martedì 1 settembre 2015.
A FRANCOFORTE, PER UNA NUOVA AVVENTURA CONTINENTALE.
 
Puntata 02 di mercoledì 2 settembre 2015.
SUI BANCHI A STUDIARE, SUI CAMPI A SUDARE. E SENZA RUSSARE!
 
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TEST SUPERATI, SI VA A ZAGABRIA.
 
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QUANDO NON BASTA NEANCHE L’ISTANT REPLAY
 
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I DIARI DI LUIGI LAMONICA
 
CAMPIONATO MONDIALE 2010
TURCHIA, Istanbul.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Mondiale fra USA e Turchia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Mondiale.]
 
EUROLEGA 2011
SPAGNA, Barcellona.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Panathinaikos Atene e Maccabi Tel Aviv.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
CAMPIONATO EUROPEO 2011
LITUANIA, Kaunas.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Europeo fra Spagna e Francia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Europeo.]
 
EUROLEGA 2012
TURCHIA, Istanbul.
Luigi Lamonica arbitra la Finale di Eurolega fra Olympiacos Pireo e CSKA Mosca.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
OLIMPIADI 2012
REGNO UNITO, Londra.
Luigi Lamonica arbitra la Semifinale delle Olimpiadi fra Spagna e Russia.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario Olimpico.]
 
EUROLEGA 2013
REGNO UNITO, Londra.
Luigi Lamonica arbitra la Semifinale di Eurolega fra Real Madrid e Barcellona.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario di Eurolega.]
 
CAMPIONATO EUROPEO 2013
SLOVENIA, Lubiana.
Luigi Lamonica arbitra la Finale del Campionato Europeo fra Francia e Lituania.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario.]
 
CAMPIONATO MONDIALE 2014
SPAGNA, Madrid.
Luigi Lamonica arbitra il Quarto di Finale del Campionato Mondiale fra Francia e Spagna.
[Ultima puntata, con i link a tutte le puntate del Diario.]
 
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