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Basciano, provincia di Teramo.
UN CATERPILLAR CONTRO UN MARE DI NEVE
Basciano. La piazza in cui si svolge l’annuale sagra del prosciutto. Il puntino all’orizzonte è un uomo.
[Ercole Di Filippo]


Il Comune, senza luce da 5 giorni, è allo stremo. Crolli con animali morti, persone isolate da giorni, il Sindaco ferito durante i soccorsi. L’intervista al Vice Sindaco Ercole Di Filippo. Serve aiuto subito.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 20 Gennaio 2017 - Ore 17:45

In queste ore l’Abruzzo intero segue – col cuore in gola – gli eroici soccorritori che lottano contro il tempo, per salvare le persone coinvolte nella tragedia di Rigopiano.
 
Sempre in queste ore, però, ci sono decine di Comuni in ginocchio, con migliaia e migliaia di malati, bambini, anziani, donne e uomini che rischiano la vita, dopo 5 giorni senza corrente elettrica e gas metano.
 
Uno di questi comuni è Basciano, 2.400 abitanti, famoso per la sagra del prosciutto, che è allo stremo. Intorno alle 14 sono riuscito a sentire telefonicamente il vice sindaco, Ercole Di Filippo, per un punto della situazione.
 
Ecco l’intervista. Ma prima del mio lavoro di giornalista, la mia richiesta di uomo: chi può faccia qualcosa per aiutarli!
 
Vice Sindaco, qual è la situazione intorno alle due del pomeriggio di venerdì 20 gennaio 2017?
«Tragica. Il sindaco, Alessandro Frattaroli, si è rotto il perone perché, alle due di notte, era come tutti noi impegnato a portare soccorsi su di un mezzo, impegnato a indicare la strada da seguire, visto che la neve ha coperto tutto. Basciano è allo stremo e visto che nessuno risponde ai nostri appelli da giorni, non ci resta che provare a urlare la nostra richiesta di aiuto».
 
Quali le urgenze maggiori?
«Siamo al quinto giorno senza energia elettrica, anche se l’Enel ci ha promesso due generatori che dovrebbero arrivare in serata».
 
Immagino quindi che Basciano sia paralizzata...
«La neve arriva a due metri nel centro del paese e i cumuli, se provi ad aprirti un varco, arrivano a quattro metri. Abbiamo isolate le frazioni di Tomolati, Contrada Sbaragli, Contrada Rio, Villa Guidotti, Contrada Marrandino, Zona Modano, Piane Mulino, Santa Maria. Il territorio comunale ha anche molte case sparse e non sappiamo se dentro quelle abitazioni la gente stia bene, perché sono tute isolate e al momento irragiungibili».
 
Com’è la tenuta delle costruzioni, con il carico dell’eccezionale quantità di neve caduta?
«Siamo in piena emergenza. La chiesa di Santa Maria ha il tetto crollato, due capannoni con pollame dentro sono crollati, con la morte degli animali, e un terzo, con dentro 80 vacche da latte, è a rischio. Anche nella florida zona industriale, con aziende di rilevanza nazionale come Golden Lady, i capannoni sono a rischio e i solai scricchiolano sotto il peso della neve. Noi riceviamo foto e richieste di aiuto, ma siamo impossibilitati a soccorrere, perché a nostra volta abbiamo bisogno di aiuto».
 
Quanti mezzi avete messo in campo per fronteggiare il piano neve?
«Il piano neve prevedeva 8 mezzi, di cui 7 fuori uso dopo 3 giorni ininterrotti di lavoro. Resta solo un caterpillar, che lavora h24 grazie a operatori instancabili che si danno il cambio. La scorsa notte alle 3 e stamattina alle 6, l’assessore Riccardo Valente e io siamo andati a portare benzina, per non farlo fermare. Ma è rimasto l’unico mezzo. Consideri che per liberare un chilometro e mezzo di strada ha impiegato 7 ore, perché abbiamo problemi in una frazione isolata con malati in dialisi e bambini e anziani al freddo».
 
Non avete ricevuto nessun aiuto da Regione, Provincia, Protezione Civile?
«Non voglio fare polemica, ma siamo qui da tre giorni senza dormire – l’assessore Valente che mi è testimone e io – e nonostante i nostri ripetuti appelli alla Provincia, nessuno ci ha richiamato. Sono il Vice Sindaco e mi assumo la responsabilità di ciò che affermo. Non abbiamo ricevuto una pala dall’esterno. Noi qui abbiamo forza e buona volontà, ma nessuno ci ha ancora soccorso. E per la neve che è caduta, qui c’è bisogno di turbine, scavatori, mezzi adatti a fronteggiare una emergenza che, se non viene vista, rischia di apparire persino incredibile, con cittadini che escono dalle finestre del primo piano, scivolando su accumuli di neve alti quattro metri».
 
Non dovevano arrivare dei soldati?
«La Regione Abruzzo ha emesso un comunicato martedì scorso, dicendo che ci avrebbero inviato 10 soldati. Il comunicato è stato rilanciato e sottoscritto dalla provincia di Teramo. Quindi, noi, nottetempo, ci siamo organizzati per dare alloggio e ospitalità a questi poveri cristi che sarebbero venuti ad aiutarci. Beh, sappia che ad oggi non si è visto nessuno e non sappiamo neanche dove siano finiti quei soldati!».
 
Possibile che dall’unità di crisi provinciale non vi abbiano mai risposto?
«Le ripeto, mi assumo la responsabilità di ciò che dico. E affermo che fino a ora è così. Dopo la neve e le scosse di terremoto abbiamo telefonato ripetutamente, l’assessore Valente e io, al centro di coordinamento, che ha trasferito l’unità di crisi al Parco della Scienza. Abbiamo lasciato il nostro numero telefonico a più persone, pregando sempre di essere contattati, ma nessuno si è fatto sentire. Siamo arrivati persino a dire, provocatoriamente: “Richiamateci anche solo per mandarci a cagare, ma richiamateci”, ma ancora nulla. L’unico che mi ha richiamato è stato il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, per annunciarmi i due generatori che stiamo aspettando, e la signora dell’Enel, credo faccia di cognome Gizzi, per confermarmi questo arrivo».
 
Insomma: una situazione davvero complessa...
«Io sono qui da tre giorni e non so nulla di mia moglie e dei miei tre figli, quindi spero che questo impegno serva a tutta la nostra comunità. Stiamo andando avanti con il generatore del Comune, col quale ricarichiamo il telefono cellulare per tenerci in contatto con il mondo. Al quinto giorno in queste condizioni, fra nevicata eccezionale, terremoto e assenza di energia elettrica, siamo allo stremo e chiediamo aiuto per soccorrere i tanti nostri concittadini bloccati. Perché con un caterpillar solo non possiamo farcela. E poi i problemi sono, purtroppo, soltanto all’inizio».
 
In che senso?
«Adesso è una catastrofe, ma le dimensioni del disastro potrebbero raddoppiare se le temperature dovessero rialzarsi bruscamente. Se continua questo clima, e quindi a sciogliersi così la neve, va bene. Altrimenti, verranno giù le colline e rischiamo di venire spazzati via in molti».
 
Vice Sindaco, registriamo il suo grido di allarme e aiuto e lo rilanciamo, sperando che le autorità sovracomunali presto vi supportino...
«Grazie. Non è il momento delle polemiche e ho il massimo rispetto dei comuni della montagna, che soffrono più di noi e davanti ai quali mi inchino, così come riporto il grido di aiuto di altri comuni isolati come Cermignano. Però c’è bisogno di uno sforzo eccezionale, perché da soli non ce la faremo mai».
 
Saluto Ercole Di Filippo, dopo qualche minuto ricevo da lui alcune foto e non mi resta che prendere atto delle sue ragioni.
Il Vice Sindaco di Basciano ha ragione. Così come avevano ragione i sindaci di Notaresco e Atri che ho sentito nei giorni scorsi.
Serve un impegno eccezionale, serve una mobilitazione nazionale, perché l’Abruzzo da solo non ce la può fare.
C’è bisogno dell’Italia intera, per fare presto e aiutare gente che da quasi una settimana sopravvive. E rischia davvero di morire!
 
Grazie a tutti quelli che, potendo per ruolo e funzione, faranno qualcosa di utile e immediato.
 
Luca Maggitti
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