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Serie A2 – Roseto Sharks
VERRÀ LA MORTE E AVRÀ I TUOI OCCHI...
Francesco Infante.
[Mimmo & Andrea Cusano]


Federico Zampini.
[Mimmo & Andrea Cusano]


Roberto Marulli e Andy Ogide.
[Mimmo & Andrea Cusano]


La partita, le dichiarazioni dei coach Di Paolantonio e Zanchi, le riflessioni sul futuro, le foto di Mimmo & Andrea Cusano.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 05 Novembre 2017 - Ore 23:30

ROSETO 72
PIACENZA 88
Parziali: 14-25; 22-22 (36-47); 15-17 (51-64); 21-24 (72-88).

ROSETO: Combs 7, Alessandrini n.e., D’Eustachio, Lupusor 7, Contento 13, Di Bonaventura 1, Palmucci n.e., Lusvarghi, Zampini 12, Casagrande 9, Infante 23. Coach: Di Paolantonio.

PIACENZA: Guyton 18, Oriti n.e., Costa n.e., Sanguinetti 12, Diouf n.e., Fontecchio 6, Infante 11, Seye n.e., Dincic n.e., Alredge 20, Oxilia 7, Reati 14. Coach: Zanchi.

Arbitri: Ursi, Raimondo, Nuara.

Roseto - Tiri da 2: 18/38 (47%). Tiri da 3: 7/24 (29%). Tiri liberi: 15/22 (68%). Rimbalzi: 37 (22+15).
Piacenza - Tiri da 2: 21/36 (58%). Tiri da 3: 10/21 (48%). Tiri liberi: 16/21 (76%). Rimbalzi: 30 (24+6).


SCENDEREMO NEL GORGO MUTI? – Dopo la sconfitta in casa contro Udine, titolammo – in dialetto – che non era cascato il mondo e tutto era ancora rimediabile.
Dopo aver visto gli occhi dei giocatori del Roseto questa sera contro il Piacenza – e il loro “linguaggio del corpo” – cupi pensieri prendono invece il sopravvento. Infortunati o non infortunati.
Il nodo è negli occhi. E se quegli occhi non cambiano, gli Squali rischiano di essere già morti nel mese dei morti.
Roseto perde in casa contro Piacenza, colleziona la sua sesta sconfitta consecutiva e resta fanalino di coda del Girone Est a quota zero punti. Le altre squadre invischiate nella lotta per la salvezza non corrono (Orzinuovi e Bergamo hanno 2 punti, Ferrara, Imola e Piacenza 4), ma il problema è che la squadra di coach Di Paolantonio sembra non dare più segni di vita dopo soltanto mezza dozzina di partite.
Certo, gli infortuni di Marulli (4 gare saltate su 6) e Ogide (al secondo stop consecutivo) sono da tenere in considerazione, ma anche Piacenza mancava di un giocatore importante come Formenti, eppure ha tenuto in mano le redini di una brutta partita pur giocando male e per di più senza dare l’impressione di faticare.
E se il leader della squadra rosetana è Francesco Infante, designato onesto gregario nello scacchiere pre-campionato, e l’atteggiamento dei giocatori rosetani contro Piacenza conteneva in ogni palleggio un briciolo di sconfitta, allora anche il direttore sportivo e coach Emanuele Di Paolantonio – giustamente osannato lo scorso campionato, al suo esordio – deve interrogarsi sui suoi errori e possibili miglioramenti.
I pazienti tifosi, alla fine hanno contestato il presidente Cimorosi – che ha le sue colpe per aver smantellato la squadra che lo scorso anno ha fatto sognare un’intera città – e fischiato sonoramente Combs. C’è da capirli: si è passati dal Roseto più forte dal 2009 a quello più scarso dal 2009 nel giro di un paio di mesi.
Guardando al futuro, il problema è che il mercato consente un solo ingaggio fino al termine del girone di andata. Il Roseto ha immediatamente bisogno di ingaggiare un leader in campo in grado di fare la differenza in A2, altrimenti rischia di essere mentalmente (e quasi praticamente) retrocesso già dopo le prime nove gare di campionato, nelle quali giocherà almeno 4 scontri diretti. Sabato prossimo, a Bergamo, sarà un’altra partita per la sopravvivenza.
 
LA PARTITA –
Sulla partita, davvero molto brutta, c’è poco da dire.
Piacenza l’ha condotta per 40 minuti filati: dal 4-12 del 5° minuto al 14-25 della fine del primo quarto, che in qualche modo ha già segnato la via.
Nel secondo quarto, Roseto ha provato a battagliare con un 22-22 di parziale, tenuta in piedi da un Francesco Infante versione Karl Malone. Ma se a un portatore d’acqua (in una squadra di A2) viene chiesto di travestirsi da leader, qualcosa non va nelle fondamenta del progetto. E con Combs imbarazzante e Lupusor sprofondato nella mediocrità da tre partite, gli Squali si ritrovano a dover sperare che tiri la carretta il diciottenne Federico Zampini in cabina di regia: play passato dallo Scudetto Under 20 alle durezze del secondo campionato nazionale senza paracadute.
Nel secondo tempo, Piacenza ha continuato a tenere la sorti dell’incontro in pugno prima con il 15-17 del terzo parziale e poi con il 21-24 dell’ultimo quarto, quando Roseto ha definitivamente abbassato le braccia e gli ospiti sono arrivati al +20 (66-86), prima del 72-88 che ha concluso l’incontro.
 
I NUMERI DEGLI SHARKS –
Francesco Infante, 23 punti, 8 rimbalzi, 23 di valutazione in 34 minuti.
Federico Zampini, 12 punti, 4 rimbalzi, 15 di valutazione in 33 minuti.
Marco Contento, 13 punti, 1 rimbalzo, 2 assist, 7 di valutazione in 30 minuti.
Riccardo Casagrande, 9 punti, 5 rimbalzi, 4 di valutazione in 32 minuti.
Darell Combs, 7 punti, 3 rimbalzi, 2 assist, 2 di valutazione in 23 minuti.
Ion Lupusor, 7 punti, 6 rimbalzi, 0 di valutazione in 33 minuti.
Giorgio Di Bonaventura, 1 punto, 3 rimbalzi, -1 di valutazione in 8 minuti.
Marco Lusvarghi, 1 rimbalzo, 0 di valutazione in 6 minuti.

VOCI DOPO LA PARTITA –
Emanuele Di Paolantonio è terreo e laconico: «Ragazzi, c’è poco da dire. Siamo questi. La mia squadra, se fosse al completo, dovrebbe lottare possesso dopo possesso negli allenamenti per crescere e in partita per provare per sbaglio a vincere qualche partita. Invece così, oggettivamente, si fa fatica perché non riusciamo a crescere. Non è per trovare scuse, perché alla fine in campo si va cinque contro cinque, ma i miei ragazzi ci stanno provando con tutte le loro forze, solo che materialmente non ci arriviamo. E allora facciamo fatica e sbagliamo. Anche perché quei miglioramenti che dovremmo fare in allenamento non li facciamo, quindi poi i meccanismi non sono oliati e saltano. Per non parlare del fatto che in questo periodo ci gira tutto male e al minimo errore i nostri avversari ci puniscono». Il direttore sportivo e coach non parla neanche, se non velocemente, delle due assenze importanti (play e centro del quintetto) di Marulli e Ogide, andando al nocciolo della partita persa: «Siamo stati attaccati alla partita, finché c’è stata una partita. Piacenza non l’ha mai ammazzata, ma quando siamo tornati a meno 6 per due volte, abbiamo poi fatto in entrambi i casi errori da minibasket che ci hanno ricacciato in doppia cifra di svantaggio». Guardando al futuro, il coach tocca il vero nervo scoperto di questa squadra, la cosa che fa più paura ai tifosi: «Adesso, oggettivamente, la cosa che mi preoccupa di più è l’aspetto mentale. Purtroppo, in questo momento abbiamo assoluto bisogno di un fattore esterno che ci cambi qualcosa: da una vittoria con un canestro di tacco da centrocampo a una faccia nuova che sia in grado di dare uno scossone a questo gruppo. Al momento, in tutta sincerità, abbiamo bisogno di questo».
Coach Andrea Zanchi, onestamente, chiosa: «Chi ha pagato il biglietto non si sarà divertito troppo, perché è stata una brutta partita giocata da due squadre che non stavano bene né fisicamente né mentalmente. Perciò ci prendiamo i due punti e guardiamo avanti».

L’ORA DELLE DECISIONI –
Per salvare il Roseto serve un leader, un giocatore forte e di personalità. E forse non basterà. Intanto, bisogna prenderlo e cominciare a vincere qualche partita. Poi, al termine del girone di andata, se gli Squali saranno ancora vivi, si potranno fare altri due movimenti in entrata. Dopo aver visto la partita di questa sera, però, pur tenendo conto degli infortuni e sempre tornando al “nodo degli occhi”, c’è da fare una riflessione scevra da amicizie e competenze, nell’esclusivo interesse della sopravvivenza del Roseto in Serie A2. E cioè: se la proprietà ingaggerà un giocatore nuovo che è quello voluto da Emanuele Di Paolantonio (Anthony Raffa), poi dovrà, per coerenza, dare al coach stesso il tempo di “mettercisi insieme” e farlo rendere. E cioè almeno 3 o 4 partite. Altrimenti, se la proprietà non crede più nella guida tecnica e non lo ritiene l’uomo giusto in grado di scuotere la squadra, deve prima scegliere un altro allenatore e poi il rinforzo, perché ovviamente un allenatore diverso potrebbe avere diverse idee su come mettere mano alla squadra, visto che c’è un solo movimento fattibile da qui alla fine del girone di andata. Altrimenti, si rischia di incasinare ancor di più un inizio di torneo già incasinatissimo.

LE FOTO DI MIMMO E ANDREA CUSANO – Ecco il link dell’album su Facebook, che contiene le belle foto della partita scattate da Mimmo e Andrea Cusano.
https://www.facebook.com/andrea.cusano.54/media_set?set=a.10211928776947784.1073742052.1022688104&type=3

Luca Maggitti
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