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ADDIO, DOTTOR CIOCI.
Roseto degli Abruzzi, giugno 2009. Il dottor Angelo Cioci a cena da Spizzico.

Roseto degli Abruzzi, giugno 2009. Il dottor Angelo Cioci nel suo studio, con alle spalle il suo ritratto.

Roseto degli Abruzzi, luglio 2018. Il dottor Angelo Cioci a cena da Spizzico, con Mario Boni e Luca Maggitti.

È scomparso oggi il medico Angelo Cioci, che ha curato e cresciuto generazioni di rosetane e rosetani. Qualche ricordo e la richiesta di intitolare una scuola alla sua memoria.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 03 Novembre 2021 - Ore 17:00

Oggi, mercoledì 3 novembre 2021, ha spento la sua luce abbagliante e portatrice di conoscenza il dottor Angelo Cioci. Aveva 83 anni.

Lascia le figlie gemelle Gaia e Grazia e le loro rispettive famiglie.

Le esequie avranno luogo domani, giovedì 4 novembre 2021, alle ore 15.30, nella chiesa di Santa Maria Assunta di Roseto degli Abruzzi.

Angelo Cioci è stato il mio medico di famiglia da quando sono nato, il 12 ottobre 1969, fino al giorno in cui è andato in pensione. Logico, dunque, che per me sia stata una persona speciale.

Ma Angelo – che mi aveva regalato l’onore di dargli del tu, da qualche anno – non era speciale soltanto nel suo ruolo di medico. Egli era una persona dalla cultura enciclopedica, che regalava a piene mani, anche inconsapevolmente, durante ogni colloquio.

Per questo, da ragazzino, ero felice di poter andare a “fare le ricette” che servivano alla mia famiglia (era anche il medico di mio padre e lo fece dimagrire di quasi 30 chili, ormai decenni fa, senza che Dino abbia più avuto problemi di peso!) nel suo studio di via Pescara, a due passi dal mare, mettendomi in fila e attendendo che la paziente Teresa (collaboratrice di una vita, non sostituita quando lei andò in pensione e il dottore faceva tutto da solo) mi desse l’opportunità di entrare per fare un saluto al dottore.

A volte, quando non c’era la macchina messa di traverso in garage sul lato sinistro rispetto all’entrata (mentre dal lato destro scendeva a volte la sua amata moglie, visto che il dottore viveva nei piani superiori al suo ambulatorio), preferivo girare sui tacchi e tornarci. Perché a me serviva la sua presenza. Solo in quei casi, infatti, una volta fatte le ricette Teresa mi avrebbe consentito di entrare a fare un saluto al dottore.

Ed era subito festa!

Già, perché le volte in cui riuscivo a entrare, svolti in pochi secondi i rapidi convenevoli, Angelo prendeva a ragionare di politica, cultura, amministrazione cittadina e, ovviamente, basket. E starlo ad ascoltare (per me poi, logorroico come sono) era un rarissimo piacere.

Quando uscivo, nel tratto che separava il suo studio dalla Farmacia Chicco (dove avrei acquistato i medicinali), rimandavo a memoria le sue riflessioni, cercando di evidenziare i concetti principali con la parola chiave del ragionamento (una sorta di TAG ante litteram). Che meravigliosi momenti mi ha regalato il mio medico!

Eppure da bambino lo avevo fatto ampiamente dannare, con quella ovvia predisposizione dei bambini ad essere “fuori di testa” (come spiegò bene in una chiacchierata video ripresa che feci con lui nel 2009 e che ripropongo in calce a questo ricordo) e a parlare senza filtri. Così, una volta gli rimproveravo la macchina fuoriserie che si era comprato perché noi non ne avevamo una così grande (e lui con il sorriso mi rispondeva: “Quando sarai grande, lavorerai duro e te la comprerai anche tu, se vorrai”), altre volte gli confessavo – fra il rossore di vergogna di Nonna Scolastica e Mamma Liliana – che i miei familiari erano restii a chiamarlo spesso, perché non ce la passavamo proprio benissimo a livello economico e quindi le visite a pagamento erano un problema, perché io avevo le tonsille infiammate e per i primi anni di vita avevo praticamente la febbre una settimana sì e l’altra no. Anche in quei casi, l’aplomb e il saggio sorriso del dottor Cioci sapevano mettere a posto ogni asperità creata da quel bimbo pestifero che ero io.

Con il passare degli anni, avevo scoperto il piacere di conversare con lui anche per qualche minuto, passando davanti al suo studio se vedevo che non c’era fila o incrociandolo a passeggio sul lungomare Pasquale Celommi. Anche perché, andato in pensione, le ricette non erano più un espediente possibile.

Piaceri più strutturati e profondi sono invece stati i suoi seminari che ho seguito e che ha tenuto alla Villa Comunale nel 2010, grazie a Giannicola De Antoniis, e all’Istituto d’Istruzione Superiore Moretti nel 2014, grazie a William Di Marco.

Angelo parlava di educazione e istruzione, simpatia ed empatia, saper crescere e saper invecchiare. E, ogni volta, ascoltarlo significava fare il pieno di saggezza in questo “brivido che vola via / equilibrio sopra la follia” che è la vita.

Cosa c’entra Vasco Rossi – e la sua splendida “Sally” – con il dottor Cioci? C’entra eccome! Perché, nella video chiacchierata datata 15 giugno 2009 (ci incontrammo sul mare, finimmo nel suo studio e gli “rubai” un quarto d’ora di conversazione immortalata) che propongo in calce, il grande Angelo ricorda di quando ha avuto “vicino di casa”, a Bologna, Vasco Rossi e di come il rocker italiano potrebbe essere “un bravo neurologo”, vista la profondità di quel frammento della canzone “Sally”.

Negli Anni 90, Angelo mi diede anche l’onore di condurre un incontro – credo sia stato il mio primo “impegno pubblico” – alla Villa Comunale di Roseto degli Abruzzi, in occasione del decennale della prematura scomparsa di sua sorella Rita Cioci (che era stata la mia professoressa di italiano alle Ragionerie). Sapendo dell’affetto che la professoressa nutriva nei miei confronti, mi chiese quindi  di condurre l’evento legato al triste anniversario, imperniato sull’attualità del pensiero politico di Dante Alighieri, nobilitato dalla presenza del professore universitario Ezio Sciarra e conclusosi parlando di sonno R.E.M., con divagazione nella musica dell’omonimo gruppo rock statunitense originario della Georgia.

Tra le tante fortune avute nella vita – e aver fortuna conta molto, come ci ricorda Angelo nel video del 2009 – oltre a quella di poter studiare e leggere grazie a Nonni e Genitori che si sono privati di tutto ma non delle enciclopedie da donarmi quando ero piccolo, c’è anche la doppia fortuna di aver avuto Angelo Cioci medico (e dispensatore di consigli e pillole di saggezza) di famiglia e sua sorella Rita Cioci professoressa di italiano alle superiori. Perché fu proprio lei a incoraggiarmi a preferire lettere a numeri, dicendomi dopo aver letto alcuni miei temi: : “L’ho sempre detto io che quelli che sanno scrivere si trovano alle ragionerie e non al liceo classico”.

Angelo Cioci è dunque stato una persona di grande importanza in tutta la mia vita, ma quel che più conta è che sia stato un medico di altissimo livello, che ha cresciuto e curato generazioni di rosetane e rosetani e che, ultra ottuagenario, ancora aveva incarichi di prestigio come quello che personalmente gli aveva conferito, pochi anni fa, il Rettore dell’Università di Bologna.

Angelo era di casa nel mondo e aveva tenuto seminari e conferenze non soltanto in Italia ed Europa, ma anche negli Stati Uniti d’America. Perché era un luminare nel suo campo, con particolare riferimento alla cura dei bambini.

Negli ultimi anni, ricordo con particolare affetto una conversazione sul basket datata 2018, avvenuta da Spizzico alla presenza di Mario Boni e alcune altre chiacchierate sempre da Spizzico, luogo in cui il dottore amava attovagliarsi solo o con i suoi cari.

Poche settimane fa, ad agosto, l’ultima chiacchierata. Io ero a pranzo con i miei genitori e gli amici Stefania Larcinese, Mario Martorelli e Morgan Fascioli e lui – di schiena – riconobbe la mia voce e chiese a Giuliano Spizzico: “Ma che c’è Luca?”, avvicinandosi poi a conversare con la solita lucidità e disarmante capacità di fare cultura a ogni pensiero.

Per il suo valore e per l’enorme apporto dato con il suo sapere alla comunità rosetana, spero che l’Amministrazione Comunale e il dirigente scolastico che per primo vorrà cogliere questa opportunità possano intitolargli una scuola fra le tante presenti, senza nome, sul nostro territorio.

Anni fa, intitolammo un asilo di Roseto degli Abruzzi a un luminare della pedagogia come il compianto professor Mauro Laeng. Speriamo che anche Angelo sia ricordato come merita.

Addio, dottor Cioci. E grazie di tutto.

Video
ANGELO CIOCI
Simpatia ed empatia, saper vivere e saper invecchiare, educazione e istruzione... e Vasco Rossi!
Conversazione con il dottore datata 15 giugno 2009, già pubblicata anni fa su Roseto.tv.

https://www.facebook.com/lucamaggitti/videos/622896378893338


Luca Maggitti
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