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Domenica, 8 Febbraio 2026 - Ore 7:28 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.

Serie B – Girone C – Pallacanestro Roseto
LA CARICA
Aleksa Nikolic.
[Cusano Photo.]


Il Roseto festeggia l’impresa insieme ai suoi tifosi.
[Cusano Photo.]


Nicola Mei gavettona la Curva Nord.
[Cusano Photo.]


In una partita teoricamente senza storia – viste le assenze di Ruggiero, Serafini, Amoroso e Pastore – mezzo Roseto scrive la storia, condotto da un Nikolic da 41 punti e 50 di valutazione, spazzando via Cesena. Quando il basket diventa epica.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 20 Febbraio 2022 - Ore 22:00

ROSETO 98
CESENA 65

Parziali: 19-23; 35-20 (54-43); 34-9 (88-52); 10-13 (98-65).

ROSETO: Gaeta 4, Palmucci 2, Zampogna 18, Mariani, Di Tecco, Di Emidio 10, Di Marco, Bassi 8, Mei 8, Mraovic 7, Nikolic 41. Coach: Quaglia.

CESENA: Bugatti 25, Nwokoye 9, Anumba, Bertini 2, Mascherpa, Moretti 16, Gallizzi 5, Ndour 2, Arnaut, Brighi 6. Coach: Tassinari.

Si disse poi che senza ordini precisi né un calcolo né una preordinata coordinazione sia nata la grande carica. Non ci fu forse neppure il tempo per architettare una così complessa macchina tattica. Nacque in verità quasi per conto suo, per necessità e per logica militare, nacque per il dovere di vincere e l’impegno di sopravvivere, reazione violenta alla stessa rabbiosa minaccia di un nemico quattro volte superiore a noi, attuata con apparente indipendenza ma in intimo concerto dei comandanti di squadroni, dei sottufficiali e di tutti i cavalieri impazienti e poi subito scatenati all’assalto mentre i russi, anzi i mongoli – si trattava di due reggimenti siberiani, gente spietata – cominciavano ad aggiustare il tiro dei cannoni e dei mortai sul nostro esiguo quadrato provocando certo disordine, qualche cavallo “scosso” che fuggiva spaventato, qualche soldato che passava di corsa per raggiungerlo, qualche ferito che si dibatteva a terra.

(Luigi Gianoli, “Savoye Bonnes Nouvelles – L’ultima epopea della cavalleria italiana”, Capitolo XIII, La Carica, incipit.)


Sono le partite senza storia a fare la storia. Anche perché se bastasse giocarle sulla carta, le scarpette non gracchierebbero sul parquet.

Corvi infestano il cielo sopra il PalaMaggetti domenica 20 febbraio 2022, intorno alle cinque della sera. Il Roseto capolista paga dazio all’invidia degli dei del basket. La malasorte, dopo aver azzoppato capitan Ruggiero e smontato il polso a Serafini, mette fuori causa pure Amoroso e Pastore. Sommi i valori e tiri tre linee: mancano all’appello 42 punti, 18 rimbalzi, 10 assist. Oggi sarà un bel giorno per morire, sportivamente parlando, mandando la giovane carne dei rimasti contro i cannoni delle tigri cesenati. Oggi sarà un bel giorno per morire, dopo che i minuti in campo avranno temprato la nidiata di cucciolotti, messi insieme alla bell’e meglio, dopo una settimana di allenamenti in 5, da coach Danilo Quaglia.

Che invece ci crede. Anzi, è l’unico a crederci. Di più: è l’unico che – con la sua ormai proverbiale sfrontatezza – emana un linguaggio del corpo chiarissimo. Egli, così giovane, imita la Regina Vittoria, trasferendo ai suoi un concetto semplice: “Non ci interessa la possibilità di una sconfitta”.

E si vede dal 7-0 iniziale del Roseto, sceso in campo con Di Emidio, Zampogna, Mei, Nikolic e Bassi. E cioè “quelli rimasti”, dopo che la malasorte ha preteso il suo tributo. Guardi la panchina e, eccetto Mraovic, ti sembra di vedere un capannello di “cellans” rosetani che fanno quattro chiacchiere alla pineta Raffaello Celommi, il sabato sera.

Cesena incassa la sfuriata iniziale e risponde con un controbreak, dopo il timeout chiamato da coach Tassinari. Il Roseto dell’inizio è una dedica al piccolo grande Dan Peterson, difendendo a zona 1-3-1, col centro Aleksa Nikolic in punta ad ammantare con la sua asfissiante coperta balcanica il portatore di palla avversario (e ripenso alle alchimie petersoniane con il lungo Gallinari “padre” a uomo sul play Wright, oppure l’altro lungo moro, Cedric Henderson, mandato ad asfissiare il regista avversario). E bravo Danilo Quaglia e i suoi libri di cultura cestistica, evidentemente divorati.

Però Gioele Moretti buca 4 volte su 4 la zona del Lido delle Rose e Cesena vince il primo quarto per 19-23, salendo quindi al massimo vantaggio di 11 punti sul 23-43, nella seconda frazione. Poi, d’un tratto, una navicella extraterrestre (anzi, “extraterrona”), succhia le anime ai giocatori ospiti, lasciando i loro corpi a correre sul parquet.

Succede così che Roseto suona la carica. Il trombettiere è Alfonso Zampogna, che dopo la tripla nel primo quarto ne infila 4 nel secondo, aggiungendo 3 liberi e andando al riposo con 18 punti. Il capitano che mulina la sciabola e sprona il purosangue del suo talento è invece Aleksa Nikolic, che dopo i 7 del primo quarto ne segna 14 e va al riposo lungo con 21 punti.

Roseto mescola l’unz-unz balcanico di Nikolic con la tarantella calabrese di Zampogna. I padroni di casa vincono il secondo quarto 35-20, andando a bere il the del riposo avanti 54-43, prima di rientrare e annichilire gli ospiti con il 34-9 del terzo quarto che chiude la partita, condotta 88-52 al 30° da mezzo Roseto. Aleksa Nikolic dice 37.

L’impresa è compiuta, i purosangue prendono fiato, il loro vapore manda in visibilio i tifosi.

Manca il titolo dell’impresa. Ed è 41: il coltello, nella Smorfia napoletana.

Aleksa Nikolic scende da cavallo con 41 punti segnati (l’ultimo canestro su alley-oop dettato dall’ottimo Palmucci, rivisto in cadetteria dove merita di stare) in 31 minuti, con 6 rimbalzi, 3 assist e 50 di valutazione. Lascia il posto a Nicola Mariani, nipote di “quel” Nicola Mariani... e ce n’è abbastanza per piangere di gioia mista a commozione fino a mercoledì mattina. I tifosi tributano l’ovazione ad Aleksa, mentre il trionfo spetta a coach Danilo Quaglia, che ci credeva prima del 7-0 iniziale e con la voce di Tom Waits arringa un arbitro durante il garbage time finale, urlandogli: «Fischia, per favore, abbiamo già perso due giocatori!».

Nessuno credeva alla vittoria, salvo coach Danilo Quaglia e i suoi giocatori, che lo hanno seguito fino a sbaragliare le linee nemiche.

Non vorrei essere sul pullman che riporta Cesena a casa stasera. Neanche per tutti gli arrosticini del mondo.

A partita finita, ribaditi i complimenti a coach Danilo “Zeus” Quaglia e ai suoi dioscuri Aleksa “Castore” Nikolic e Alfonso “Polluce” Zampogna, largo alla citazione completa dei cavalieri che fecero l’impresa, da stasera cittadini benemeriti di Roseto, per averla difesa a costo della propria vita sportiva.

Aleksa Nikolic, 41 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, 50 di valutazione in 31 minuti.
Alfonso Zampogna, 18 punti, 4 rimbalzi, 5 assist, 28 di valutazione in 25 minuti.
Edoardo Di Emidio, 10 punti, 3 rimbalzi, 5 assist, 16 di valutazione in 30 minuti.
Riccardo Bassi, 8 punti, 6 rimbalzi, 3 assist, 15 di valutazione in 29 minuti.
Nicola Mei, 8 punti, 6 rimbalzi, 2 assist, 12 di valutazione in 26 minuti.
Nikola Mraovic, 7 punti, 3 rimbalzi, 2 assist, 7 di valutazione in 23 minuti.
Niccolò Gaeta, 4 punti, 2 rimbalzi in 15 minuti.
Alessandro Palmucci, 2 punti, 2 rimbalzi, 1 assist in 8 minuti.
Mattia Di Marco, 4 minuti.
Nicola Mariani, 3 minuti.

Andrea Di Tecco, 3 minuti.

Dalla Curva Nuvola, applaudono tutti. Compreso l’ultimo arrivato: Marco Nardinocchi, volato in cielo troppo presto per i suoi 46 anni e salutato dalla Curva Nord e dal Roseto prima della partita, oltre che da tutti gli spettatori con un minuto di raccoglimento.

LE IMMAGINI DI CUSANO PHOTO
Ecco il link dell’album su Facebook, che contiene le belle foto della partita di Cusano Photo.
https://www.facebook.com/media/set/?vanity=mimmo.cusano&set=a.10221498353228899

«Portami avanti tu sottomano», gli ordinò Marchio.
«Signor capitano, lei è ferito, gravemente ferito».
«Ti ho ordinato di portarmi avanti e al galoppo».
Nonostante le perdite subite, il Terzo squadrone arrivò sulle riserve e le mise in fuga, una fuga disordinata sotto il volteggiare impetuoso dei cavalieri.

(Luigi Gianoli, “Savoye Bonnes Nouvelles – L’ultima epopea della cavalleria italiana”, Capitolo XIII, La Carica, frammento.)

 

Luca Maggitti
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