[Ricerca Avanzata]
Lunedì, 22 Gennaio 2018 - Ore 5:24 Fondatore e Direttore: Luca Maggitti.
Mailing List

Iscriviti alla mailing list di Roseto.com!

Il tuo nome

La tua email

Iscrivimi
Rimuovimi



Informativa sulla
privacy e dettagli
del servizio

Uomini coraggiosi
GIUSEPPE DI LELLO
RADICI ABRUZZESI
Giuseppe Di Lello.


Intervista all’ex magistrato antimafia, oggi uomo politico.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 28 Marzo 2006 - Ore 07:30

Ho incontrato Giuseppe Di Lello a Pineto, nell’ambito della visita di Gian Carlo Caselli.

L’ex magistrato, che ha lottato in prima linea contro la mafia e ha visto morire i suoi più cari amici, ha origini abruzzesi essendo di Villa Santa Maria.

Oggi, dopo essere andato in pensione, Vincenzo Di Lello è candidato al Senato con Rifondazione Comunista in Abruzzo, con il numero 2.

Ecco l’intervista.

Giuseppe Di Lello, tanti suoi colleghi e amici sono morti ammazzati dalla Mafia. Lei si sente un sopravvissuto?
“No, un sopravvissuto no, però uno che tutto sommato è stato fortunato e quindi ne è uscito indenne”.

Com’è la vita quotidiana di un uomo che è stato abituato a fare sacrifici straordinari?
“La quotidianità è triste non per la quotidianità in sé, ma perché molti di quegli sforzi e di quei sacrifici, fatti anche da chi ha perso la vita, sembrano quasi vanificati dallo stato attuale delle cose”.

A che punto è, nel 2006, la lotta alla mafia?
“La lotta alla mafia è ad un punto di stallo notevole. Se pensiamo che, per la prima volta nella storia, in Sicilia abbiamo un Presidente della Regione che è sotto processo per favoreggiamento della mafia, credo che abbiamo raggiunto il massimo del disinteresse della classe politica per questo problema”.

Dalla lupara al bonifico bancario. Come si combatte la mafia fino alla sua nuova frontiera?
“Attaccando la ricchezza mafiosa, questa è la prima regola. E poi cercando di interrompere questa spirale di mutuo soccorso fra la politica e la mafia. Se non interrompiamo il legame tra mafia e politica non vinceremo mai questa battaglia”.

Quanto le mancano i suoi colleghi scomparsi?
“Mi mancano molto, ma mancano soprattutto alla lotta alla mafia, perché erano intelligenze superiori che la mafia, in maniera terribilmente intelligente, ha eliminato”.

Ha ancora paura per la sua persona della mafia?
“Credo che in questo momento non c’è da avere questo timore, in quanto è risaputo che la mafia ha abbandonato la strategia stragista, in quanto ha capito che una lotta frontale contro gli uomini dello stato esige delle risposte e quindi, dopo le stragi del 1992, ha capito che era una strategia perdente e si è immersa. Questa immersione deve preoccuparci perché oggi la mafia è pericolosa quanto prima e dobbiamo prendere atto di questa realtà”.
Luca Maggitti
Stampa    Segnala la news

Condividi su:



Il sondaggio!
Antonio Norante a capo del Roseto Sharks. Cosa ne pensi?
Il primo passo verso la cessione del titolo di A2 fuori Roseto.
La mossa giusta per portare nuovi soci e continuare a Roseto.


Guarda i risultati


NOTA BENE
I nostri sondaggi non hanno alcun valore statistico, in quanto rilevazioni aperte a tutti e non basate su un campione elaborato scientificamente.

Focus on Roseto.com
Roseto.com - Il basket e la cultura dei campanili senza frontiere. - Registrazione al Tribunale di Teramo N. 540 Reg. Stampa del 19.08.2005.
Direttore responsabile: Luca Maggitti   Editore: Luca Maggitti   Partita IVA 01006370678
© 2004-2018 Roseto.com | Privacy | Disclaimer Powered by PlaySoft