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Ragazzo dell’Europa – Luigi Lamonica
A LE MANS, PASSANDO PER MONACO E PENSANDO A MOSCA…
Le Mans. Centro città.

Le Mans. Il tram.

Le Mans. Il nuovo stadio.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese in giro per l’Europa ad arbitrare, ci racconta i viaggi che fanno il Viaggio.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 29 Gennaio 2011 - Ore 17:30

Puntata 06 del 26 gennaio 2011.
FRANCIA. Le Mans.
 
Buongiorno a tutti, un'altra puntata del mio diario è pronta.

Questa mattina, quando la sveglia si è messa ad urlare come una forsennata, ho avuto un attimo di sbandamento: "Oddio! Cosa è successo? Dove sono? Dove devo andare?" e non nascondo che, per un attimo,  mi sono anche preoccupato della mia confusione.
 
Dopo un attimo, però, tutto è tornato chiaro: ero a casa mia, la solita sveglia notturna per andare a Le Mans con dietro poche ore di sonno, visto che ero tornato tardi dalla trasferta di Brindisi.

Le Mans sarà la mia ottava partita del mese, con viaggi lunghi, alcune volte lunghissimi, quindi un po’ di "perdita di orientamento" spero sia normale, altrimenti dovrò consultare al più presto un medico…

Dicevo di Brindisi. Dopo tanto tempo ho arbitrato, in Italia, una bella partita di pallacanestro. Bella da vedere ed arbitrare, con una cornice di pubblico veramente degna: mai un coro contro gli avversari, sempre ad incitare i propri giocatori, mai una protesta verso noi arbitri. Complimenti davvero al pubblico di Brindisi, che come al solito ha gremito il PalaPentassuglia, ed anche al gruppetto di tifosi, credo non più di dieci, che ha seguito i  giocatori della Lottomatica Roma.

Le previsioni atmosferiche davano neve, e tanto è stato. Solo che questa volta l'allarme meteo della Protezione Civile è stato ascoltato, così l'Autostrada dei Parchi era completamente pulita e transitabile senza nessun problema. Forse avrei potuto anche partire con più calma, ma in questi casi è meglio essere prudenti ed attendere un'ora in più in aeroporto, piuttosto che rischiare di perdere il volo.

Le trasferte in Francia non sono mai delle più confortevoli. È quasi impossibile trovare voli diretti a prezzi umani, così quasi sempre siamo costretti  ad effettuare voli con scali intermedi. Questa volta Monaco all'andata e Dusseldorf al ritorno. Al banco del check-in, l'operatore mi informa che il mio volo era in ritardo perché a Monaco nevicava e tutti i voli in partenza dalla scalo bavarese erano in ritardo. Pazienza, avrei perso la coincidenza per Parigi Charles de Grulle, ma sarei stato riprotetto su un altro volo Lufthansa.
 
Atterrato a Monaco, avendo un po’ di tempo prima della coincidenza, sono andato nella Lounge (servirà pure a qualcosa essere sballottato in giro per L'Europa ed aver collezionato migliaia di miglia Miles&More...) e mentre stavo per sedermi e gustare un caffé mi si è gelato il sangue.

I monitor della Lounge erano sintonizzati sulla CNN che trasmetteva, in anteprima, le immagini girate con un telefonino pochi secondi dopo l'attentato all'aeroporto Domodedovo di Mosca. E’ stato veramente scioccante e per un momento ho ripensato a quante volte mi sono trovato in un aeroporto affollato, ad aspettare uno dei miei colleghi, un taxista che mi doveva venire a prendere, oppure semplicemente ad attendere il mio turno per effettuare il check-in…

Sono tornato lucido vedendo la conferenza stampa del Presidente Medvedev che, come sempre in queste circostanze, mostrava tutto il suo dispiacere ed immediatamente dopo "l'altro" Presidente, Putin, che con faccia cattiva affermava che la Russia non si sarebbe piegata al ricatto di questi vili terroristi, che sarebbero stati presi ed avrebbero pagato il loro debito. Dopo pochi minuti una breaking news affermava che i primi sospetti si rivolgevano ad una persona con lineamenti arabi che era stata vista pochi minuti prima aggirarsi vicino il luogo dell'attentato.

Immediatamente mi sono tornate in mente le immagini di qualche giorno prima, quelle di un Tony Blair, in evidente difficoltà all'udienza dell'Alta Corte, che cercava di spiegare che l'attacco all'Iraq congiunto con le truppe del suo alleato/amico/socio Bush era giustificato dalla presenza nel territorio iracheno di armi di distruzioni di massa. E mi sono chiesto: “Non è che questo fantomatico terrorista arabo di Mosca è come le armi che Saddam nascondeva in Iraq così bene, che oggi dopo anni di guerra e migliaia di morti, non sono ancora riusciti a trovare?”. Spero proprio di no, spero che non si debba mai arrivare a tanto per giustificare altri atti di violenza contro esseri umani.

Come anticipato a Roma, vengo riprotetto su un volo per Parigi, senza alcun problema o perdita di tempo e cosi arrivo con 2 ore di ritardo in Francia. Manco a dirlo, il mio TGV è bello che partito. Poco male. Un altro sarebbe partito alle 20.40, con l’inconveniente dell’arrivo  troppo tardi per la cena a Le Mans. Così ho inghiottito un panino sulla panchina della stazione, attendendo l'imminente arrivo del TGV per Le Mans...

Nel frattempo ho incontrato uno dei miei colleghi, Oliver Krause, con il quale ho condiviso l'ultima parte del viaggio. Anche lui aveva avuto una disavventura, dato che il suo volo interno in Germania era stato addirittura cancellato. Arrivati a Le Mans, giusto il tempo di arrivare a piedi in hotel che è proprio di fronte la stazione, doccia e a letto per una sana dormita, non puntando neanche la sveglia. L'indomani, il risveglio muscolare sarebbe andato in vacanza per una volta.

Al risveglio, una bella giornata di sole ci attendeva, con un cielo azzurro ed una temperatura mite, così dopo la colazione ci siamo incamminati verso il centro della città. La prima volta che sono venuto a Le Mans, era una giornata di pioggia e la città era un cantiere a cielo aperto, perché stavano costruendo la linea tramviaria. Adesso questa cittadina, grande come la "mia" Pescara (circa 160.000 abitanti) è un vero e proprio girellino. Il centro è quasi completamente area pedonale, visto che con il tram sono riusciti a portare fuori le macchine. Il risultato è che il centro è vivibilissimo, calmo, tranquillo.

Di Le Mans  conoscevo solo la famosissima gara automobilistica, chiamata appunto "24 ore di Le Mans". Nel parco dell'autodromo hanno costruito l'arena dove gioca la locale squadra di basket e la settimana prossima verrà inaugurato il nuovo avveniristico stadio che da lontano, di notte, tutto illuminato sembra un immenso UFO.

La partita è stata piacevole, con la squadra di casa quasi sempre in testa che, come tutte le squadre francesi arbitrate fino ad oggi, ha mostrato un gioco veloce ed aggressivo. Nelle file francesi Kakiouzis, che in Italia ha giocato a Siena ottimi campionati e che contro una delle sue ex squadre, ha sfoderato una prestazione super.

Al termine della gara cena veloce, perché un’altra levataccia mi aspettava, alle ore 03.30, dato  che per raggiungere in tempo l'aeroporto Charles de Gaulle alle 08.45, l'unico treno utile partiva alle 04.00!

Sabato 29 gennaio 2001, nona partita del mese di gennaio, con scontro modaiolo fra Benetton Treviso e Armani Jeans Milano.

Per il diario, invece, appuntamento alla prossima settimana.
 
LA PARTITA
Le Mans 85
Aris Salonicco 70
 
ARCHIVIO > I viaggi precedenti.
 
Puntata 01 del 9 dicembre 2010. SPAGNA. Vitoria.
 
Puntata 02 del 16 dicembre 2010. BELGIO. Charleroi.
 
Puntata 03 del 30 dicembre 2010. SPAGNA. Las Palmas e Valencia.
 
Puntata 04 del 3 gennaio 2011. SPAGNA. Las Palmas (la ripetizione).
 
Puntata 05 del 19 gennaio 2011. LITUANIA. Vilnius.
 
Luigi Lamonica
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