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Fischi Europei – Luigi Lamonica
IL GIORNO DI TUTTE LE EMOZIONI
Tony Parker e Luigi Lamonica durante la Finale di EuroBasket 2011.
[Ciamillo & Castoria]


Al ‘Caffè portafortuna’, la quaterna della Finale. Da sinistra: Sretan Radovic, Luigi Lamonica (griffato L’Aquila per la Vita), Damir Javor (stand-by), Ilja Belosevic.

Fabio Facchini, festeggiato dai colleghi a fine EuroBasket 2011.

Luigi Lamonica, arbitro abruzzese agli Europei in Lituania, ci racconta la sua esperienza. Ultima puntata del Diario.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Lunedì, 19 Settembre 2011 - Ore 15:30

Puntata 22 di domenica 18 settembre 2011.
 
Ciao a tutti dalla lontanissima Lituania.
 
Il conto alla rovescia è finito.
A Kaunas è una bella giornata di sole e il momento della Finale è arrivato. Il giorno che tutti i lituani aspettavano per consacrare i loro beniamini e festeggiare, forse per una settimana. Invece l’Europeo dei padroni di casa si è fermato prima.
 
Mattinata, diciamo così, routinaria, anche se stamani a correre sul fiume ero solo. Poco importa: sapevo che sarebbe stata una sensazione particolare respirare quell’aria fresca ed ero certo che i ricordi di questi 20 e passa giorni mi avrebbero tenuto buona compagnia meglio di qualsiasi altra cosa.
 
Perché è proprio quando sono rimasto solo con me stesso che ho avuto l’esatta percezione che questa sarebbe stata una giornata speciale, quindi una di quelle giornate ad alto rischio emotivo in cui un piccolo particolare, un dejà vu, un ricordo, un sms, una email, ti fanno pensare a tutti gli anni trascorsi in giro sui campi di pallacanestro in Italia, in Europa e nel Mondo e alle stesse emozioni provate in situazioni simili, che poi si riassaporano nuovamente. È una sensazione bellissima, appagante, difficile da tramutare in parole. Eppure quella sensazione correva con me, portata da quel filo di vento fresco che mi tagliava la faccia.

Il ricordo di Alytus e dei miei primi nove compagni di avventura è stato il primo a tornarmi in mente: sembra ieri e invece sono passate più di due settimane. Poi, come sempre, ho cercato di distogliere il pensiero da cose cestistiche. E allora il pensiero è volato ai miei  due "tifosi speciali", dei quali sento sempre la presenza nelle gare che dirigo. Li sento, nonostante la mancanza fisica, che mi “scortano” mentre sto per entrare nel cerchio per il salto a due di inizio gara. Sono lì, non li vedo ma li sento, li avverto e con i loro sorrisi mi tranquillizzano e mi mettono a mio agio. Lo hanno fatto per tanto tempo ed ora continuano a farlo da qualche parte. Non so da dove, ma sento che ci sono. Con il passare dei minuti, poi, il pensiero è andato a tutte le persone che mi hanno messaggiato e scritto in questi giorni, ai quali va il mio più grande e affettuoso ringraziamento.

Così, mentre facevo lo stretching di fine seduta, ho sentito la responsabilità di rappresentare tutti voi che mi avete seguito in questa avventura, che mi avete fatto sentire importante per voi, perché come mi ha scritto qualcuno - anche più di una volta - con questo diario: “E’ come se fossi io presente  lì  in Lituania ad arbitrare con te". E questo mi inorgoglisce fino alla commozione.

Dopo colazione, solita passeggiata con i miei colleghi e sosta per un caffè. Sembra ormai anche una procedura scaramantica, ma ora sono i miei colleghi  a chiedermi: "Luigi, a che ora andiamo per il caffé?". E non è stato raro che anche qualche altro arbitro si sia aggregato alla nostra comitiva, per ascoltare i nostri pre-gara. Kaunas oggi era piena di tifosi che aspettavano la Finale e, curiosamente, le due rappresentanze più folte avevano anche li stessi colori: Spagna e Macedonia, con i vessilli giallorossi a farla da padrone nelle vie del centro storico. La mia "quaterna" era formata da me e tre colleghi che parlavano la stessa lingua, il serbo-croato. Così, nel recarci - come giusto che fosse - nel nostro locale preferito, camminavo davanti a loro che chiacchieravano. Più di una volta, incrociando tifosi spagnoli, ho afferrato che, puntandomi, si dicevano tra di loro: "Esto es Lamonica!". Ma ci pensate? Un pescarese, trapiantato a Roseto, che viene riconosciuto a Kaunas! È o non è uno di quei sogni che da bambino si possono fare, fantasticando sul futuro?

La chiacchierata al bar tra noi quattro amici è stata veramente proficua. Abbiamo iniziato a concentrarci, a pensare alla partita e stemperare la sana tensione che la notte aveva portato in eredità con le poche di ore di sonno. Quando siamo usciti dal locale  ero sicuro che avremmo dato il massimo in campo. Eravamo pronti a dimostrare che le persone che avevano avuto fiducia in noi non si erano sbagliati.

La Finale fra Spagna e Francia ci ha dato la possibilità di dimostrare che questa pallacanestro ha bisogno di arbitri preparati sia dal punto di vista tecnico, sia dal punto di vista morale e psicologico, come i 40 arbitri presenti a questa edizione che noi abbiamo avuto l’onore di rappresentare nell’ultimo atto della manifestazione.
 
L'inizio è stato fantastico. Se ricordo bene, la Francia ha realizzato i suoi primi 3 canestri su altrettante schiacciate e la Spagna ha risposto con un tiro da 3 e contropiede. Poi la partita si è fatta più dura e, poco alla volta, i contatti sempre più decisi fino ad un brutto fallo di Rudy su Parker, sanzionato con un antisportivo e conseguente doppio tecnico a Diaw e, mi sembra, Navarro. Lì, forse, noi arbitri abbiamo avuto l'unica sbavatura: avremmo dovuto essere più attenti nel sanzionare i contatti e nell’intervallo ce lo siamo detti nello spogliatoio, anche a brutto muso. Perché alcune volte… sà ddà fare!

Alla fine, come nelle favole, tutto è andato bene, anzi benissimo. A fine gara ci siamo dilungati un po’ nello spogliatoio, ma non più di tanto, perchè avevamo un impegno di  ritorno in hotel. Avevamo preso (forse la parola più giusta è “rubato”) un pallone dell’Europeo, autografato da tutti e comprato una torta e delle bottiglie di prosecco per salutare Fabio Facchini, giunto alla sua ultima manifestazione internazionale. Alcuni colleghi avevano il volo da Vilnius presto, quindi erano in partenza da Kaunas e così, appena arrivati, abbiamo iniziato la cerimonia.
 
Ho sentito che avrei dovuto dire qualcosa a Fabio a nome di tutti noi, ma quando ho preso la parola, il discorso che mi è uscito – dal cuore – è stato per la maggior parte di carattere personale. Ho detto a Fabio che ero orgoglioso di aver fatto parte di questa avventura, come penso tutti i presenti, che a detta di tanti è stata la migliore di sempre e che finalmente, grazie al lavoro del dipartimento arbitrale di Fiba Europe, si era formato un vero team, una famiglia con vecchi amici. Chema, Alejandro, i ragazzi del Techno Center, nuovi amici come Ronnie Nunn venuto appositamente dagli USA. Ho poi detto che Fabio il primo giorno aveva raccontato,  rendendolo pubblico, di un suo sogno non esaudito: quello di poter arbitrare un gara Finale di Final4 di Euroleague. Ho continuato dicendo che anche io avevo un desiderio, partendo per questa avventura: che Fiba Europe facesse uno strappo alle regole, che avrei voluto arbitrare la Finale in terna con lui, ma non era stato possibile. Ho poi detto che il mio stile è diverso dal suo in campo e fuori dal campo e io non sono in grado di dire quale sia il migliore tra i due, ma che Fabio si doveva sentire orgoglioso perché, adesso che stava per terminare la sua carriera da Internazionale, tanti arbitri si riconosceranno  nel suo e questo è il tesoro più importante che possiamo lasciare a chi verrà dopo di noi, per farci ricordare. Ho finito così e non sono riuscito a dire altro: la bocca si è chiusa, gli occhi si sono inumiditi e dopo è stata solo emozione da parte di tutti.

Lunedì si parte, e come di consueto, si resetta tutto. L'Eurobasket 2011 in Lituania è archiviato, con i suoi ricordi e le sue emozioni. La prossima partita è la più importante, i prossimi colleghi quelli da supportare ed eventualmente aiutare, sapendo già - come mi ha scritto il mio amico Lahdo Sharro da Stoccolma - che nel 2012 ho già prenotata un’altra Finale… quella della Scania Cup Under 16. E per nessuna ragione al mondo vorrò mancarla, perchè, come sempre, alla base di tutto c'è sempre il divertimento.

Grazie a tutti per aver seguito il mio diario, ancora una volta, su www.roseto.com. Adesso è davvero finita, ma un sorriso grande e grosso, faccio ancora in tempo a inviarvelo!
 
Alla prossima.
 
 
[La GARA]
Finale del Campionato Europeo 2011
SPAGNA 98
FRANCIA 85
Parziali: 25-20, 25-21, 25-21, 23-23.
 
 
[Il CAMPIONATO EUROPEO sul WEB]
 
Il sito ufficiale della FIBA (inglese)
 
Wikipedia (italiano)
 
 
ARCHIVIO > Le puntate precedenti.
 
Puntata 01 di sabato 27 agosto 2011.
LITUANIA, ARRIVO!
 
Puntata 02 di domenica 28 agosto 2011.
SPREMUTI, MESSI IN GUARDIA E ILLUMINATI DA RONNIE NUNN.
 
Puntata 03 di lunedì 29 agosto 2011.
A SCUOLA DA MIGUEL BETANCOUR.
 
Puntata 04 di martedì 30 agosto 2011.
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Puntata 11 di mercoledì 7 settembre 2011.
IL SILENZIO SULLE DESIGNAZIONI, IL BOATO DEI TIFOSI.
 
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Puntata 13 di venerdì 9 settembre 2011.
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Puntata 14 di sabato 10 settembre 2011.
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Puntata 15 di domenica 11 settembre 2011.
I COMPLIMENTI DI DAMIR
 
Puntata 16 di lunedì 12 settembre 2011.
SI VA A KAUNAS
 
Puntata 17 di martedì 13 settembre 2011.
ELIMINAZIONE DIRETTA
 
Puntata 18 di mercoledì 14 settembre 2011.
STASERA, NELLA BOLGIA, PENSERO’ A VOI TRE...
 
Puntata 19 di giovedì 15 settembre 2011.
DUE SEMIFINALI, DUE ‘MAGLIE AZZURRE’ IN CAMPO.
 
Puntata 20 di venerdì 16 settembre 2011.
L’ACQUAZZONE CON GONDAS, I COMPLIMENTI DI KOTLEBA E LA SEMIFINALE.
 
Puntata 21 di sabato 17 settembre 2011.
ARBITRO LA FINALE, GRAZIE ANCHE A TUTTI VOI.
 
 
Luigi Lamonica
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