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GRAMENZI E FERRARO: INTERVISTA DOPPIA AI FINALISTI, 10 ANNI FA PROMOSSI INSIEME.

La Finale DNA fra Trieste e Ferentino mette di fronte Franco Gramenzi e Innocenzo Ferraro, che nel 2001/2002 vinsero la B1 a Teramo. Li abbiamo intervistati.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 17 Maggio 2012 - Ore 01:30
Una delle due finali di DNA è quella fra Trieste e Ferentino.
 
Il coach del Ferentino è Franco Gramenzi, califfo della categoria e vincitore di 9 campionati in tutte le leghe (gli manca soltanto lo Scudetto).
L’ala-centro da quintetto del Trieste è Innocenzo Ferraro, solido giocatore di categoria.
 
Franco è abruzzese di Teramo, Innocenzo abruzzese di Roseto degli Abruzzi. Cestisticamente parlando, è subito derby.
 
Gramenzi e Ferraro – nella stagione 2001/2002 – hanno vinto insieme questo campionato, che allora si chiamava Serie B1, essendo entrambi tesserati del Teramo Basket.
Certo, ebbero ruoli diversi: Franco Gramenzi era il coach e uno dei massimi protagonisti della promozione; Innocenzo Ferraro era uno dei due “bimbi della panchina” (per dirla con Mario Boni). L’altro era un altro rosetano: Andrea Zitti.
 
Il dio del basket ha voluto che – esattamente 10 anni dopo – i due si rincontrassero, stavolta su fronti opposti, per giocarsi un posto in Legadue. E se 10 anni fa il Teramo fu promosso nella lega che, proprio in quella stagione, assunse la denominazione di LegaDue, l’attuale sfida, che inizierà domani – venerdì 18 maggio 2012 – a Trieste, vale un posto per l’ultima stagione in LegaDue, prima che la riforma dei campionati cancelli la lega.
 
L’occasione ci è sembrata dunque ghiotta per una intervista doppia. Eccola.
 
"FRANCOLINO" & "INNO"
10 ANNI DOPO
 
Franco, come fu che ti ritrovasti Innocenzo Ferraro fra i 10 del Teramo 2001/2002?
«Ero appena arrivato a Teramo e provammo alcuni ragazzi, del vivaio e di alcune società limitrofe. Così ho conosciuto e poi selezionato Innocenzo».
Innocenzo, come fu che ti ritrovasti sotto coach Franco Gramenzi, all\'inizio della tua carriera?
«Fu grazie a coach Renato Castorina. Lui e coach Saverio Di Blasio furono i primi a credere in me. Renato mi propose a Teramo e io feci un paio di allenamenti estivi al PalaScapriano, per poi aspettare una chiamata. Che fortunatamente arrivò».
 
Franco, che coach eri, allora?
«Di certo un coach con qualche capello in più».
Innocenzo, che coach era, allora, Franco Gramenzi?
«Il mio ricordo è quello di un sergente di ferro. Ma i miei occhi erano quelli di un ragazzo, che non aveva mai vissuto un ambiente di senior. Per quanto riguarda il lato tecnico, non potevo giudicarlo perché io non capivo ancora niente di basket, visto che a quei tempi giocavo da soli 3 anni. A posteriori, posso dire che devo molto a Franco, perché ancora oggi mi porto dietro insegnamenti sia tecnico-tattici sia, soprattutto, di vita. Ah, dimenticavo! Sarà stato anche un sergente di ferro, ma tengo a dirti che sono stato l’unico che ha avuto il coraggio, il giorno della promozione, di fargli il gavettone!».
 
Franco, che giocatore era, allora, Innocenzo Ferraro?
«Ovviamente acerbo, ma con prospettive di giocare nel doppio ruolo di ala piccola e ala grande. Dipendeva molto da lui».
Innocenzo, che giocatore eri, allora?
«Correvo, saltavo e chiacchieravo. Però grinta e carattere non mi mancavano, neanche davanti a gente come Lulli, Sorrentino e compagnia bella».
 
Franco, quando hai capito che Innocenzo Ferraro avrebbe fatto il giocatore?
«Dopo la stagione a Teramo. Era cresciuto molto, sia dal punto di vista tecnico sia caratteriale».
Innocenzo, quando hai capito che avresti fatto il giocatore?
«Dopo la stagione a Teramo. Sono andato a giocare in C1 e mi sono reso conto che, fisicamente, potevo giocare in categorie superiori, anche se sapevo che avrei dovuto lavorare sulla tecnica e sulla conoscenza del gioco».
 
Franco, 3 aggettivi per la stagione di Ferentino, finora.
«Te lo dico usando 3 aggettivi per i miei giocatori: imprevedibili, resistenti, bravi. La serie contro Omegna è stata una prova davvero difficile».
Innocenzo, 3 aggettivi per la stagione di Trieste, finora
«Indimenticabile (anche perché mio figlio Carlos è nato proprio durante questa stagione), durissima, meravigliosa. Ma, aggiungo, non ancora appagante».
 
Franco, c\'è un momento in cui la vostra stagione agonistica ha avuto un salto di qualità?
«Direi nei mesi di marzo/aprile, dopo le 8 gare in 21 giorni».
Innocenzo, c\'è un momento in cui la vostra stagione agonistica ha avuto un salto di qualità?
«Negli ultimi 2 mesi, quando a 8 giornate dalla fine eravamo sotto di 2 punti da Trento e ci siamo prefissi di superarli. Beh, la partita successiva ci metteva proprio di fronte alla capolista e l\'abbiamo superata, con il punteggio di 91 a 60. Da lì abbiamo capito che potevamo farcela».
 
Franco, la squadra avversaria più forte incontrata finora?
«Senza dubbio Omegna».
Innocenzo, la squadra avversaria più forte incontrata finora?
«Senza discussione Omegna! Ma non ditelo a Franco».
 
Franco, il giocatore più forte incontrato finora?
«Quando è tranquillo con se stesso, il "nostro" Guarino».
Innocenzo, il giocatore più forte incontrato finora?
«Io parlo dei miei pari ruolo e, per quel che ho visto in questo campionato, dico Walter Santarossa».
 
Franco, la squadra sorpresa della stagione?
«Treviglio e Chieti».
Innocenzo, la squadra sorpresa della stagione?
«Trieste».
 
Franco, la squadra delusione della stagione?
«Non me ne voglia Ciccio Ponticello, di cui ho grande stima: Matera».
Innocenzo, la squadra delusione della stagione?
«Perugia».
 
Franco, che allenatore sei, oggi?
«La passione è sempre tanta, il resto sarà meglio chiederlo agli altri».
Innocenzo, che allenatore è Franco Gramenzi, oggi?
«L\'allenatore più vincente della categoria. E continua a dimostrarlo anche quest\'anno, con la vittoria su Omegna».
 
Franco, che giocatore è, oggi, Innocenzo Ferraro?
«Cresciuto tecnicamente, ora ha la doppia dimensione tra ala grande e centro. Molto maturato».
Innocenzo, che giocatore sei, oggi?
«Meno atletico, ma più sicuro su ciò che bisogna fare in campo e fuori».
 
Franco, il maggior pregio, tecnicamente parlando, di Innocenzo Ferraro?
«La grande capacità di recuperare rimbalzi».
Innocenzo, il maggior pregio, tecnicamente parlando, di Franco Gramenzi?
«Per quanto visto in questo campionato e negli ultimi, direi che ha la capacità di preparare la sua squadra, sia tatticamente sia mentalmente, ad arrivare pronta e convinta nel momento che conta. Poi le gare importanti non le sbaglia mai!».
 
Franco, il maggior difetto, tecnicamente parlando, di Innocenzo Ferraro?
«Forse... quando in alcune occasioni "perde la pazienza"».
Innocenzo, il maggior difetto, tecnicamente parlando, di Franco Gramenzi?
«Non so rispondere, forse perché non ho mai giocato per lui in queste ultime stagioni (ride, n.d.r.)».
 
Franco, come finirà questa finale?
«Scusa Luca... mi squilla il telefono, possiamo risentirci fra qualche giorno?».
Innocenzo, come finirà questa finale?
«So soltanto che sarà una bella serie, perché noi siamo duri a morire!».
 


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