E\' sabato 19 maggio 2012 a Montegranaro, città marchigiana del fermano, tanto piccola quanto ricca. E matta per il basket.
Non si spiegherebbe, altrimenti, la contemporanea presenza di una squadra in Serie A, una in DNB Girone B, una in DNC Girone F.
Il “nostro uomo” gioca in quella di DNC.
La società si chiama “Poderosa”, quasi come la vecchia motocicletta Norton con la quale Alberto Granado ed Ernesto Guevara (prima di diventare il Che) girarono il Sud America nel 1951 (la due ruote si chiamava, per l’esattezza “La Poderosa II”).
Il nostro uomo si chiama invece Leonardo Carpineti, “Leo” per il basket. Un centro (o pivot per quelli all’antica) che è quanto di più simile ci sia al Garrone del libro “Cuore” di Edmondo de Amicis: buono, timido, gentile.
Leo Carpineti, un mastodonte per la DNB, un’arma illegale per la DNC, si rompe il gomito prima dei play off, che Montegranaro gioca avendo sempre il vantaggio del fattore campo, in virtù del primo posto ottenuto in stagione regolare.
Una bella gatta da pelare per coach Piero Bianchi, subentrato a stagione in corso, che deve fare già a meno dell’esterno Mosconi.
L’assenza di Leo si fa sentire, eccome. D’altronde, il “Garrone della Poderosa” ha vinto lo scorso campionato di DNB, con il Chieti, giocando play off da “doppia doppia” e risultando immarcabile per le difese avversarie.
Montegranaro, senza “Leone”, inizia i play off prendendosi un fortissimo spavento nei quarti di finale, contro Umbertide. Gara 1 viene vinta, in casa, grazie a una tripla del veteranissimo Rossano Cappella, dopo 2 tempi supplementari e dopo che l’estroso Francesco Boffini (se Carpineti è Garrone, lui è Franti) ne ha segnati 41 in 43 minuti. Finisce 91-89. Anche Gara 2, a Umbertide, finisce all’ultimo canestro. Stavolta il punteggio è 62-64 e l’ultimo tiro è di “Franti” Boffini, che ne segna 28 in 36 minuti.
Si arriva in semifinale e a Montegranaro toccano gli abruzzesi del Giulianova, squadra che ha fatto fuori Pesaro. Per coach Piero Bianchi è un personalissimo derby, visto che lui è proprio di Giulianova.
Le cose, per Piero, si mettono, se possibile, ancor peggio che nel quarto di finale, visto che – oltre al lungodegente Carpineti – si ritrova con due veterani (Benini e Cappella) fiaccati rispettivamente da un virus intestinale e dall’influenza. Sale la temperatura nello spogliatoio, con i due a quota 38 e mezzo e Gara 1 di semifinale sempre più da decifrare.
Qui entra in gioco Garrone Carpineti, che poco più di un’ora prima della partita, vedendo il suo compagno di reparto Benini malconcio, chiede di cambiarsi e di andare a referto, dando la propria disponibilità ad entrare in caso di necessità, nonostante il gomito fuori uso.
Eccolo, Garrone!
Ragazzone disposto a prendersi anche colpe non sue, guadagnandosi – nel libro – dal Maestro Perboni l’appellativo di “animo nobile”.
Leo si cambia e va nei 10, la Poderosa gioca e vince contro il Giulianova 76-61, Benini segna 12 punti e arpiona 8 rimbalzi, Carpineti colleziona un inusuale “n.e.”. Tutti a casa.
Non sappiamo se i compagni abbiano apprezzato il gesto del Garrone della Poderosa, magari traendone coraggio o – almeno – grinta. Sappiamo che il Nostro, persona speciale, a conoscerla, ha portato il suo mattoncino sul muro della vittoria, pur tenendo il suo mastodontico deretano incollato per 40 minuti alla panca.
In bocca al lupo, al caro Leo, per una pronta guarigione.