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FRANCO GRAMENZI PORTA FERENTINO IN LEGADUE E GUADAGNA LA ‘PROMOZIONE DELLA STELLA’

Il ‘Serial Winner’ vince il suo 10° Campionato, confermandosi ‘Califfo’ assoluto della DNA, campionato che ha vinto per la 5^ volta. Ferentino-capolavoro, ribaltando per due volte il fattore campo.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 26 Maggio 2012 - Ore 03:00
Poche ore fa, coach Franco Gramenzi ha fatto la cosa che gli riesce meglio: vincere.
Ha vinto il suo 10° campionato, quello della “Stella”, portando il Ferentino dalla DNA alla Legadue.
Vincere il 3° campionato italiano (che si chiami B1, B d’Eccellenza, Serie A Dilettanti o DNA) è la specialità della casa, visto che l’allenatore teramano ha trionfato 5 volte, portando nell’attuale Legadue: Capo d’Orlando, Teramo, Veroli, Barcellona Pozzo di Gotto e Ferentino.
Fanno 5 campionati vinti, che si sommano alle 3 vittorie in Serie B2 (Campli, Teramo e Scafati), alla prima vittoria della carriera (Teramo, dalla Serie D alla Serie C) e alla vittoria, sempre a Teramo, della LegaDue, portando la sua città in Serie A.
Franco Gramenzi ha letteralmente “messo sulla cartina del basket” Teramo, vincendo la Serie D, la B2, la B1 e la LegaDue. E salvandosi senza soffrire nel suo unico campionato di Serie A disputato.
Ma il Nostro ha saputo vincere anche altrove e in tutti i modi. Così, se nella B1 di Teramo la sua era la squadra designata a vincere (e la squadra mantenne le promesse), a Capo d’Orlando il coach entrò prendendo la squadra al penultimo posto e portandola alla promozione. Se a Barcellona Pozzo di Gotto la squadra era costruita per vincere (e vinse), a Veroli e a Ferentino le vittorie sono state tanto più eclatanti perché ottenute con squadre senza i favori del pronostico, che hanno ribaltato – insieme al pronostico – il fattore campo più e più volte.
Solo per restare al Ferentino e quindi a quest’ultimo campionato, la squadra ha saputo vincere la serie dei Quarti di finale dei play off contro Latina (2-1), firmando poi il capolavoro contro la super favorita Omegna (0-2, primo ribaltamento del fattore campo) in Semifinale e confermando tutto in Finale contro Trieste (1-3, secondo ribaltamento del fattore campo, vincendo Gara 1 a Trieste).
Franco Gramenzi è un “animale da play off” e ama contare su un gruppo di pretoriani di sua fiducia (il vice Origlio, il play Guarino, l’esterno Carrizo, il lungo Gagliardo, il giovane Panzini) che sotto la sua guida hanno già vinto uno o più campionati.
Per omaggiare il nostro amico “Serial Winner” – al quale inviamo anche l’abbraccio e i complimenti di Giampiero Porzio e di tutto lo Staff della onlus “L’Aquila per la Vita”, che si occupa di oncologia domiciliare e della quale Franco Gramenzi è testimonial gratuito – elenchiamo di seguito i suoi 10 campionati vinti e riproponiamo un articolo pubblicato giusto 10 anni fa, nel 2002, dopo la vittoria della Serie B1 a Teramo.
Complimenti a “Francolino”, che da poche ore è il “Coach della Stella”.
 
 
FRANCO GRAMENZI
Campionati vinti.
01.1987-1988, TERAMO, dalla Serie D alla Serie C.
02.1993-1994, CAMPLI, dalla Serie B2 alla Serie B1.
03.1995-1996, TERAMO, dalla Serie B2 alla Serie B1.
04.1997-1998, SCAFATI, dalla Serie B2 alla Serie B1.
05.2000-2001, CAPO D’ORLANDO, dalla Serie B1 alla Serie A2.
06.2001-2002, TERAMO, dalla Serie B1 alla LegaDue.
07.2002-2003, TERAMO, dalla LegaDue alla Serie A.
08.2006-2007, VEROLI, dalla Serie B1 alla LegaDue.
09.2009-2010, BARCELLONA POZZO DI GOTTO, dalla Serie A Dilettanti alla LegaDue.
10.2011-2012, FERENTINO, dalla DNA alla LegaDue.
 
 
FRANCO GRAMENZI
Profilo pubblicato su IL TEMPO d’Abruzzo, in data 1 giugno 2002.
Franco Gramenzi è il Coach Campione d’Italia della cadetteria.
Ha guadagnato il titolo prima portando in serie A la Sanic Teramo e poi battendo l’altra neopromossa, Osimo, nella gara secca per l’assegnazione dello “Scudettino”.
Professionista esemplare, Gramenzi è un allenatore vincente che ha già sei promozioni nel suo curriculum professionale. Tranquillo, assolutamente allergico alle panzane, garbato, asciutto nei modi ed essenziale nel raccontarsi, è da considerare l’allenatore dell’anno in serie B, viste le due promozioni consecutive ottenute a Capo d’Orlando e Teramo, seguito magari da Coach Alessio Baldinelli, che in tre stagioni ha preso Osimo in C1 e l’ha portata in Serie A, bissando quanto fece qualche stagione prima a Jesi.
Franco Gramenzi nasce il 13 settembre 1963 da papà Umberto, impiegato statale oggi in pensione e da mamma Adriana. Inizia ad allenare a 18 anni, durante l’ultimo anno di scuola superiore, mentre ancora è un giocatore juniores, seguendo per 10 anni il minibasket e curando poi la trafila delle giovanili del Teramo.
Inizia la sua carriera di allenatore di prima squadra in qualità di assistente di Totò D’Orsogna, nel Teramo, per poi diventare capo allenatore nel 1987/1988 in serie D e ottenendo la sua prima promozione.
Dopo un anno di C, concluso al sesto posto, va per due stagioni a San Benedetto del Tronto, dove cura le giovanili e fa da assistente a Enzo Romano. Nel 1992 va a Campli, in B2, dove rimane per tre stagioni, l’ultima delle quali coronata nella promozione dei farnesi in B1.
Teramo lo richiama per gestire il nuovo progetto voluto dal Professor D’Eusanio. La prima stagione arriva agli spareggi e sfiora la promozione, che conquista il secondo anno. Ancora una stagione a Teramo, in B1, salvando la squadra ai playout.
Lasciata Teramo, va a Scafati, in B2, centrando la quarta promozione in trasferta, a Matera, nello scontro diretto.
Lo chiama Rieti, dove rimane per due stagioni, uscendo nella prima ai quarti dei playoff e nella seconda in finalissima, battuta in gara 3 sul proprio campo dal Castelmaggiore di Coach Demis Cavina.
Chiusa la parentesi reatina, l’unica avara di promozioni, dopo aver rifiutato una panchina in B2 entra in corsa a Capo d’Orlando, rilevando una squadra penultima, che ha 6 punti, con la quale vince 12 gare su 16. Il risultato è clamoroso: prima promozione della carriera in Serie A2 e quinta complessiva.
Lascia la Sicilia per accettare la sfida di Teramo, dove lo richiama il Presidente Carlo Antonetti. Vince di nuovo, portando Teramo in Serie A2 e centrando la sua sesta promozione in una carriera ancora giovane.
Diplomato geometra e laureato all’ISEF dell’Aquila, Franco Gramenzi vive con la sua compagna Sandra, arbitro di pallacanestro.
 
 
FRANCO GRAMENZI
Intervista pubblicata su IL TEMPO d’Abruzzo, in data 1 giugno 2002.
 
Franco, hai ben sei promozioni da raccontare. Iniziamo dalla serie D vinta con il Teramo.
«La prima, anche se piccina, è sempre un po’ speciale. Era la squadra dei fratelli Di Francesco».
 
Dopo Teramo, Campli, stavolta vincendo la B2.
«Del Paggio e il suo staff rischiarono, chiamandomi ad allenare in B per la prima volta in carriera. La squadra fu creata grazie alla grande capacità di Enzo Borgognoni. C’erano Cortese, Bonazzi, Patricelli, Pedicone e Lanza».
 
Ancora Teramo, stavolta per vincere la B2.
«Si, con il sempre presente Bonazzi, Stama e Macaro, che è sempre stato un vincente in categoria».
 
Via da Teramo, ecco Scafati. Anche qui promozione in B1.
«Il mio primo campionato fuori dalla provincia di Teramo, portando con me Patricelli. L’anima di quella squadra era Michele Marino, supportato da Carmine Vella. Eravamo partiti per vincere e ricordo che il Presidente Longobardi mi diceva che, dopo aver allenato Scafati, con la pressione che avevo addosso sarei stato pronto a gestire anche il Paok Salonicco! Prima di ogni gara, il Presidente amava ripetere: “In fondo è solo una partita di basket… però se perdi…”».
 
Come dimostrano i tuoi due anni a Rieti, giusto?
«A Rieti sono state due annate stupende per quanto riguarda la regular season. Purtroppo, il primo anno arrivammo cotti ai quarti e, per di più, con qualche infortunio di giocatori importanti a condizionarci ulteriormente: uscimmo per mano di una Bergamo che giocò una grande serie. Il secondo anno, con 5.000 persone al palasport, perdemmo in finalissima contro Castelmaggiore. C’era una pressione incredibile e oggi penso che forse fu proprio la troppa pressione, che non riuscimmo a gestire, a farci perdere. Tutto fa esperienza».
 
Però ti sei rifatto con gli interessi a Capo d’Orlando…
«Sì. Subentrai a dicembre e dietro di noi avevamo solo Brindisi, con due punti in meno. Infilammo 12 vittorie su 16, perdendo in casa soltanto contro Cefalù. Una promozione davvero bellissima, perché inaspettata e perché legata a un gruppo difficile, ma che insieme seppe fare molto, anche grazie all’apporto di gregari come Plateo, Caprari e Spangaro».
 
Partito da Teramo, dopo 5 promozioni ci sei tornato.
«Avevo altre richieste, ma ho scelto Teramo perché il Presidente Antonetti aveva un progetto vincente e perché credevo che anche Teramo potesse diventare una piazza del basket di Serie A. Perché non avremmo dovuto riuscirci?».
 
Avete dato l’impressione di una corazzata impermeabile a tutto. Hai scelto con grande cura i tuoi uomini?
«Certo. Preferisco perdere qualcosa in talento puro e qualità, ma avere uomini tosti e determinati».
 
Che rapporti hai con la squadra?
«Mi interessa la loro professionalità e mi interessa che il gruppo sia un minimo protetto. Per fare questo, c’è bisogno che l’allenatore si prenda le proprie responsabilità e che i giocatori siano responsabili delle loro azioni».
 
Esiste una dedica per questa serie A?
«Ai miei genitori e poi a tutti gli amici del Teramo che ci hanno lasciato quest’anno. Mi piace pensare che abbiano dato una mano, dall’alto, al loro amato Teramo».
 
A livello organizzativo, in serie A c’eravate già…
«E’ proprio vero. Antonetti, Nardi e tutto lo staff hanno fatto un lavoro straordinario».
 
Parliamo un po’ di te. Come ti rilassi?
«Ho bisogno del mare... stiamo cercando casa».
 
Una qualità che non hai e che vorresti avere?
«La capacità di raccontarmi meglio. Io sono asciutto all’estremo e tendo a ridurre, quasi a sminuire».
 
Cosa apprezzi nelle persone?
«La lealtà e la schiettezza. Meglio cantarle chiare».
 
Quali libri ti piacciono molto?
«“Il piccolo principe”, le opere di Pirandello per come fa riflettere sapendo raccontare le storie, i libri di tecnica cestistica e di gestione delle risorse umane».
 
Esiste un film su tutti?
«Johnny Stecchino. Se guardo un film voglio ridere».
 
Sei un tipo che tende a stressarsi?
«Sono un tipo che se la prende per tante cose e, quindi, tendo ad accumulare stress, ma faccio un lavoro che non cambierei con niente al mondo. Purtroppo, il mio stress lo sconta chi mi sta vicino».
 
Come sarà il Teramo di Legadue?
«Vorrei conservare il nucleo che ha vinto la B e prendere pochi validi stranieri, che hanno già esperienza in Europa».
 
Il tuo inglese come va? Non dirmi che sei come Biscardi…
«Io vado malissimo, anche perché a scuola ho sempre studiato francese. Per fortuna che il mio vice, Cancellieri, non ha problemi con l’inglese. Sta a me migliorare in breve tempo, anche se penso che ci capiremo ugualmente».
 
 
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11 Maggio 2012
FRANCO GRAMENZI: LA 1-3-1, MIKE D’ANTONI E ANTONIO PETILLO.
Chiacchierata con coach Gramenzi, che alla guida di Ferentino ha battuto Omegna con la zona 1-3-1, illustrata nel 1992 da Mike D’Antoni e fatta propria nel 2008 insieme ad Antonio Petillo.
 
17 Maggio 2012
GRAMENZI E FERRARO: INTERVISTA DOPPIA AI FINALISTI, 10 ANNI FA PROMOSSI INSIEME.
La Finale DNA fra Trieste e Ferentino mette di fronte Franco Gramenzi e Innocenzo Ferraro, che nel 2001/2002 vinsero la B1 a Teramo. Li abbiamo intervistati.
 






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