Antonio, il basket è una passione vera. Quindi puoi non essere più impegnato fra i professionisti, ma non si molla un passione. Per quale squadra lavori?
«La mai passione è per il basket e per l’insegnamento; per questo, da quando ho deciso di lasciare lo Scafati Basket in LegaDue mi sono dedicato ai ragazzi del mio quartiere, ai quali cerco di insegnare i valori dello sport ed i fondamentali del basket».
La passione per l\'arte c\'è sempre? Scrivi ancora di arte e cultura?
«La passione per l’arte è sempre forte. Non ho troppo tempo per scrivere d’arte, ma in cambio sono diventato la guida “ufficiale” di tutti gli amici dei miei amici che vengono a Napoli per affari o turismo. Mi affascina molto fare da Cicerone. E gli amici si rivolgono a me quando hanno ospiti da fuori città. Pensa, un giorno rischiai perfino una denuncia per “esercizio abusivo di guida turistica”, in quanto conducevo con fare declamatorio nell’antica “Spaccanapoli” un gruppetto di tedeschi, amici di campeggio del professor Infranca (Presidente campano del CNA). Fu una fatica spiegare ai Vigili Urbani che mi ero prestato solo per hobby a quella passeggiata».
E i libri? Ne hai uno nuovo in programma?
«Il mio quarto libro è quasi pronto. Questa volta parla della mia città, dalla quale non sono mai riuscito a staccarmi neppure da allenatore».
Torniamo al sodalizio cestistico da te fondato, il Basket Kouros Napoli. Com’è nato?
«Ho fondato questa società quattro anni fa con Francesco Mancini, mio ex presedente ai tempi del Posillipo basket. Inizialmente fu un iniziativa esclusivamente sociale, essendo io molto impegnato con lo Scafati Basket. Poi, gradualmente, la realtà Kouros è cresciuta sempre di più anche sotto il profilo tecnico-agonistico. Oggi, con tutta modestia, ci possiamo definire una realtà che fonde bene lo scopo sociale con un apprezzabile qualità tecnica».
Basket giovanile in una zona non facile. Chi vi aiuta e sostiene?
«Purtroppo, al momento, sosteniamo le spese in due: io e Francesco Mancini. La società cresce, abbiamo alcuni ragazzini molto futuribili e questo ci fa aumentare ancor di più i problemi economici. Sentiamo il dovere di offrire a questi ragazzi sempre più professionalità ed efficienza societaria».
Antonio Petillo e il basket di alto livello. Anche un intellettuale saggio come te ha ancora sogni di gloria? Vuoi tornare ad allenare i senior?
«Ho allenato sempre per passione, quando le motivazioni non erano quelle giuste ho preferito cambiare aria. Non escludo la possibilità di ritornare alle squadre senior, il basket di alto livello offre grandi possibilità di confronto, ma al momento la cosa che mi stimola di più è lavorare con i giovani, per la mia società».
Qual è la tua opinione sull\'attuale momento del basket professionistico italiano?
«Purtroppo, già prima della nota crisi internazionale, il basket professionistico italiano segnava il passo. L’avveduto Presidente Longobardi ne era preoccupato in tempi non sospetti. Non a caso, lasciai lo scorso anno il basket professionistico. Come sai, dal 2013 la LegaDue non sarà più professionistica e non ci sarà più il salario minimo degli allenatori. Pensa che un allenatore professionista, che ha accumulato anni di contributi previdenziali, improvvisamente si troverà a lavorare come per hobby; senza coperture previdenziali né tutela degli anni lavorati. Questo non è giusto».
Quale la tua opinione sulla riforma dei campionati che vedrà la luce a partire dalla stagione 2013/2014?
«Credo che negli ultimi anni siano state fatte troppe modifiche ai campionati. Questo danneggia la programmazione delle società e rende difficile l’inserimento di nuovi sponsor nel mondo del basket, perché le direttive non stabili “spiazzano” chi non si occupa direttamente di basket».
Dopo Dino Meneghin, chi è a tuo avviso l\'uomo giusto per la presidenza della FIP?
«Non saprei indicare un nome. Personalmente, credo molto nella politica di valorizzazione della base. Ampliare il numero delle piccole società e, conseguenzialmente, degli iscritti sono certo che dà più risultati rispetto alla politica di elite, che punta sui presunti “pochi ma buoni”».
Basket e mass media. Qualche idea per valorizzarlo, visto che quest\'anno il ritorno alla TV in chiaro pare sia stato un flop?
«Questa domanda è strettamente correlata con quanto dicevo precedentemente: se la politica non è rivolta alla base, non ci sono interessi a valorizzare il nostro sport; allora si punti sul coinvolgimento di alcuni magnate che possano ingrandire l’interesse dei media su alcune squadre di elite».
BASKET KOUROS NAPOLI
La società fondata da Antonio Petillo.