Basket di Serie A a Teramo
LA VERSIONE DI LINO PELLECCHIA

Dopo la scomparsa del Teramo Basket di Serie A, intervista al patron del sodalizio cestistico biancorosso.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedì, 12 Luglio 2012 - Ore 11:30
Lino Pellecchia, il Teramo Basket è morto. Qual è il suo sentimento dominante?
«Ho ripetuto innumerevoli volte, sia in televisione sia ai suoi colleghi giornalisti, fin da febbraio 2012, che non era possibile andare avanti senza nuovi flussi finanziari. Gli stessi potevano arrivare dalla mia famiglia, se certe operazioni fossero andate avanti. Ma gli stessi potevano confluire da chiunque fosse stato intenzionato a salvare una situazione quantomeno disperata. Oltretutto, mi sono dichiarato più volte disponibile a fare un passo indietro, ma non mi sembra di aver ricevuto proposte concrete».
 
Chi chiama al suo fianco per questa morte sportiva? Oppure lei si sente l\'unico responsabile?
«Non chiamo nessuno al mio fianco. Nella mia vita non ho mai cercato alibi. Questa morte, come lei la definisce, è giunta per mancanza di liquidità. Ora, che io mi debba sentire responsabile per non aver finanziato abbastanza questo progetto, lo ritengo veramente assurdo. Io penso invece, e lo voglio ribadire ancora una volta, che non posso e non voglio mettere in serie difficoltà economiche le mie aziende».
 
E\' giusto approfondire quel che è accaduto negli anni precedenti, oppure adesso che il Teramo Basket non esiste più non le importa più nulla?
«Come ho più volte ripetuto, non intendo parlare del passato. Lo ritengo veramente inutile. Non dimentico, perché non è possibile dimenticare, 10 anni di basket ad alto livello. Poi, mi si permetta di aggiungere che ogni sei mesi la banca mi ricorderà il compimento di un dovere legato alle gestioni pregresse. Sarebbe bene non dimenticarlo».
 
E\' stata costituita una nuova società di capitali, qualche giorno fa, per tentare una mossa quasi disperata che poi non è andata a buon fine. Lei pare non sia stato troppo attento alla questione, seppur coinvolto. Qual è la sua versione dei fatti?
«A dire il vero, io ho partecipato ad un incontro con i promotori di questa encomiabile iniziativa e mi ero impegnato a reperire eventuali sponsorizzazioni. Nient’altro. Poi vorrei aggiungere che sarebbe bene ricordare la mia veneranda età di 72 anni. Mi si può legittimamente obiettare che quando ho iniziato questa avventura ne avevo soltanto uno in meno, ma le giuro che non avrei mai immaginato quanto impegno fisico ed economico richiedesse la conduzione in prima persona di una società sportiva della massima serie».
 
Un suo pensiero finale, in libertà, sulla bella storia del Teramo Basket, purtroppo finita malissimo?
«Sono ovviamente dispiaciuto per la triste conclusione. Considerare poi che la stessa è avvenuta sotto la mia guida, mi rende ancora più amareggiato».
 
 
YOUTUBE
La morte del Teramo Basket, nelle parole di Piero Assenti su TV6.
 
 
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Il Teramo Basket e l’Operazione Lazzaro.
 
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