La voglia di lasciarsi andare a un: “Ma in che mani siamo?” morde forte.
Soprattutto pensando alla Regione Abruzzo, alle sue due sedi per non scontentare nessuno (L’Aquila e Pescara) e ai conseguenti sprechi “fisiologici” (perché se diciamo patologici poi pare brutto...).
Parliamo di petrolio, del caso “Ombrina” e cioè della possibilità che il mare abruzzese di fronte alla Costa dei Trabocchi si trasformi in un nerissimo distretto petrolifero, vanificando secoli di antropizzazione che ha privilegiato le colture di vite e ulivo, oltre a una gestione del territorio a vocazione prettamente turistica.
Il Governo Monti, giorni fa, ha dato il via libera al “mostro” a 6 miglia dalla costa (una follia bella e buona in una regione che vuole sviluppare il turismo, anche se “Ombrina” non dovesse avere un solo incidente e tutto dovesse sempre filare liscio).
Ieri il Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, ha tuonato contro il Governo Monti, ergendosi a paladino dell’ambiente regionale (la cosa non può che far piacere a chi ha sempre combattuto per un Abruzzo libero dalle trivelle) e rivendicando per sé la figura di difensore dell’Abruzzo “Regione Verde d’Europa”.
Il WWF Abruzzo ha chiesto allora a Chiodi di chiarire perché nel Decreto ministeriale di autorizzazione della mega-piattaforma Ombrina era riportato il passo “preso atto che, seppur sollecitata in data 11.07.2012, la Regione Abruzzo non ha fatto pervenire il proprio parere di competenza”.
Nel pomeriggio di ieri il Presidente Chiodi ha risposto, con nota ufficiale, sostenendo che al protocollo regionale non risultano pervenute richieste di parere sullo specifico argomento.
Oggi il WWF Abruzzo divulga la lettera con la quale il Ministero dell’Ambiente chiedeva il parere alla Regione Abruzzo.
La lettera, a firma del Direttore Generale della Direzione generale per le Valutazioni Ambientali del Ministero, Mariano Grillo, riporta il numero di protocollo in uscita del Ministero DVA-2012-0016621 del 11/07/2012.
La lettera è inviata alla Regione Abruzzo, Direzione Parchi, Territorio, Ambiente e Energia, Ufficio V.I.A., via Leonardo da Vinci 6, 67100 L\'Aquila. Il responsabile della Direzione è Antonio Sorgi.
La nota del Ministero, che ripercorre brevemente l\'iter del procedimento, riattivato dal cosiddetto Decreto Sviluppo, si chiude con la seguente frase “Si invita la Regione Abruzzo a voler far pervenire il proprio parere di competenza”.
Cose da pazzi? Purtroppo, cose da Abruzzo...
Sempre oggi, il Presidente del WWF Abruzzo, Luciano Di Tizio, ha dichiarato: «Abbiamo dimostrato che la lettera che risulta ignota al Presidente della Regione Chiodi esiste. È evidente che si tratta di un fatto assolutamente inquietante su cui far luce il prima possibile, visto che stiamo parlando di un progetto che, se non bloccato, cambierà il futuro dell\'intera regione e che muove interessi da centinaia di milioni di euro. Si prendono decisioni ed escono addirittura decreti che riportano fatti che non sarebbero veritieri, visto che il massimo rappresentante della Regione Abruzzo sostiene che la lettera non è arrivata all\'ente che presiede. Il WWF attiverà un accesso agli atti presso entrambi gli enti coinvolti, Ministero dell\'Ambiente e Regione Abruzzo, per verificare cosa esiste realmente agli atti, anche perchè questa vicenda può avere enorme rilevanza anche ai fini del ricorso al TAR».
Infine, il WWF Abruzzo auspica che l\'annunciata partecipazione del Presidente Chiodi all\'incontro, che si terrà oggi a Chieti Scalo presso la camera di Commercio, possa chiarire non solo questi aspetti, ma anche verificare concretamente se la regione è disponibile a presentare ricorso al TAR.
La speranza è che – dopo le battaglie contro il Centro Olii di Ortona e le altre mobilitazioni fatte in questi ultimi anni in Abruzzo, donne e uomini di quella che vuole continuare a dirsi la “Regione Verde d’Europa” facciano valere le ragioni di un intero territorio, contro speculazioni che porterebbero incredibili arricchimenti concentrati nella mani di pochi.
Grazie al WWF, grazie a Maria Rita D’Orsogna, grazie al Sindaco di Pineto Luciano Monticelli e a tutti quelli che da anni – e lottare per anni contro colossi che manipolano quasi tutto e quasi tutti vi assicuriamo che è dura assai – lottano per un futuro migliore.
Un ricordo, infine. Quello di Ken Saro-Wiwa, intellettuale e poeta nigeriano impiccato in piazza, perché aveva osato opporsi alle multinazionali del petrolio che stavano devastando la sua Nigeria, sterminando il popolo degli Ogoni, che abitava il delta del Niger e viveva dei frutti della terra e del mare.
Perché ricordare Ken Saro-Wiwa? Perché le multinazionali del petrolio sono potentissime e capaci di condizionare, mediante lobby fortissime e persuasive, qualsiasi componente della società si presti ad essere convinto, che sia esso un politico, un giornalista, un magistrato, un rappresentante delle forze dell’ordine. Molti, moltissimi, sono i casi di corruzione quando si parla di petrolio, quindi vietato abbassare la guardia.
Come afferma il WWF Abruzzo, è gravissimo che una lettera datata 11.07.2012 non si trovi. Una lettera così importante, che “vale” centinaia di milioni di euro e il futuro dell’Abruzzo. State pensando male? Non fatelo, potreste azzeccarci...