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... si metteva al livello degli allievi cercava, discutendo seco loro, di persuaderli, era sempre l’amico anche durante l’istruzione e nelle anime dei peggiori faceva breccia, dimenticandone gli sbagli antecedenti, per portare su di essi ogni giorno la sua più grande attenzione onde raggiungessero il livello degli altri.
Una qualità eccezionale di Caprilli, che non riconobbi in nessuno dei nostri migliori appassionati del cavallo e dell’equitazione, fu la tendenza sua ad evolversi continuamente, accettando sempre l’esperimento delle proposte di tutti, lieto se venivano a modificare le sue idee per migliorare l’arte alla quale dedicò tutto se stesso.
Un fatto simigliante è accaduto a taluni maestri del pennello o seguaci delle muse, ma è ben raro presso tutti coloro che emergono in qualche disciplina.
Fu questa grande virtù insieme all’apostolato continuo di propaganda de’ buoni principi d’equitazione che condussero Caprilli a successi scolastici di una praticità, di un effetto decisamene superiori a quelli riportati da’ suoi predecessori e compagni d’insegnamento ed è per tali ragioni, che secondo il mio parere, egli si eleva su tutti.
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FEDERICO CAPRILLI
Vita e scritti
Carlo Giubbilei
Edizioni Equestri, 1909.