Il Mohicano del basket [Stefano Blois]
PLAYOFF SCUDETTO: CHE SORPRESE IN GARA 7!

Stefano Blois, indiano del basket classe 1994, ci racconta i Quarti di Finale dei Playoff Scudetto. Varese-Siena e Roma-Cantů le Semifinali.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Giovedě, 23 Maggio 2013 - Ore 04:30
Non potevano non riservare ulteriori colpi di scena le gare7 dei playoff, che forse possiamo già considerare come i più emozionanti ed imprevedibili degli ultimi anni. È crollato improvvisamente il fattore campo in due delle tre serie rimaste (curiosamente proprio quelle che finora avevano visto sempre vincenti le squadre di casa) e si è andato così a comporre un quadro delle semifinali diverso da quello che ci si aspettava e per questo forse ancora più intrigante.
 
 
SERIE A – Playoff – Quarti di Finale
 
MILANO-SIENA 80-90 [Serie 3-4] Siena in Semifinale
Impossibile non iniziare dalla Montepaschi Siena, che compie un\'impresa storica eliminando la presunta corazzata Milano, nell\'anno in cui sembrava finalmente giunto il momento del passaggio di consegne dopo la rivoluzione estiva della Mens Sana, che aveva perso quasi tutti i protagonisti dei sei scudetti consecutivi e con l\'EA7 che sembrava davvero la squadra da battere. E invece gara7 di una serie che tutta Italia attendeva ha un po\' confermato il trend di questa  stagione ma anche degli scorsi campionati, con Milano bella e forte sulla carta ma senza gioco e anima, legata esclusivamente alle invenzioni dei suoi singoli, e una Siena pur molto distante dalle scorse trionfali versioni ma con la stessa cattiveria, carica agonistica e una pazzesca identità di squadra.
La dimostrazione già nell\'avvio di gara, con la squadra di Banchi che non ripete il pessimo inizio al tiro di gara5 a Desio, scoccando subito tre bombe in due minuti e regalando un vantaggio che la Mens Sana manterrà per tutto il resto di una partita che si sviluppa ad elastico, con i biancoverdi a condurre le danze e l\'EA7 che sfrutta come al solito qualche invenzione dei singoli per rimanere a galla, sbattendo però duramente contro il muro della zona alzata da Siena che costringe ancora una volta l\'attacco di casa a tante palle perse.
Il -2 dell\'intervallo è più frutto dei 22 tiri liberi tentati da Bouroussis e compagni che di una manovra offensiva sempre molto difficoltosa. Il secondo tempo non vede cambiare la storia della partita, con Siena che mantiene costante la sua produzione offensiva (mai sotto i 22 punti in un quarto) con uno strepitoso Hackett a menare le danze, e Milano che pian piano si spegne non trovando più la via del canestro neanche dalla lunetta e non mostrando neanche una reazione d\'orgoglio che era lecito aspettarsi in una situazione del genere. Nell\'ultimo quarto infatti la Montepaschi mantiene sempre la doppia cifra di vantaggio, arginando i timidissimi tentativi di rimonta dell\'Olimpia che ad un attacco sterile aggiunge una difesa imbarazzante e scesa di tono nel momento più importante della stagione, dopo aver mostrato buoni miglioramenti negli ultimi mesi.
Finisce dunque 80-90, con una meritata passerella per Siena che compie un\'impresa forse ancora più significativa dei tanti scudetti ottenuti nell\'era Pianigiani. Coach Banchi ringrazia un incredibile Hackett, che ha giocato una serie disumana per produzione offensiva e soprattutto capacità di leadership prendendosi l\'intera squadra sulle spalle. Ma è doveroso ricordare il prezioso contributo di Moss, di un Brown a tratti dannoso ma comunque importante in gara7, di Carraretto ed Eze dati per finiti da molti, e anche di un Sanikidze che dopo una stagione molto sottotono ha trovato la sua miglior partita nel momento più importante. Ma più che di singoli, mai come in questo caso va celebrata una vittoria di squadra.
Che dire invece di Milano, delusione dell\'anno fin da settembre, ma sempre sul punto di cambiare marcia e risollevarsi. Il fragile castello di carta di Scariolo è invece crollato alla prima avversità, nonostante la serie si fosse messa sul verso giusto prima con il 2-0 di Assago e poi con gara5 di Desio. All\'EA7 non sono bastati i colpi del mercato estivo, e neanche i correttivi apportati a stagione in corso per svoltare la stagione, terminata nel modo peggiore con una serie che ha sì visto l\'Olimpia quasi sempre in vantaggio, ma ha anche evidenziato le tante problematiche strutturali che Scariolo non è riuscito a risolvere. A lungo andare l\'acquisto di Green si è ad esempio rivelato controproducente, viste le difficoltà fisiche in difesa del piccolo play americano di cui Siena ha approfittato. E se Hairston e Gentile hanno almeno a tratti dato il loro contributo, si é sentita tantissimo la mancanza del vero Langford, incisivo solo in gara4 e per il resto limitato dagli infortuni e dall\'ottima difesa senese (bugiardissimo il tabellino di gara7, che recita 18 punti nascondendo una prestazione altamente negativa) per non parlare dell\'involuzione offensiva di Melli e dell\'enigmatica stagione di Fotsis, spesso sembrato con la testa lontano da Milano e poco coinvolto nelle alchimie di gruppo. I difetti più gravi restano però l\'incapacità di aver trovato un sistema di gioco ben definito sia in attacco che in difesa, nonostante i tanti campioni a disposizione, che ha portato al tracollo di gara7, simbolo di una stagione disastrosa da cui non sarà affatto facile ripartire.
 
SASSARI-CANTU’ 95-97 [Serie 3-4] Cantù in Semifinale
Non meno sorprendente è il crollo di Sassari, che cede sul più bello alla Lenovo Cantù mancando quelle semifinali che sembravano davvero alla portata del presidente Sardara. E guardando il tabellone della Dinamo si può davvero parlare di occasione persa, con tutte le avversarie più pericolose dall\'altra parte. Mai però dare per morti i brianzoli, che si presentavano nettamente sfavoriti alla post-season dopo un girone di ritorno difficilissimo e la perdita di un pezzo da 90 come Markoishvili. La Dinamo invece, forte del suo temibile fattore campo e di una panchina più lunga con gli innesti di Gordon e Becirovic ha forse abbassato la tensione dopo le prime due gare vinte, probabilmente aspettandosi una Lenovo ormai scarica psicologicamente e invece capace di mantenere inviolato per tre volte il Pianella resistendo anche ad un -9 nell\'ultimo quarto di gara6 che suonava come una condanna, ed arrivando così a giocarsi una gara7 dove è chiaramente emersa la differenza di tensione tra le due squadre, con Cantù più leggera e capace di scioccare la Dinamo con un terrificante 2-18 di parziale in avvio. La squadra di Sacchetti non ha ovviamente alzato bandiera bianca e punto su punto, nonostante una difesa non esattamente impeccabile che ha continuato a concedere ottime percentuali ad Aradori e compagni, si era riportata a -4 sul finire del terzo quarto prima di subire un\'altra mitragliata di Cantù, che con due schiacciate di Tyus avvicinava lo striscione del traguardo sul 73-88 a poco più di 7 minuti dal termine.
Un parziale di 14-0 riportava invece la partita sui binari dell\'equilibrio e in un match che per ritmi e alto punteggio non assomigliava certo ad un "do or die" a decidere è stato ancora una volta un finale punto a punto, con Sassari che ha evidentemente scontato in questa serie il credito con la fortuna accumulato in passato. Passata due volte in vantaggio con Vanuzzo ed una splendida penetrazione di Sacchetti a 30 secondi dalla fine, il Banco, incassati i due liberi di Ragland per il controsorpasso Cantù, falliva il tiro della vita con Vanuzzo. A due secondi dalla fine bastava un errore sul secondo libero a Tyus per chiudere la serie, ma il centro di passaporto israeliano (non certo un tiratore esaltante dalla lunetta) mandava incredibilmente a segno il +2 frantumando le coronarie di Trinchieri e regalando alla Dinamo la possibilità di tirare per vincere dopo il time-out. Sembra tutto apparecchiato per la beffa delle beffe e invece Sacchetti spara sul ferro il tiro (ottimamente costruito) delle semifinali.
Sassari si rammarica non tanto per una gara7 che per definizione sfugge ad ogni pronostico, e che Cantù ha meritato di vincere, ma per l\'andamento di una serie che soprattutto nelle partite in trasferta ha visto la Dinamo non sempre sul pezzo e ricaduta negli antichi vizi di dipendere troppo dal tiro perimetrale e di una difesa non sempre all\'altezza, soprattutto lontano dal PalaSerradimigni. Anche la leadership dei cugini Diener, strepitosi in regular season, non è stata solida come ci si attendeva (tant’è che i tiri decisivi sono stati spesso scoccati dalle presunte seconde linee Vanuzzo e Sacchetti), ma vanno anche riconosciuti i meriti della squadra di Trinchieri, bravissima a interpretare al meglio la serie lasciando sfogare Sassari nelle partite interne, ma non concedendo un millimetro al Pianella e portando la contesa fino alla decisiva gara7, dove Cantù ha giocato una partita "alla Sassari" con ottimi risultati. Importantissimo si è rivelato l\'acquisto di Ragland in un reparto che soffriva tantissimo l\'assenza di un attaccante puro oltre ad Aradori (anche lui decisivo), ma segnali importanti sono arrivati anche da Tyus che ha ormai definitivamente scavalcato nelle rotazioni Cusin guadagnandosi il ruolo da pivot titolare.

ROMA-REGGIO EMILIA 72-59 [Serie 4-3] Roma in Semifinale
Infine, anche la meno chiacchierata ma pur sempre combattutissima serie tra Roma e Reggio Emilia ha decretato solo dopo sette gare il nome della qualificata, con un\'Acea che si guadagna meritatamente un posto tra le quattro regine del campionato dopo una stagione esaltante che vedeva la squadra di Calvani partire molto indietro nelle previsioni di inizio campionato.
Se le prime sei gare erano state un ottovolante, con le due squadre che avevano alternato momenti di grazia a brutti passaggi a vuoto, la sfida di martedì sera ha visto uscire giustamente vincitrice la Virtus, trascinata anche da un PalaTiziano strapieno e mai così caldo nelle ultime due stagioni.
Alla fine ha prevalso la voglia di raggiungere un traguardo insperato per Datome e compagni, bravi ad ingabbiare una Reggio a cui è mancata forse un po\' di cattiveria sul più bello (anche se la rimonta di gara6 era stata strepitosa). Roma ha condotto per 40 minuti, affidandosi a Lawal (non ancora pienamente rientrato sui suoi livelli dopo l\'infortunio, ma comunque in netta ripresa) nel primo tempo ma scavando il solco decisivo nel terzo periodo grazie all\'ottima difesa che tiene la Trenkwalder a soli 8 punti regalando un ultimo quarto senza grossi patemi al di là di un paio di fiammate di Brunner, delusione della serie tra le fila di Menetti, e con il solito "Mister 15" Datome (mai sotto quota 15 punti in tutte e sette le partite della serie).
Reggio Emilia paga, come spesso gli accade nelle sconfitte, la cattiva serata dei due americani che sommano un modesto 7/24 al tiro, viene in generale sovrastata in tutte le voci statistiche (con Roma superiore in quasi tutte le voci statistiche e soprattutto con un eloquente 93-31 di valutazione), ma può uscire a testa altissima da una stagione ricca di soddisfazioni, con un Cinciarini (beccatissimo dal pubblico capitolino) rilanciato ad alti livelli ed ultimo ad arrendersi anche in gara7, con 23 punti.
Il palcoscenico è però adesso tutto per Roma, che oltre alla meritata qualificazione può scartare il gradito pacco-regalo di una semifinale da giocare con il fattore campo a favore (sarà ancora PalaTiziano o la Virtus tornerà al PalaEur?) godendosi oltre al solito Datome la crescita di Jones, il ritorno a buoni livelli di Goss e reinserendo a pieno regime Taylor e Lawal dopo i rispettivi infortuni. Il quarto con Reggio non è stato comunque tutto rose e fiori, e la squadra di Calvani ha un po\' perso quella continuità che era stata marchio di fabbrica durante il campionato (ma che non è facile esprimere giocando partite così ravvicinate). Soprattutto, con rotazioni così corte e serie così lunghe, ha bisogno di ritrovare alcuni protagonisti smarriti nelle ultime settimane. Il caso più eclatante è quello di Czyz, mai sopra i 3 punti segnati e i 10 minuti di utilizzo nelle ultime quattro partite, ma anche D\'Ercole, spesso molto importante durante l\'anno, ha dimezzato la sua media punti tirando malissimo nell\'intera serie (6/22 totale) vedendosi scavalcato nelle rotazioni dal neoarrivato Bayley. Calvani deve rimettere in sesto anche loro per puntare ad un traguardo storico, ma non più così lontano, come la finale.
 
Neanche il tempo di respirare e si riparte subito con le semifinali, che si prospettano interessanti ed emozionanti come lo sono stati i quarti. Quest\'anno con il basket italiano davvero non ci si annoia.
 






Stampato il 06-09-2026 13:32:22 su www.roseto.com