Roseto Basket Story
PATRICK MUTOMBO: DA ROSETO ALLA NBA CON DANILO GALLINARI.

L’ex giocatore del Roseto è un assistente allenatore dei Denver Nuggets. Un articolo pubblicato su Eidos News a giugno 2013.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 23 Luglio 2014 - Ore 23:00
Patrick Mutombo, africano del Congo - dove è nato nel 1980, a Kinshasa - e naturalizzato belga, è stato fra i componenti del “Roseto più forte di sempre”, nella stagione 2004/2005.
 
Giocò insieme a Mahmoud Abdul-Rauf e agli altri Sharks, sotto la guida di coach Neven Spahija. In un quintetto con diversi finalizzatori (Abdul-Rauf, Woodward, Sesay), Mutombo era – insieme a Nikagbatse – un importante fattore di equilibrio.
 
Ala piccola di 197 cm, ma anche “4 tattico”, Patrick era il giocatore ideale grazie alla sua intelligenza cestistica e, soprattutto, ad un carattere eccezionale. Buono e mai piantagrane, Mutombo giocò 36 gare con 27 partenze in quintetto, segnando 6,9 punti di media in 24,2 minuti di gioco, aggiungendo 3,4 rimbalzi.
 
Prima di Roseto, Mutombo aveva giocato a Messina. Dopo il Lido delle Rose, in Italia giocò ad Avellino, Udine e Ferrara. Finita la carriera agonistica, Mutombo è tornato a Denver, in Colorado, dove andò a studiare al tempo del college emigrando dal Belgio, sposandosi con Magali, anche lei congolese, ed entrando nello staff della squadra NBA dei Denver Nuggets, famosa in Italia perché è il team di Danilo Gallinari.
 
Mutombo è da 2 stagioni nello staff tecnico. Ha iniziato nel 2011/2012 come “Player Development Coodinator”, diventando in questa stagione assistente allenatore, delegato al lavoro individuale per migliorare i fondamentali dei giocatori e a scrivere relazioni contenenti le caratteristiche degli avversari, che illustra alla squadra e al suo capo, coach George Karl.
 
Nel tempo libero, Patrick ama dipingere e creare sculture: una vena artistica che ai tempi di Roseto non si conosceva.
 
Contattato mediante posta elettronica, Mutombo ricorda così Roseto degli Abruzzi: “Ho davvero dei bei ricordi. Città bellissima, tifosi incredibili, compagni davvero bravi... e poi che buono il pesce! Spero che un giorno avrò modo di portare la mia famiglia a conoscere Roseto. Sono felice di essere stato parte della sua storia sportiva. Un giorno tornerò, se Dio vorrà”.
 






Stampato il 07-21-2018 02:07:05 su www.roseto.com