Non si è fatta attendere la replica dell’Amministrazione comunale, attaccata da Pd e Abruzzo Civico per non aver raggiunto il numero legale su una delibera proposta dalla maggioranza all’ultimo Consiglio.
Il sindaco Pavone, che si dice esterrefatto e bolla come becera la strumentalizzazione delle opposizioni, dichiara: «Solo i problemi di salute, peraltro non preventivabili, che hanno interessato un Consigliere di maggioranza hanno fatto mancare il numero legale su un provvedimento, quello relativo al punto 3 (assegnazione di aree ad edilizia residenziale pubblica - individuazione aree da cedere art. 2 comma 1 del “regolamento per la concessione del diritto di superficie e per la cessione del diritto di proprietà sulle aree destinate alla Erp”), che tra l’altro era semplicemente un elenco di aree destinate ad edilizia residenziale pubblica, previsto già dal PRG del 1990 e da un regolamento approvato proprio dal Pd nel 2008».
Il sindaco, dopo aver parato il colpo, attacca a sua volta, spiegando: «Tutto è stato fatto in maniera lineare e alla luce del sole, come nostro costume. Purtroppo però devo riscontrare come, ancora una volta, la scarsa sensibilità ed il menefreghismo verso la collettività che la minoranza dimostra, malgrado gli accordi presi in sede di Consiglio da tutte le parti, ha portato a rinviare di qualche giorno l’approvazione di un provvedimento atteso da tempo da tutti noi e che permetterà di calmierare i prezzi degli immobili nella nostra città».
Il primo cittadino risponde anche alla polemica politica che lo vorrebbe sfiancato in vista delle elezioni: «La mia Amministrazione sta procedendo in maniera decisa cogliendo tutti gli obiettivi che si era prefissata e che erano scritti nel programma amministrativo che sarà completato. Abbiamo le carte in regola per chiedere ai cittadini di darci ancora fiducia. Mentre le opposizioni continuano a barcamenarsi tra mille difficoltà nell’individuare un candidato credibile, noi centriamo importantissimi risultati, costringendole a fare i conti con quanto, in decenni di governo cittadino, non sono riusciti a realizzare».
Il Consigliere delegato Caporaletti, che ha lasciato l’assise civica, ha precisato che il problema familiare lo ha costretto ad abbandonare in Consiglio anche giacca ed effetti personali.