Una manifestazione per andare oltre la ricorrenza del “Giorno della Memoria”, analizzando e dialogando con le giovani generazioni.
È quanto avvenuto ieri a Notaresco, comune che nella Seconda Guerra Mondiale ospitò un campo di concentramento per internati composto da due edifici.
Così l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Diego Di Bonaventura ha organizzato “Il giorno della Memoria – Per non dimenticare”, ricordando nella sala consiliare la figura di Davide Henry Ropschitz, dottore inglese internato nel campo di concentramento di Notaresco dall’ottobre del 1941 fino al maggio del 1942.
Per onorare la speciale occasione, dall’Inghilterra è arrivata in Abruzzo Yolanda Bentham, figlia del dottor Ropschitz, che proprio in questo periodo sta ultimando il libro di memorie del padre, il quale ripercorrerà il suo periodo di prigionia in Italia, trascorso nei campi di concentramento di Ferramonti, nel comune di Tarsia in provincia di Cosenza, e quello di Notaresco.
Oltre alla signora inglese, alla manifestazione sono stati invitati gli studenti della Scuola Media Romualdi, che hanno anche ascoltato l’intervento dello storico Costantino Di Sante, arrivato da Bologna per raccontare e analizzare una delle pagine più buie della storia italiana.
La giornata di studi ha avuto persino un colpo di scena, visto che sono stati ritrovati dei documenti di una ragazza di nome Maria, curata dal dottor Davide Henry Ropschitz che però poi non seppe più nulla della giovane.
Secondo i documenti riportati alla luce quella cura funzionò, tanto che la ragazza tornò in salute, sposandosi dopo qualche anno. Insomma: una giornata davvero speciale, mediante la quale il Comune di Notaresco ha voluto, accogliendo testimonianze dall’Inghilterra e da Bologna, non dimenticare la vergogna dei campi di concentramento sul proprio territorio.
A fine manifestazione, il sindaco Di Bonaventura ha chiosato: «Una giornata speciale, che replicheremo sicuramente, perché è importantissimo che la nostra piccola comunità non scordi mai la propria storia, valorizzando anche i cittadini che si comportarono con onore come Giuseppe Di Martino, deportato e internato nei lager nazisti, alla cui memoria solo pochi giorni fa è andata la Medaglia d’Onore. L’impegno è già preso per il prossimo anno, per continuare a parlare e soprattutto non dimenticare».