Fra tubercolosi e polmonite c’è una bella differenza. E sembra che fra i migranti ospitati al Residence Felicioni non ci sia nessun caso di tubercolosi, ma solo una polmonite.
La cosa fa tutta la differenza del mondo sia per la città di Roseto, che vive di turismo e non può permettersi un simile battage pubblicitario negativo in piena estate, sia per l’allarme sociale che la notizia crea.
Ieri, verificando le fonti per approfondire la notizia, il sindaco di Roseto, Sabatino Di Girolamo, ha dichiarato: «Fin da quando la notizia ha preso piede sul web e sui mass media, mi sono attivato con la Asl per avere conferme ufficiali, insieme al dirigente Scorrano, al fine di adottare eventuali provvedimenti. A oggi, però, conferme non ne abbiamo avute. Ovviamente, vigileremo perché la salute pubblica è un bene primario per cittadini e turisti».
Proseguendo nella verifica, Francesco Felicione, titolare del Residence Felicioni in cui sono ospitati i migranti a Roseto, ha dichiarato: «Non c’è nessun caso di tubercolosi. C’è soltanto un ragazzo somalo di 20 anni che ha una polmonite».
Felicione ha poi affermato che il giovane, prima di arrivare a Roseto, era stato sottoposto al “test di Mantoux”: una prova utile per saggiare la presenza di una infezione anche latente provocata dal batterio della tubercolosi, con esito negativo.
Il caso, quindi, sembra sgonfiarsi, anche in virtù del fatto che all’ospedale di Pescara, stando a voci ufficiose, non dovrebbe essere arrivato nessun caso di tubercolosi da Giulianova o Roseto nei giorni scorsi.
Com\'è stato quindi possibile amplificare la notizia di un caso di tubercolosi, se si trattava di semplice polmonite? Molto probabilmente perché riguarda un migrante: con tutto quel che la cosa comporta a livello di attenzione sociale e relativo allarmismo.
Si ripropone, dunque, il problema di una corretta integrazione dei migranti (attualmente 136) ospitati a Roseto.
Francesco Felicione ha in merito affermato: «Per evitare la ghettizzazione è giusto che i ragazzi lavorino e quindi si integrino. A Montesilvano già lo facciamo. A Roseto ho scritto alla passata amministrazione fin dallo scorso ottobre, proponendo lavori socialmente utili, ma non mi hanno mai risposto. Il nuovo sindaco si è detto invece disponibile e spero che il progetto possa partire al più presto. Prima dell’estate i ragazzi che ospitiamo avrebbero benissimo potuto pulire il lungomare e io questa proposta l’ho pure inoltrata al Comune, senza però ottenere risposta».