Serie A2 Est – Roseto Sharks
CARLINO’S WAY

L’articolo pubblicato sul MESSAGGERO Abruzzo marted́ 19 dicembre 2017.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Marted́, 19 Dicembre 2017 - Ore 21:00

Tre è il numero magico. E da quando lo ha indossato, Matt Carlino fa meraviglie.

Per spiegare l’impatto che il tiratore statunitense ha avuto sul Roseto, basta guardare alle sue statistiche personali: 3 partite giocate e 2 vittorie per gli Sharks, entrambe ottenute quando l’oriundo con nonno palermitano è sceso in campo con il 3 sulle spalle, visto che nell’esordio con sconfitta contro Imola (scendendo il giovedì dall’aereo e giocando domenica senza neanche conoscere bene i nomi dei compagni di squadra) indossava il 17, che a questo punto potrà pensare porti sfortuna.

Nelle 3 gare giocate, a 30 minuti di media, il mancino con il polso sinistro fasciato – quasi a proteggere un’arma letale – ha segnato 24 punti di media, catturato 4,4 rimbalzi e dispensato 2,7 assist. Numeri da capocannoniere del girone, titolo spettante oggi a John Brown di Treviso in virtù delle 12 partite giocate a 21 punti di media.

Durerà Carlino? Se lo augurano di cuore i tifosi del Roseto, consci del cambio di marcia fatto dalla squadra da quando è arrivato l’uomo di Lincoln, Nebraska. Anche perché ricorre di nuovo la regola del 3: dopo Roberto Nelson, tagliato in precampionato, e Darell Combs, tagliato dopo un deludente avvio di campionato, Matt Carlino è l’esterno numero 3 del Roseto Sharks 2017/2018. Insomma: tutto torna.

Il diretto interessato – buone maniere da figlio d’arte di coach fuori dal campo, beffardo e irridente in campo quando i marcatori gliene fanno di tutti i colori e lui risponde impiombando triple – tende quasi a mimetizzarsi in un fisico da impiegato del catasto palestrato, mostrando la faccia buona ornata da occhioni chiari e il taglio di capelli da marine di chi ha saputo scorgere una calvizie incipiente, contro la quale pure la difesa a zona è destinata a fallire.

Tanto tonitruante in campo quanto flautato fuori, invece di prendersi la gloria che i numeri gli danno pensa prima di tutto alla crescita dei compagni: «Siamo una squadra molto giovane, che però sta crescendo e che se si allena senza infortuni può migliorare molto».

Carlino leader degli Squali? Il diretto interessato si schermisce: «Mi fa piacere che la gente mi veda così, ma il Roseto ha diversi leader, come Ogide, Marulli e Casagrande. La chiave della nostra crescita deve restare il miglioramento, allenamento dopo allenamento: il campionato è ancora lungo».

Da buon figlio di allenatore di basket, ha un rispetto quasi religioso per la palestra. Poi, quando nonostante l’aspetto ordinario si trasforma in tiratore straordinario sovvertendo l’ordine delle cose, a sentir lui è comunque tutto normale: «Tutti mi dicono che sono pazzo a tentare alcune conclusioni, ma credo che siano tiri che ho nelle mie corde. È qualcosa che ho fatto sia ai tempi della high school sia al college: amo gestire i tiri che costano tanta responsabilità e decidono le partite».



Stampato il 07-21-2018 02:04:42 su www.roseto.com