Capitan Simone Pierich ha guidato il suo Roseto ai playoff, scendendo in campo in 27 delle 30 partite previste fra andata e ritorno, giocando 22,3 minuti di media nel corso dei quali ha segnato 10,3 punti, catturato 3,1 rimbalzi e smazzato 1,8 assist.
Il buono della sua stagione, tuttavia, va oltre i numeri delle statistiche visto che la leadership, il buon esempio, la capacità di aggiustare difesa e attacco non sono misurabili ma si vedono, eccome.
Il brizzolato col numero 55 fa il punto della stagione regolare e, da bravo professore, dà un voto alla squadra: «Direi che il voto che si merita il Roseto è un bel 8. Il giudizio è motivato dal fatto che abbiamo avuto secondo me anche una buona partenza, purtroppo non premiata dai risultati visto che abbiamo incassato sconfitte sempre per pochi punti. Insomma: con un po’ di fortuna, sarebbe stato tutto diverso. Le cose, comunque, si sono aggiustate nel girone di ritorno con la salvezza anticipata e i playoff».
Esperto di basket e attento anche ai miglioramenti dei giovani ai quali è stato chiamato a far da chioccia, Pierich riflette su alcuni compagni di squadra che trova particolarmente cresciuti: «Secondo me è migliorato molto Paul Eboua, che ha preso sempre più fiducia nelle cose semplici da fare. A mio avviso è stato poi importantissimo Lazar Nikolic per la crescita della squadra, anche se le statistiche purtroppo non registrano né premiano la sua intensità. Anche Bayehe, Ianelli e Canka (Penè, che ha recentemente cambiato cognome prendendo quello della madre, n.d.r.) sono stati fondamentali per darci continuità, nel finale di campionato».
Sul cambio di marcia del girone di ritorno, Pierich chiosa: «Nel girone di ritorno abbiamo avuto nella mente 15 partite dove nessuno ci ha messo i piedi in testa. Inoltre, il calendario è stato favorevole nel farci giocare le partite importanti in casa».
Circa l’aria che tira nello spogliatoio, il capitano afferma: «C’è entusiasmo, ma anche tanta curiosità. Vogliamo provare a vincere ogni singola partita, perché saranno una diversa dall’altra. Questo è importante per la crescita della squadra e dei singoli».
Infine, il suo giudizio su Treviglio: «È la peggiore squadra che potessimo incontrare. Sono come noi: giovani, atletici e con giocatori di esperienza. Hanno anche più esperienza di noi in questo campionato e nei playoff. Sarà dura!».