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La dottoressa rosetana, dirigente medico specialista in Medicina d’Emergenza-Urgenza al Pronto Soccorso dell’ospedale San Salvatore di Pesaro, ci racconta lo sforzo di medici e infermieri e raccomanda di avere pazienza e stare a casa.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Martedì, 17 Marzo 2020 - Ore 11:15
Caro Luca,
quando mi hai chiesto di scrivere qualcosa dal “fronte” di questa che è diventata a tutti gli effetti una guerra, la prima sensazione che ho provato è quella di inadeguatezza, per la paura di non riuscire ad esprimere, in poche parole, la complessità di questi ultimi 20 giorni.
A fine febbraio visitavo in pronto soccorso, a Pesaro, i primi pazienti con polmonite da Coronavirus e, dopo pochi giorni abbiamo assistito a un aumento esponenziale di questi pazienti, tanto che il nostro ospedale, nel giro di poco tempo, è stato completamente riconvertito in Ospedale Covid-19.
In questo presidio ospedaliero rivoluzionato c’è un’unica grande terapia intensiva che occupa ben 4 reparti (per un totale di 24 pazienti), un’unica grande medicina sub-intensiva che occupa 6 unità operative (per un totale di 143 pazienti) e un flusso continuo di pazienti nel nostro pronto soccorso (oggi ne avevamo circa 50) gestiti nei nostri ambulatori, sale d’emergenza (per i pazienti più gravi) e tende della Protezione Civile.
I dati che ti riporto sono aggiornati a lunedì 16 marzo 2020, purtroppo in continuo aumento.
Di 1.241 pazienti positivi al Coronavirus nelle Marche, 733 sono nella sola provincia di Pesaro.
Dietro questi freddi numeri ci sono persone, storie, affetti, che vivono un dramma nel dramma: la solitudine.
Purtroppo i pazienti, in isolamento, non possono ricevere visite dei parenti (essi stessi in isolamento domiciliare) e spesso non possono neanche telefonare a un proprio caro o a un amico, perché attaccati a un macchinario che li aiuta a respirare o, nei casi più gravi, intubati.
Alla luce di tutto quello che sta accadendo in queste settimane nelle nostre corsie, TUTTI NOI abbiamo il DOVERE/DIRITTO di arginare il più possibile il contagio, attenendoci scrupolosamente alle misure di distanziamento sociale, che molto probabilmente dureranno più di 15 giorni.
Non facciamoci spaventare dalla durata della quarantena, pensiamo al fatto che è la nostra miglior arma di PREVENZIONE!
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