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Mario Martorelli, che d’inverno vive nella Capitale e d’estate nel Lido delle Rose, ci regala i suoi pensieri. Fra metafore e allegorie, il senso della vita.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Domenica, 21 Marzo 2021 - Ore 18:15
Qui a Roma, nelle zone Tribunali e La Sapienza, “There used to be”.
Chi li capisce sti inglesi? Accomunandomi a tutti quelli che come me non parlano la lingua inglese, ma che alla bisogna, fischiandola, riescono a sopravvivere, vado a dare una traduzione: “There used to be” sta a significare: “C’era una volta, adesso non più”.
Intendiamoci è più facile lo spagnolo, perché basta aggiungere una “S” alla fine di ogni parola. Però, quando poi in Spagna ci capiti davvero, ti rendi conto che con la sola “S” non vai troppo lontano.
Ricominciamo daccapo.
In zona Tribunali e La Sapienza una volta c’erano tantissimi centri servizi che mettevano a disposizione velocissime dattilografe, pronte a digitare tutto quello che dettavi.
Trovavi servizi per fotocopie, con macchine via via sempre più veloci e qualcuna anche a colori. C’era fame di fotocopie e tutti di corsa a fotocopiare libri. Con un libro si facevano tante fotocopie. Ohi, ohi: era ed è vietato!
I titolari dei centri servizi fornivano occupazione a decine e decine di persone. Ragazze, ragazzi, madri e padri di famiglia. Lavoravano sodo e, sebbene circondati da un mondo in fermento, con continui scioperi di protesta, loro sempre a faticare!
In televisione quando vogliono interrompere qualcuno, usano dire: “Il tempo è tiranno”. A ben vedere il tempo è tiranno perché passa in fretta o lentamente; dipende dal tuo stato d’animo. Non lo puoi né accorciare né allungare. Comanda lui. Ecco perché è tiranno.
Passa il tempo!
Quando i centri servizi scoprono che attraverso il telefono è possibile spedire e ricevere documenti, ecco che offrono un ulteriore servizio. Spedire e ricevere fax.
Spedire un fax costava un bel po’ a pagina. Tu restavi meravigliato per il progresso della tecnologia e pagavi senza fiatare.
Oggi invece no! Capisci che per trasmettere un documento via fax occorre solo un modem ed una linea telefonica.
Ieri, dal mio computer, ho pagato alcuni conti correnti postali via home banking. Il costo per il solo servizio bancario è stato di 2,50 euro per ogni conto corrente. Non è un po’ caro?
Sai che ti risponde la banca? “Vai e fai la fila alla posta e paga il contributo postale, vediamo se ti conviene”.
A questo punto abbozzo. Aveva però ragione Gigi Proietti in “La telefonata”: «C’è l’IVA, l’UVA, l’OVA, l’AVA!».
Nota a parte meritano le stenografe. Tu dettavi, e loro immediatamente stavano lì ad aspettarti. Tu chiedevi: ma ha già scritto? E la velocissima di turno ti diceva per filo e per segno quanto avevi dettato.
Gli scarabocchi che tentavi di capire erano incomprensibili. Davanti a te c’era “una” che scriveva e leggeva una lingua incomprensibile, come il danese.
Mio fratello sposò una bella e brava ragazza danese e, la prima volta che andai a Copenaghen, mi resi conto che a tavola i brindisi a base di Snaps (un’acquavite fortissima) erano infiniti.
Ogni occasione era buona per alzare il bicchiere e brindare con tutti al grido di: “Skool!”.
Alla fine del pranzo o della cena, non sapevi se avevi mangiato carne o pesce, né com’eri capitato là... ma avevi la sensazione di parlare e capire il danese. Insomma: eri diventato stenografo senza fatica!
Quanto alla frequentazione, e tornando al punto, preferivi andare sempre allo stesso centro servizi, che oltre a praticare buone tariffe, disponeva di valido personale con buon carattere e sempre disponibile ad esserti d’aiuto.
Se non vedevi una faccia conosciuta, correvi subito a chiedere: dov’è? Se ti rispondevano: “Sta a prendere la patente” ti tranquillizzavi.
Vediamo cosa ho imparato in questi centro servizi. Innanzi tutto a fare la fila. Visto che c’era sempre tanta gente, prima di metterti in fila chiedevi: “Chi è l’ultimo?”.
E là che un mio amico mi spiegò cos’era la “concorrenza perfetta”. Beato lui che aveva capito il testo di Economia politica, chiosando: «Il fenomeno si verifica quando l’incontro fra la domanda che facciamo noi clienti e l’offerta di così tanti servizi crea un equilibrio, che porta vantaggio a noi consumatori».
La teoria era espressa con parole involute e, noi amici, non la capivamo. Aveva un modo di parlare flautato, bellissimo a sentirsi, ma incomprensibile. È esattamente come fanno alcuni politici. E poi sento dire che era soltanto Don Abbondio a confondere Renzo e Lucia con il latinorum!
Quando il computer ha cominciato ad entrare in quasi tutte le case, addio dattilografe. E quando poi si è aggiunto il riconoscimento vocale, che segue la tua dettatura, addio stenografe. Quando al computer s’è aggiunta la stampante, addio fotocopie. E quando è arrivato il tris modem-internet-email? Addio fax.
Servizi di dattilografia, stenografia, fotocopie e fax con relativo personale impiegato; ormai siete obsoleti: Riciclatevi! Ma stiamo parlando di persone e non di macchinari industriali...
E tutte quelle ragazze, giovani signore, ragazzi e padri di famiglia che lavoravano nei centri servizi? Sono riusciti a riciclarsi? Dove e come?
Se non ne siamo stati coinvolti per conoscenza personale, è probabile che il problema di conoscere il seguito di questa rivoluzione tecnologica ci ha soltanto sfiorato.
Vengo casualmente a sapere che solo una ragazza che lavorava in uno dei tanti Centri servizi ha seguito il consiglio di un nostro ex Presidente del Consiglio dei Ministri: ha sposato un uomo ricco.
Il “resto”, che fine ha fatto?
Boh!
ROSETO.com
Roma Amor [Riflessioni dalla Capitale, di Mario Martorelli.]
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