Caserma della Guardia di Finanza a Roseto degli Abruzzi
DA IMMOBILE CONFISCATO A MALAVITOSI A PRESIDIO DELLE FIAMME GIALLE: L’INTUIZIONE DEL 2007 DEL SINDACO FRANCO DI BONAVENTURA.

Dal P.R.U.S.S.T. Monti a via Fonte dell’Olmo. Storia di un’intuizione.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 03 Giugno 2022 - Ore 19:15

Nei giorni scorsi, a Roseto degli Abruzzi è stata inaugurata la nuova caserma della Guardia di Finanza, che è stata intitolata al tenente colonnello Umberto Adamoli, medaglia d’argento al valor militare.

Si tratta di un importante risultato giunto al termine di un lungo lavoro di gestione che ha visto coinvolti ben 4 sindaci: Franco Di Bonaventura, Enio Pavone, Sabatino Di Girolamo e Mario Nugnes.

Infatti, l’edificio è stato adeguato partendo da una casa di civile abitazione sequestrata e poi confiscata a una famiglia, di un comune vicino, dedita ad attività illecite. Il sequestro dovrebbe risalire al 1996. Dopo il sequestro c’è stata la confisca, ma l’immobile era chiuso e sigillato.

Infatti, erano stati avviati i contatti con la Guardia di Finanza, per non perdere l’importante presidio locale, ipotizzando il trasferimento dalla sede (oggi ex sede) nei pressi del Pontile ai locali acquisiti dal Comune in occasione del P.R.U.S.S.T. Monti.

La “svolta” ci fu il 10 maggio 2007, quando il Sindaco Franco Di Bonaventura ebbe l’intuizione di interessare l’allora Prefetto di Teramo, Francesco Camerino, chiedendo la disponibilità dell’immobile di via Fonte dell’Olmo che era stato confiscato dallo Stato dopo il sequestro e che quindi era diventato a tutti gli effetti di proprietà della comunità.

Ricordo che il Sindaco mi parlò di questa soluzione alla quale aveva pensato, anche per meglio perequare il bisogno di nuovi locali per tutte le attività comunali o indirettamente riferibili alla comunità rosetana. Fu così che – essendo all’epoca il suo Capo di Gabinetto (2002-2011) – preparai la lettera che il Sindaco spedì al Prefetto e che ho riconsultato nel mio archivio personale.

Nella missiva, dopo aver dato i riferimenti dell’immobile al Prefetto, il Sindaco chiedeva a nome dell’Amministrazione Comunale – nell’ambito di una generale pianificazione dei servizi e delle infrastrutture da gestire all’interno del territorio di Roseto degli Abruzzi – l’assegnazione del fabbricato all’Amministrazione stessa, che avrebbe potuto concederlo a propria volta in comodato d’uso gratuito alla Guardia di Finanza per la sede del Comando Brigata di Roseto degli Abruzzi (o, comunque, destinarlo ad altri usi di pubblica utilità).

In quel modo, era scritto nella lettera, un bene immobile confiscato alla malavita organizzata sarebbe stato restituito alla società civile e avrebbe servito i cittadini, comportando un risparmio di risorse da destinare in altri settori, sia per quanto attiene all’Amministrazione Comunale sia relativamente alla Guardia di Finanza. Insomma, come c’era scritto in un passo della missiva: un segno di grande civiltà e di vittoria dei valori della legalità.

La svolta del Sindaco Franco Di Bonaventura colse nel segno e l’attento Prefetto attivò la pratica.

Dai locali P.R.U.S.S.T. a quelli di un bene confiscato si trattò di “riallineare le carte”, ma l’idea era buona e ricordo ancora i colloqui che curai con i funzionari dell’Agenzia del Demanio (che gestisce i beni confiscati), seguendo la pratica fino alle mie dimissioni avvenute al termine del mandato del Sindaco, nel 2011.

Prima, il 9 novembre 2010, facemmo in tempo a trasmettere al Comando Brigata della Guardia di Finanza di Roseto la Deliberazione del Consiglio Comunale Numero 24 del 30.07.2010, avente per oggetto “Trasferimento ex L.31.5.1965, N.575 e s.m.i.. Immobile Via Fonte dell’Olmo (Fg. 55, P.lla 310) confiscato per reati di tipo mafioso. Decreto Prefettizio Prot. N. 38243 Area 1”.

Dopo di noi, l’Amministrazione Comunale guidata da Enio Pavone e quella condotta da Sabatino Di Girolamo hanno meritoriamente portato avanti la complessa gestione della pratica, con le ristrutturazioni e tutto ciò che ha permesso a un bene che nel 2007 era sigillato e inutilizzato, confiscato a malavitosi, di diventare la bella caserma, presidio di legalità, inaugurata qualche giorno fa.

Complimenti ai sindaci Franco Di Bonaventura, Enio Pavone, Sabatino Di Girolamo, Mario Nugnes e a tutti i loro collaboratori per quanto fatto. E complimenti al Prefetto Camerino, del quale ricordo la gentilezza e la prontezza.

Le cose possono realizzarsi, a patto di metterci dedizione e impegno.

Personalmente, la trasformazione di una casa confiscata a malavitosi in caserma della Guardia di Finanza rappresenta una delle pratiche alla quale ho lavorato con più orgoglio, essendo un volontario del Premio Nazionale Paolo Borsellino dalla sua nascita, nel 1992, e credendo fermamente che le mafie possono essere combattute e fermate partendo da ciò per cui esistono: i soldi. E, come suggeriva Giovanni Falcone, bisogna seguire i soldi, per colpire chi li ha accumulati in maniera illecita, drogando il mercato e la concorrenza.

Un ultimo plauso all’intuizione di allora del mio Sindaco, Franco Di Bonaventura: un uomo che per 10 anni ho visto lavorare ventre a terra, per il bene della sua Roseto degli Abruzzi.



Stampato il 09-22-2026 04:21:53 su www.roseto.com