Ieri sera, martedì 3 gennaio 2023, si è tenuto nella splendida cornice del Teatro Comunale di Atri il Concerto di Capodanno, con l’esibizione dell’orchestra sinfonica “Duchi d’Acquaviva” diretta dalla ucraina Nataliya Gonchak.
La serata è stata magistralmente condotta da Maria Rita Piersanti che, grazie al fatto di essere lei stessa musicista, ha introdotto le due parti del concerto approfondendo gli autori e le composizioni proposte come solo chi è del mestiere – e lo ama, quel mestiere – sa fare. Maria Rita, giornalista, speaker, musicista e insegnante, ha avuto buon gioco nell’essere la migliore “albertoangela” possibile nella Civitas Vetusta.
Il programma ha previsto nella prima parte musiche di Lysenko, Verdi, Delibes e nella seconda della famiglia Strauss.
L’organico della sinfonica, magistralmente diretto da Nataliya Gonchak, a sua volta splendidamente supportata dai suoi personalissimi dioscuri (Melanie Budde al violino e Antonio D’Antonio al violoncello), ha fatto il pieno di applausi e concesso ben 2 bis, dopo aver concluso il programma come da laica liturgia e cioè con la “Marcia di Radetzky”.
Complimenti a tutti dunque – artisti, organizzatori, sponsor e istituzioni a supporto – per la splendida serata. Con la solita – per me – sottolineatura che ad Atri batte un cuore pieno di cultura e che è davvero emozionante vedere l’unico teatro all’italiana della Provincia di Teramo gremito e attento, caloroso e gentile.
L’ultimo e più sentito complimento voglio farlo al Maestro Nataliya Gonchak, direttore d’orchestra ucraino che da decenni è in Italia per amore, avendo sposato il pianista Algino Battistini. La brava ed emozionata artista ucraina ha aperto il concerto con l’overture del “Taras Bulba”, opera in quattro atti di Mykola Lysenko, compositore ucraino. L’opera – il cui libretto è stato scritto da Mykhailo Starytsky, cugino di Lysenko, ed è basata sul romanzo “Taras Bulba” di Nikolaj Gogol – parla di un cosacco che scopre che suo figlio ha tradito la propria gente e lo uccide.
Prima di cominciare, Nataliya Gonchak – visibilmente emozionata – ha sottolineato che per lei era il primo concerto di Capodanno con il suo cuore preso dalla guerra scoppiata nella sua patria ed ha augurato un 2023 di pace per l’Italia e il mondo e di vittoria per la sua Ucraina, invasa dalla Russia che ha scatenato una guerra in spregio al diritto internazionale.
Nel vedere quel direttore d’orchestra, minuta e gentile, dare emozioni nella nostra Atri e mostrare forza e orgoglio, non ho potuto fare a meno di pensare al suo collega Yuriy Kerpatenko, direttore della Filarmonica di Kherson, assassinato a colpi di arma da fuoco dai russi nella sua stessa casa lo scorso mese di ottobre, per essersi rifiutato di esibirsi in un concerto organizzato dalle forze di occupazione. Quelle stesse forze che pochi giorni dopo sono state ricacciate oltre il fiume Dnepr dall’esercito ucraino.
Evidentemente, per il compianto Maestro Yuriy Kerpatenko l’arte non era separabile dalla libertà della sua patria e, più in generale, dalla libertà. Una lezione pesantissima – visto che all’artista ucraino è costata la vita – che dovrebbe farci riflettere. Molto.
Perciò, a fine concerto, ho voluto passare dal palco. Per stringere la mano a Natalya, salutandola con il mio “Slava Ukraini!”.
VIDEO
Orchestra sinfonica “Duchi d’Acquaviva”, diretta da Nataliya Gonchak.
MARCIA DI RADETZKY
(Connessione telefonica instabile, con conseguente cattivo flusso di immagini e musica.)
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