«Anche se saremo avversari, sarà una bella emozione ritrovare il Roseto, che ho avuto l’onore di portare in Serie A1 nel 2000. E sarà una emozione doppia, visto che il Roseto è allenato da Franco Gramenzi, coach con il quale ho avuto il piacere di portare il Teramo in Serie A1 nel 2003».
Parole di Mario Boni, ambassador della Fabo Herons Montecatini Terme, squadra arrivata al 1° posto alla fine del girone di andata nel Girone A della Serie B Nazionale e avversario della Pallacanestro Roseto, seconda nel Girone B, nella semifinale della Final Four di Coppa Italia che si giocherà sabato 16 marzo 2024, nel rinnovato PalaTiziano di Roma.
La vincente della sfida affronterà il giorno dopo in finale chi avrà la meglio nella seconda semifinale, nella quale si affronteranno Ruvo di Puglia, capolista del Girone B e Akern Libertas Livorno, seconda del Girone A.
La compagine termale ha chiuso l’andata a 26 punti, gli stessi del Roseto, grazie a 7 vittorie e una sconfitta in casa e 6 vittorie e 3 sconfitte in trasferta. Il sodalizio è presieduto da Andrea Luchi, dirigente di lungo corso del basket italiano, mentre la squadra è allenata da Federico Barsotti. L’organico è ovviamente di primo livello, con ben 5 atleti in doppia cifra di media per punti segnati: Giorgio Sgobba (13,9), Adrian Chiera (12,4), Nicola Natali (11,7), Daniele Dell’Uomo (10,5) e Marco Arrigoni (10,4), che è anche il miglior rimbalzista della squadra con 5,4 di media, mentre il primo negli assist è Jose Alberto Benites Vicente con 3,6.
Una sfida, quella fra Montecatini e Roseto, che è anche un inno alle piccole città con un grande cuore cestistico come il centro termale toscano (circa 21.000 abitanti) e il Lido delle Rose abruzzese (circa 26.000).
Le squadre si erano già affrontate nei tempi d’oro sia in Serie A2 nel 1998/1999 sia in Serie A1 nel campionato 2000/2001 (Montecatini fallì poi nell’estate 2001, lasciando il massimo torneo 2002/2002 a 19 squadre).
Dunque rinnovato entusiasmo in due storiche franchigie della pallacanestro e soddisfazione a Roseto per l’obiettivo conquistato, come dichiarano due giovani giocatori come Alessio Donadoni e Giordano Durante, che felici sottolineano sia l’importanza dell’obiettivo conquistato sia l’opportunità di giocare una manifestazione nazionale che da 36 squadre concorrenti ne seleziona soltanto 4 e le fa esibire a Roma, consentendo il massimo dell’esposizione mediatica per la felicità sia degli sponsor sia dei giocatori stessi, i quali avranno per un fine settimana tutte le attenzioni del movimento nazionale puntate su di loro.