Serie B Nazionale – Girone B – Pallacanestro Roseto
DOMINO DANCING: FRA SALTARELLA, SYNTH POP E STALLO ALLA MESSICANA...

La ‘querelle Poletti’ chiede una risoluzione. Anche perché, come si dice dalle nostre parti, ha già fatto l’acido...

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledì, 17 Gennaio 2024 - Ore 11:45

Il Lido delle Rose è zona in cui si balla la “saltarella”, ma la sconfitta interna contro Jesi – la prima fra le mura amiche, dopo 9 vittorie consecutive nel girone di andata – ha prepotentemente cambiato la playlist proponendo del buon vecchio “synth pop” britannico firmato dai colossi del settore: i Pet Shop Boys.

La canzone è “Domino dancing”, parla di una coppia in crisi e da domenica scorsa, dopo la partita, si sta ballando in casa Pallacanestro Roseto, che ha perso l’amore del suo capitano Mitchell Poletti.

Che peccato!

Un progetto ripartito dopo le prime tre stagioni (una a guida Trullo e due a guida Quaglia) con molte soddisfazioni, con l’obiettivo di fare un campionato di vertice ma senza parlare apertamente di promozione.

Poi gli ingaggi di Poletti e Mantzaris a soffiare sul fuoco dell’entusiasmo e, soprattutto, la mano di un generale delle armate cestistiche come Franco Gramenzi, che forte dei suoi 10 campionati vinti ha costruito una squadra che, oltre al terzetto di giocatori di punte (Mantzaris, Poletti, Santiangeli), ha visto sbocciare tante scommesse: da Durante a Guaiana, da Donadoni a Klyuchnyk.

Giorno dopo giorno, nonostante infortuni superiori alla media, Roseto ha saputo qualificarsi alle finali di Coppa Italia, conquistando un inaspettato secondo posto visto che sulla carta sono più forti squadre come Ruvo di Puglia, San Vendemiano, e Faenza.

Insomma: sembravano esserci tutte le carte in regola per proseguire in un cammino di crescita e invece, dopo la sconfitta esterna a Fabriano di fine novembre, una storia su Instagram pubblicata da Mitchell Poletti (la sua foto in maglia Roseto e la scritta, in inglese, “Chiediti se ne vale la pena”) ha aperto la querelle del capitano, che in estate si è detto entusiasta di aver firmato per Roseto perché c’era Gramenzi, salvo cambiare idea dopo poche settimane, adducendo motivi familiari legati alla famiglia e quindi non indagabili, nel rispetto della privacy che si deve a tutti.

Il problema è che il mal di pancia, nascosto dalle vittorie, si è riproposto dopo la sconfitta contro Jesi che ha avuto una funzione amplificatrice, dando l’avvio alla danza del domino, con lo sgretolamento del gruppo squadra che ovviamente patisce questa situazione di incertezza.

Lo stallo messicano – neanche fossimo in un film di Quentin Tarantino – adesso vede Poletti che si allena e gioca ma vuole firmare per Faenza e il Roseto che non vuole rinforzare una diretta concorrente, che dovrebbe pure ingaggiare il giuliese play Trapani, dato in uscita da Orzinuovi.

La Pallacanestro Roseto è davanti a un bivio: andare avanti con il capitano separato in casa (decisione che sulla carta parrebbe ottusa, visti anche i gradi del giocatore), oppure ballare la danza del domino, cedendolo dietro contropartita tecnica (il pari ruolo Aromando) e monetaria, oppure solo monetaria al fine di rimettere mano alla squadra seconda in classifica, perfezionando i due ingaggi di tesserati ammessi dalle regole di mercato, oltre a poter inserire giovani dal 2004 in poi e non tesserati come l’aggregato Petracca, costringendo Gramenzi a ricominciare daccapo il lavoro.

Intanto, gli Herons Montecatini – avversari in semifinale di Coppa Italia del Roseto – hanno ingaggiato il lungo croato Matej Radunic, che tre stagioni fa era nella Fortitudo Roma che batté il Pescara Basket nella finale promozione di Serie C Gold.







Stampato il 06-02-2026 17:08:19 su www.roseto.com