Nel basket, tutto nasce o passa per Roseto, poi si espande.
Lo ripeto da anni e – ovviamente – mi riferisco anche a cose brutte, oltre alla preponderante maggioranza di cose belle e bellissime.
Fra le cose brutte, o perlomeno tristi, c’è un articolo di qualche giorno fa, dedicato alla “querelle Poletti”, nel quale ricordavo la cessione, nel campionato del Roseto di Serie A1 2001/2002, di Stefano Attruia al Real Madrid, con tanto di foto di Stefano impegnato nel playoff Scudetto 2000/2001 contro la Virtus Bologna di coach Ettore Messina che quell’anno conquistò il triplete vincendo Eurolega, Scudetto e Coppa Italia.
Nella foto di Stefano, si intravedono sia Manu Ginobili sia Stefano Ursi, arbitro insieme a Marco Giansanti di una di quelle partite che costituirono la serie dei Quarti di Finale Scudetto fra il Roseto di coach Melillo e SuperMario Boni e la Virtus di coach Messina e di Jaric, Ginobili, Rigaudeau, Griffith, Abbio e compagnia vincente.
L’occasione è stata propizia, dunque, per risentire – a 23 anni da quella stupenda foto di Giualio Ciamillo ed Elio Castoria (e più passano gli anni più le foto “capolavoro” ti fanno capire il lignaggio dei fotografi bravi davvero) – il veterano arbitro che, per dirne solo una, componeva con Luigi Lamonica e Carmelo Paternicò la terna dello Scudetto assegnato all’Istant Replay il 16 giugno 2005 alla Fortitudo Bologna contro l’Olimpia Milano.
Così risento Stefano Ursi – visto l’ultima volta nel 2016 a Roseto, insieme al comune amico (e semidio dell’arbitraggio) Pasquale Zeppillo – il quale evidentemente sa come prendermi il cuore, perché mi dice: “Spero di arbitrare ancora a Roseto, prima di smettere”.
Che vorrebbe dire, per la mia amata Roseto, salire di categoria. Oltre al piacere di rivedere il simpatico Stefano, che oggi è glabro in testa – per non dire calvo – mentre quando era giovane aveva un ricco casco di capelli.
La prova documentale che gli chiedo – e che mi favorisce – è di quelle importanti e anzi storiche: una foto di Stefano con Michael Jordan!
E se il grande Stefano Cazzaro è l’arbitro che ha diretto una partita del Dream Team USA (quello vero) e ha una foto in cui porge il pallone a MJ nel corso di una gara delle Olimpiadi di Barcellona 1992, Stefano ne ha una ugualmente preziosa, risalente ai primi Anni 90, a Bormio, alla fine di una partita di esibizione di Jordan in maglia Nike. Bormio, dove nel 1985 Sandro Dell’Agnello – ex Roseto, ovviamente, oltre che livornese come Ursi – stoppò MJ in amichevole!
Per la storica immagine Ursi-Jordan, Galeotto fu Reatto (Marcello) – uno degli arbitri dell’amichevole (l’arbitro dei passi a Scarone e della vittoria all’ultimo secondo del Roseto nella Serie A 2003/2004 a Pesaro, così... tanto per ribadire...) – il quale si fece trovare pronto con la macchina fotografica quando il buon Ursi “lungocrinito” sbucò a fianco dell’allora giovanissimo supereroe della pallacanestro, superando i severi controlli dello sponsor Nike che non voleva foto con nessuno, e candidamente chiedendo: “Ehi, Michael, please... only one picture!”.
Così, parlando parlando, esce fuori il profondo legame che Stefano ha con Roseto: città che ha frequentato fin dai primi raduni della Scuola Arbitrale del grande e compianto Ninì Ardito – negli Anni 80 e 90 del secolo scorso.
Stefano si ricorda che subirono un richiamo dai vigili urbani perché, giovincelli, usavano il fischietto nel tragitto tra l’Hotel Mary e l’odierno PalaMaggetti e le macchine si fermavano.
Poi i ricordi di Stefano ovviamente toccano le tante partite arbitrate nel triangolo d’oro Roseto-Teramo-Campli, compreso un derby Teramo-Roseto quando una fetta di maleducati tifosi rosetani bersagliò lui e collega alla vigilia della partita, durante il controllo delle attrezzature.
La parte “brutta”, per fortuna è minimale, ampiamente battuta dai ricordi belli come le passeggiate sul lungomare, la bolgia sportiva del palazzetto ai tempi della Serie A1, le mangiate di pesce in compagnia e la genzianella della staffa servita da Giuliano Spizzico.
So che lo sapete, ma io lo ribadisco: nel basket, tutto nasce o passa per Roseto, poi si espande.