Conversazione con l’atleta trentina, che parla dei suoi inizi, della scelta di Roseto, del progetto e di come si trova - e cosa le piace – nel Lido delle Rose.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Sabato, 11 Gennaio 2025 - Ore 14:30
«Con il basket è stato amore a prima vista: ho iniziato a 6 anni, quando andavo alle elementari, e non ho più smesso».
Eloquio fluente coma la bionda chioma e chiara visione della vita: ecco Lucrezia Coser, ala classe 1998 di 177 cm e colonna portante del quintetto delle Panthers Roseto di coach Simone Righi.
La giocatrice di Trento è alla sua prima esperienza al di sotto del fiume Po, con piena soddisfazione: «È un bel privilegio vivere in un luogo in cui la mattina ti alzi e puoi guardare sia il mare sia, girandoti, ammirare i monti. Poi c’è l’affetto delle persone e la passione di Roseto per la pallacanestro. Infine, non trascurerei la cucina. Sto prendendo alcune amichevoli lezioni da nostre tifose, per quanto riguarda le prelibatezze abruzzesi, e una sera una signora rosetana ci ha persino permesso di assemblare il meraviglioso timballo».
Dunque giusta dose di epicureismo, come il poeta e filosofo romano che portava il suo nome, contrapposto però a solidità tutta trentina in campo, dove “La Coser” gioca solitamente nel ruolo di ala grande (o numero “4”) circa 27 minuti di media, nel corso dei quali segna 6,1 punti, cattura 5 rimbalzi, smazza 2,1 assist e totalizza 8 di valutazione.
E quando – come nell’ultima partita contro Civitanova – la partita lo richiede, nonostante l’altezza ridotta rispetto ai centri, non disdegna neanche di dare una mano da numero “5”, facendo valere fisico e intelligenza cestistica.
Coach Simone Righi lo aveva detto, in occasione dell’ingaggio: «Lucrezia sarà una giocatrice importantissima nella nostra squadra. La sua grinta, la sua energia e la sua voglia di migliorarsi saranno elementi fondamentali dai quali le giovani dovranno trarre ispirazione».
Finora è stato così, visto che la “Nonna”, come ironicamente l’hanno soprannominata le giovanissime – nonostante con i suoi 26 anni non sia la più “anziana”, che è invece la classe 1995 lituana Justina Kraujunaite – dispensa consigli alle ragazzine ma è la prima a metterci faccia e corpo, dando il buon esempio.
Il progetto delle Panthers Roseto l’ha sposato proprio dopo aver parlato in estate con il coach, come spiega la stessa Lucrezia: «Mi piacque la chiarezza di idee di coach Righi, che mi parlò della sua volontà di costruire una squadra fatta non di nomi altisonanti, bensì di persone affidabili e concrete, che a suo avviso potevano costruire un progetto serio e affidabile».
Domenica c’è lo scontro diretto per il secondo posto contro Mantova, ma prima Coser chiosa: «Squadra e società meritano di festeggiare la conquista della Final 8 di Coppa Italia, così da tenere vivo un ricordo che possa ulteriormente motivarci».
|