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Capo d’Orlando è andata in B1 con Tony Trullo e in A2 con Franco Gramenzi in panchina. In Sicilia gioca Jasaitis, pupillo di Spahija, che giocò il trofeo Lido delle Rose del 2006, anno in cui il Roseto si salvò in A1 battendo Capo d’Orlando.
Roseto degli Abruzzi (TE)
Venerdì, 23 Maggio 2025 - Ore 22:15
La Pallacanestro Roseto affronterà Capo d’Orlando, nella serie di semifinale che comincerà domenica 25 maggio alle ore 20 al PalaMaggetti con Gara 1 e proseguirà, sempre fra le mura amiche per i rosetani, martedì 27 maggio alle ore 20.45 con Gara 2.
La squadra siciliana – che ha eliminato la Virtus Roma alla “bella” fra le mura amiche – è arrivata 4^ nel Girone A ed è espressione di una città di mare grande la metà di Roseto (13mila abitanti contro 26 mila) che si trova in provincia di Messina e che, come Roseto, ha avuto una sua grandeur anche in Serie A.
L’Orlandina Basket, società fondata nel 1978, è molto legata sia a Roseto sia a coach Gramenzi. Già, perché nella stagione 1999/2000 fu il coach rosetano Tony Trullo a vincere il campionato di Serie B2, portando gli isolani al termine dei playoff vinti in finale contro Cefalù nella attuale B Nazionale.
Poi, nella stagione 2000/2001, fu invece coach Franco Gramenzi a vincere la B d’Eccellenza (equivalente della attuale B Nazionale), ottenendo la promozione ai playoff battendo in semifinale Riva del Garda e in finale Pavia e vincendo il quinto dei suoi attuali dodici trofei, fra campionati e coppe.
Ma c’è di più: nell’attuale compagine orlandina milita il fuoriclasse lituano Simas Jasaitis, classe 1982, tornato nella città paladina in cadetteria a fine carriera, dopo averci giocato in Serie A, ma ancora in grado – nonostante i 43 anni – di fare la differenza a queste latitudini cestistiche.
Jasaitis, Medaglia di Bronzo con la Lituania sia ai Campionati Europei di Spagna 2007 sia ai Campionati Mondiali di Turchia 2010 (dove la finale fu diretta dall’arbitro abruzzese Luigi Lamonica), si troverà di fronte il suo connazionale e pari ruolo Lukas Aukstikalnis, in un duello che promette sprazzi di altissima classe.
Anche Jasaitis – cestisticamente parlando – è legato a Roseto, visto che Neven Spahija (il croato coach del “Roseto più forte di sempre”, nella stagione di Serie A 2004/2005) dopo la sua esperienza nel Lido delle Rose si trasferì in Lituania, allenando il Lietuvos Rytas e vincendo il Campionato e la Lega Baltica 2005/2006 avendo in organico Jasaitis, che divenne un suo pretoriano, visto che il tecnico di Sebenico lo portò con sé nella stagione successiva al Maccabi Tel Aviv e i due vinsero il campionato in Israele e pure il 61° Trofeo Lido delle Rose, disputatosi al PalaMaggetti in data unica il 29 settembre 2006, battendo per 106-102 la Fortitudo Bologna dell’allora patron Michele Martinelli, nella quale giocava Marco Belinelli prima del’avventura nella NBA. In quella gara rosetana, Jasaitis segnò 14 punti giocando al fianco di atleti come Buford (23), Bynum (22), Arnold (21) e Vujcic (10).
La coppia Spahija-Jasaitis concluse un tris d’autore la stagione successiva, trasferendosi in Spagna, al Saski Baskonia, vincendo Supercoppa 2007 e Campionato 2007/2008.
Senza il buon Neven, Simas ha pure vinto 2 Eurocup (con il Lietuvos Rytas nel 2004/2005 e con il Lokomotiv Kuban nel 2012/2013.
Come dicevo, il fuoriclasse lituano – così come Gianluca Basile e molti altri – ama Capo d’Orlando e ci è quindi tornato la scorsa stagione, vincendo la Serie B Interregionale 2023/2024.
Infatti, Capo d’Orlando è una matricola che ha benissimo interpretato questa sua prima stagione nella B Nazionale.
Oltre a questi numerosi punti di contatto fra le due piccole e volitive città – sempre risorte dopo le morti sportive – c’è un altro ricordo molto bello per la piazza rosetana, risalente a 19 anni fa e relativo alla squadra del Roseto Sharks, militante in Serie A.
Infatti, il 14 maggio 2006, il Roseto piegò Capo d’Orlando con il punteggio di 84-80 nella sfida che valse la salvezza sul campo dei rosetani, che poi – per problemi amministrativi – pur avendo conservato il titolo a livello agonistico non riuscirono a riscriversi al campionato, chiudendo per sempre l’esperienza nella massima divisione iniziata nel 2000.
La partita fu vibrante, con un PalaMaggetti tutto esaurito per via della scelta del compianto presidente Domenico Alcini e del general manager Michele Martinelli di disporre l’ingresso gratuito. Capo d’Orlando arrivò a Roseto già salva, mentre se la squadra del Lido delle Rose avesse vinto, avrebbe anch’essa conseguito una salvezza di eccezionale valore, visto com’era ridotto il roster della compagine allenata da Attilio Caja.
Gli isolani, allenati da Giovanni Perdichizzi e con il squadra l’ex rosetano Juan Manuel Moltedo e giocatori del calibro di Vincenzo Esposito, dopo essere andati al riposo al termine del primo tempo inseguendo per 52-43, sorpassarono nella terza frazione, in forza di un parziale di 14-28, comandando al 30° per 18-9. Provvidenziale fu il potente boato della tifoseria rosetana, che spinse i beniamini di casa a gettare il cuore oltre l’ostacolo, piazzando il 18-9 di parziale nell’ultimo quarto che comportò il +4 finale e la vittoria rosetana.
Di quella partita si ricordano soprattutto i 22 punti del dominicano Luis Flores, tornato per disputare l’ultima e decisiva gara dopo aver lasciato la squadra, oltre ai 22 punti di Jack Martinez, i 18 di Daniele Cavaliero e i 10 di Roberto Casoli. Il regista che trascinò Roseto sul campo alla salvezza fu Leonardo Busca, insieme al gladiatorio tuttofare Matteo Malaventura: entrambi segnarono 6 punti.
La Pallacanestro Roseto spera di rinverdire quei fasti nella serie di semifinale, per guadagnare la finale dove incontrerebbe la vincitrice del confronto fra Mestre – che alla bella ha battuto, a sorpresa, la Gema Montecatini – e Luiss Roma, che alla bella ha piegato, sempre a sorpresa, il Legnano.
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