Cultura
IL CIRCOLO FILATELICO NUMISMATICO ROSETANO COMPIE 50 ANNI

Uno scritto di Mario Giunco, pubblicato su Koinč, che tratta di una eccellenza rosetana.

Roseto degli Abruzzi (TE)
Mercoledė, 21 Gennaio 2026 - Ore 23:45

È una pagina meno conosciuta nella storia di Roseto, ma non merita di essere trascurata. 

Emidio D’Ilario e Luciano Di Giulio hanno dato alle stampe una pubblicazione, riccamente illustrata, diffusa in un numero limitatissimo di copie (non se ne comprende il motivo), che, anno per anno, racconta mezzo secolo di vita del Circolo Filatelico Numismatico Rosetano. 

Il sodalizio, fondato il 1 dicembre 1974, ha iniziato a organizzare manifestazioni nel 1975. 

Al primo presidente, Enea Chiavaroli, è subentrato, nel 1988, Emidio D’Ilario. Oltre duecento i tesserati, tra cui i “veterani della filatelia” Lanfranco Agostinelli, Gianfranco Brandimarte, Franco De Nigris, Luciano Di Giulio, Vincenzo Fidanza, Francesco Gargano, Giovanni Messina, Alfio Morlacchi, Gianni Rotini, Giuseppe Pelusi, Claudio Sperandii. Numerosi soci  hanno fatto parte dei comitati organizzatori, tra cui Gennaro Fidelibus, Giulio Di Michele, Vincenzo Giorgini, Mario Giunco, Enzo Lucidi, Domenico Giorgini, Giuseppe Ianni, Guido Taranta, Carlo Montese, Vittorio Alfieri, Franco Spadacini, Nicola Marziani, Enzo Pellegrini, Fulvio Tesauro, Giuseppe Pollice. Ad essi sono uniti, quali collaboratori, Elena Aga Rossi, Luca Angeli, Domenico Caccia, Roberto Cantoro, Walter De Berardinis, Mario De Bonis, Michele Del Governatore, Emidio Di Carlo, Stefania Di Carlo, Massimo Di Giacinto, Carmela Di Giovannantonio, Anastasia Di Giulio, Francesco Esposito, Francesco Fagnani, don Cesare Faiazza, Gianfranco Ianni, Giorgio Mattioli, Vitoronzo Pastore, Maria Flavia Perotti, Piero Piccirilli, Enzo Pisciella, Alessia Pollice, Vincenzo Scasciafratti, Elso Simone Serpentini, Luigi Valentini. 

A tutti il Circolo ha inteso dare doveroso riconoscimento nel volume. Sfogliandone le quasi trecento pagine si rilevano le principali iniziative, legate alla filatelia, consistenti nella uscita di annulli postali, nella organizzazione di mostre, conferenze, convegni, nelle pubblicazioni (libri, cartoline, calendari), nella emissione di due francobolli commemorativi, a cura dell’Istituto Poligrafico Zecca di Stato (1980, serie turistica, 200 lire; 1988, serie Santo Natale, “La sacra famiglia” di Pasquale Celommi, 650 lire). 

Le pagine parlano di un passato, che di giorno in giorno rischia di sbiadire. Vi sono alcune immagini, che fanno parte del prezioso volume “La cartolina racconta la storia della città”  (2010), curato sempre da D’Ilario e Di Giulio. 

Gli annulli ricordano eventi, tra cui l’inaugurazione del Palazzetto dello sport, avvenuta con i Campionati europei di basket juniores (22-30 agosto 1978), la Mostra dei vini tipici di Montepagano (1979), il 125^ anniversario della fondazione di Roseto (1985), la rassegna cinematografica “Roseto Opera Prima” (2009).  

Altri annulli, per restare a personaggi rosetani, sono dedicati a Giovanni Thaulero (2005), ai pittori Pasquale e Raffaello Celommi (1988 e 2016)), ai ceramisti Mario D’Ilario e Pier Giuseppe Di Blasio (2007 e 2008), allo storico Raffaele D’Ilario (2003), al fotografo Italo Del Governatore (2005), al giornalista e scrittore Luigi Braccili (2015), al giornalista Vincenzo Coticchia (2017), allo sportivo Ernesto D’Ilario (2006), al cestista Remo Maggetti (2015), a Dino Celommi, “maestro di sport e di vita” (2017), all’economista Vincenzo Moretti (2017), ai Caduti e Decorati nella prima e seconda guerra mondiale (2017). 

Dal 1991 al 2011 il Circolo ha fornito supporto logistico ed editoriale alla mostra “Popolo di santi, santi di popolo”, che ha illustrato aspetti della religiosità popolare attraverso le immaginette devozionali (i “santini”). 

Chi, come il sottoscritto, ha vissuto  le vicende del Circolo,  non può che ammirare l’impegno e la passione dei soci e dei collaboratori –  alcuni dei quali purtroppo scomparsi – che hanno dato un senso più compiuto a un semplice hobby. Ricorda, con nostalgia, le riunioni che si svolgevano, ogni domenica mattina, nell’angusta sede di via Leopardi. Il tempo sembrava fermarsi. Era palpabile in tutti la gioia di ritrovarsi insieme. Anche le difficoltà e i momenti di scoramento erano superati con una stretta di mano e un collettivo invito a mettersi al lavoro: Abruzzophil era alle porte.



Stampato il 01-22-2026 06:24:58 su www.roseto.com